Chi è l’ortopedico?
L’ortopedico è un medico chirurgo specializzato in ortopedia. Si occupa del sistema muscolo-scheletrico e delle sue patologie. L’ortopedia comprende la valutazione, la diagnosi e il trattamento dei disturbi a carico di ossa, articolazioni, muscoli, legamenti, tendini e nervi periferici. La formazione richiede, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, una specializzazione in Ortopedia e Traumatologia di cinque anni.
L’ortopedico può esercitare in ambito ambulatoriale, concentrandosi su visite diagnostiche e terapie conservative, oppure in contesto ospedaliero e chirurgico, eseguendo interventi di diversa complessità.
Cosa fa l’ortopedico?
L’ortopedico valuta e cura le patologie dell’apparato locomotore per mezzo di esami clinici, diagnostica strumentale e, quando necessario, interventi chirurgici.
La sua attività inizia con la visita ortopedica, durante la quale viene raccolta la storia clinica del paziente ed è esaminata la zona interessata, con una valutazione della mobilità articolare e forza muscolare. Per completare la diagnosi, l’ortopedico prescrive esami di imaging come radiografie, risonanze magnetiche, TAC o ecografie.
Una volta identificato il problema, l’ortopedico propone il percorso terapeutico. I trattamenti conservativi possono prevedere farmaci antinfiammatori, infiltrazioni articolari, tutori, plantari o programmi di fisioterapia.
Quando la terapia conservativa non è sufficiente, l’ortopedico può intervenire chirurgicamente, in artroscopia, per riparare legamenti o rimuovere frammenti cartilaginei, oppure con interventi complessi come l’impianto di protesi all’anca o al ginocchio, la correzione di fratture con osteosintesi e la riparazione di tendini lesionati.
Che differenza c’è tra fisioterapista e ortopedico?
L’ortopedico è un medico che diagnostica le patologie e può prescrivere farmaci o eseguire interventi chirurgici, mentre il fisioterapista riabilita senza fare diagnosi, lavora sul recupero funzionale attraverso terapie manuali, esercizi terapeutici e tecniche strumentali come ultrasuoni o tecarterapia. Non prescrive farmaci né effettua interventi chirurgici. Il suo ruolo è comunque fondamentale nel percorso di guarigione dopo un trauma o un intervento chirurgico.
Dopo un intervento alla spalla o al ginocchio, l’ortopedico gestisce il follow-up clinico mentre il fisioterapista guida il recupero della mobilità e della forza muscolare.
Cosa cura l’ortopedico?
L’ortopedico cura patologie che interessano l’apparato muscolo-scheletrico, dai traumi acuti alle malattie degenerative, dai problemi congeniti ai problemi funzionali delle articolazioni. Tra le condizioni più trattate ci sono le fratture: dalle fratture composte a quelle scomposte, dalle fratture da stress alle microfratture. Gestisce i traumi sportivi come distorsioni di
Le patologie degenerative rappresentano un’altra area importante:
- artrosi di ginocchio, anca, spalla e colonna vertebrale
- tendinopatie e lesioni tendinee
- borsiti e infiammazioni delle borse sinoviali
- osteoporosi e fratture da fragilità.
Tratta le malformazioni della colonna come:
- scoliosi
- ipercifosi
- iperlordosi
- deformità degli arti come piede piatto, alluce valgo e ginocchio valgo
- discopatie come ernia del disco.
Rientrano nelle sue competenze anche i tumori alle ossa benigni e maligni, le sindromi da compressione nervosa come la sindrome del tunnel carpale e le artropatie infiammatorie su base reumatica.
Quando rivolgersi all’ortopedico?
È consigliabile prenotare una visita ortopedica quando si manifestano sintomi persistenti a carico dell’apparato muscolo-scheletrico che limitano le attività quotidiane. I segnali che indicano la necessità di rivolgersi a questo specialista includono:
- dolore articolare persistente o acuto a ginocchio, anca, spalla, caviglia o polso che non migliora con il riposo
- sospetta frattura ossea dopo caduta, incidente o trauma sportivo, con dolore intenso e impossibilità di movimento
- mal di schiena cronico, o cervicalgia che limita i movimenti
- rigidità articolare mattutina che dura più di trenta minuti
- difficoltà a salire le scale o portare borse
- gonfiore, arrossamento o calore in corrispondenza di un’articolazione
- deformità visibili delle articolazioni o della colonna
- instabilità articolare o sensazione che l’articolazione ceda
- scricchiolii articolari accompagnati da dolore durante i movimenti.
La visita è indicata anche in presenza di problemi posturali o limitazione progressiva della mobilità che compromette la qualità della vita. È importante non rimandare la consultazione: molte patologie ortopediche, se diagnosticate precocemente, possono essere trattate con terapie conservative evitando la chirurgia.