Cosa sono i vaccini?
I vaccini sono preparati biologici progettati per attivare le difese immunitarie dell'organismo contro un agente patogeno specifico, senza causare la malattia.
Contengono microrganismi inattivati o attenuati, frammenti proteici, antigeni purificati o, nei modelli più recenti, molecole di mRNA che istruiscono le cellule a produrre una proteina riconoscibile dal sistema immunitario. Una volta somministrato, il vaccino induce la formazione di anticorpi e cellule di memoria immunologica: se l'organismo entra successivamente in contatto con il patogeno reale, la risposta immunitaria scatta in tempi rapidi, prima che la malattia possa manifestarsi. Le vaccinazioni rappresentano uno degli strumenti di prevenzione più efficaci della medicina.
In Italia, il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025 stabilisce quali vaccini sono offerti gratuitamente e quali sono obbligatori per legge. I benefici della vaccinazione superano ampiamente il rischio di effetti indesiderati, che nella grande maggioranza dei casi sono lievi e transitori.
A cosa servono i vaccini?
I vaccini proteggono l'individuo vaccinato dalle malattie infettive e, quando la copertura raggiunge soglie sufficienti nella popolazione, interrompono la circolazione del patogeno grazie all'immunità di gregge.
Le vaccinazioni perseguono due obiettivi distinti ma complementari:
- a livello individuale, riducono il rischio di contrarre l'infezione e, in caso di contagio, ne attenuano la gravità, diminuendo le probabilità di ricovero o di complicanze severe
- a livello collettivo, contribuiscono a ridurre la circolazione dei patogeni in comunità, proteggendo indirettamente anche le persone che non possono essere vaccinate per ragioni mediche, come neonati, pazienti immunodepressi, soggetti con alcune patologie croniche.
Come funzionano i vaccini?
I vaccini simulano un primo contatto con l'agente infettivo, inducendo il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici e cellule di memoria, pronte a rispondere rapidamente in caso di infezione reale futura.
Il principio è la memoria immunologica. Il sistema immunitario, al primo incontro con un agente estraneo, impiega alcuni giorni per costruire una risposta adeguata. In quel lasso di tempo, un patogeno può causare danni significativi. Il vaccino anticipa questo incontro in condizioni di sicurezza: l'organismo apprende a riconoscere il patogeno e mantiene questa informazione a lungo termine.
Le principali tipologie di vaccino, classificate in base al meccanismo d'azione, sono:
- a microrganismi vivi attenuati (è il caso di morbillo, rosolia, parotite, varicella): contengono il patogeno indebolito, capace di replicarsi in misura limitata e di evocare una risposta immunitaria robusta e duratura
- a microrganismi inattivati (come per poliomielite per via parenterale, epatite A): contengono il patogeno ucciso, che non si replica ma è comunque riconosciuto dal sistema immunitario
- a subunità proteiche e anatossine (pertosse acellulare, tetano, difterite): contengono solo componenti specifici del patogeno — proteine superficiali o tossine inattivate — sufficienti ad attivare le difese immunitarie
- proteici ricombinanti per epatite B, meningococco B): prodotti mediante ingegneria genetica, che inserisce il gene codificante per l'antigene in un microrganismo ospite; l'antigene viene poi estratto e purificato
- a mRNA (come alcuni vaccini anti-COVID-19): forniscono all'organismo le istruzioni genetiche per produrre una proteina virale specifica, contro cui si attiva la risposta immunitaria.
Per alcuni vaccini è sufficiente una singola somministrazione; per altri sono necessari più cicli o richiami periodici, per mantenere livelli adeguati di protezione nel tempo.
Principali vaccini, quali sono?
Il riferimento istituzionale per le vaccinazioni in Italia è il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2023-2025. Il PNPV stabilisce il Calendario nazionale vaccinale, definisce le vaccinazioni offerte attivamente e gratuitamente per fascia d'età e individua le categorie a rischio per cui sono previste raccomandazioni specifiche.
Vaccini obbligatori
In Italia, la Legge 119/2017 ha reso obbligatorie dieci vaccinazioni per i minori fino a 16 anni:
- difterite
- tetano
- poliomielite
- epatite B
- pertosse
- haemophilus influenzae di tipo b (Hib)
- morbillo
- parotite
- rosolia
- varicella.
I primi sei vengono somministrati attraverso il vaccino esavalente nei primi mesi di vita; morbillo, parotite e rosolia con il vaccino MPR, a cui si aggiunge la varicella nel vaccino tetravalente MPRV.
Vaccini fortemente raccomandati
Accanto agli obbligatori, il PNPV include un gruppo di vaccinazioni fortemente raccomandate:
- antipneumococcico (Streptococcus pneumoniae): raccomandato nei primi mesi di vita e negli adulti con fattori di rischio, protegge da polmonite, meningite e sepsi pneumococciche
- antimeningococcico C e ACWY: raccomandato nel primo anno di vita e nell'adolescenza, protegge dalla meningite da meningococco
- antimeningococcico B: raccomandato a partire dal terzo mese, con schema a due o tre dosi a seconda dell'età di inizio
- antirotavirus: raccomandato nel primo semestre di vita, somministrato per via orale, previene le forme gravi di gastroenterite da rotavirus
- anti-HPV (papillomavirus umano): raccomandato a partire dagli 11 anni per maschi e femmine, protegge dai tumori HPV-correlati — tumore del collo dell'utero, orofaringe e ano
- antinfluenzale: vaccino antinfluenzale raccomandato annualmente agli over 60, ai soggetti con patologie croniche, alle donne in gravidanza e agli operatori sanitari
- anti-Herpes Zoster: raccomandato a partire dai 65 anni per prevenire le complicanze del virus herpes zoster, inclusa la nevralgia post-erpetica.