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Le epatopatie (malattie del fegato): una breve guida


Epatopatie è un termine che indica genericamente le malattie del fegato. Si tratta di un insieme numeroso di patologie, dovute a cause eterogenee. Vediamo sintomi, cause e trattamenti.

Cosa sono le epatopatie?

Il termine epatopatie indica qualsiasi malattia del fegato che comprometta la funzionalità di quest’organo. Dal momento che il fegato è coinvolto in numerose funzioni biologiche, molte delle quali essenziali al corretto funzionamento dell’organismo, una sua compromissione determina conseguenze su tutti i principali sistemi del corpo umano, come quello nervoso e cardiocircolatorio.

Il fegato, più precisamente, è un organo insostituibile per il mantenimento dell’equilibrio chimico e funzionale dell’organismo, ed è responsabile, ad esempio, della:

  • Produzione di bile
  • Regolazione delle concentrazioni di glucosio, aminoacidi e acidi grassi nel sangue
  • Sintesi e conversione delle sostanze nutritizie
  • Accumulo di vitamine liposolubili
  • Inattivazione delle tossine
  • Accumulo di riserve di ferro
  • Sintesi di proteine plasmatiche, di fattori della coagulazione, di ormoni.

Le epatopatie possono causare danni al fegato e ridurre la sua capacità di svolgere queste funzioni vitali. Comprendono un insieme di numerose malattie (più di un centinaio), dovute a cause eterogenee. Le patologie del fegato sono generalmente accompagnate da un processo infiammatorio, l’epatite, o da steatosi epatica (o fegato grasso), una condizione caratterizzata dall’accumulo di trigliceridi nelle cellule epatiche.

In alcuni casi, i danni sono reversibili con il trattamento, mentre in altri, sono permanenti. Una delle conseguenze più gravi di questo tipo di patologie è la cirrosi, un’alterazione della struttura dei tessuti epatici, in cui le cellule del fegato danneggiate vanno incontro a necrosi e vengono sostituite da tessuto fibroso. Le epatopatie e la cirrosi conducono a insufficienza epatica cronica o all’insorgenza di neoplasia.

Quando il fegato non funziona bene quali sono i sintomi?

I sintomi delle epatopatie possono variare a seconda del tipo e alla gravità della malattia. In molti casi, le condizioni patologiche possono restare asintomatiche per lungo tempo, specialmente nelle prime fasi. Quando si manifestano, i sintomi possono includere:

Altri sintomi che possono comparire sono:

Il dolore al fegato, percepito nella parte superiore destra dell’addome, insorge in genere in una fase avanzata del processo patologico, ed è associato all’aumento delle dimensioni dell’organo, soprattutto nel caso in cui l'ingrossamento avvenga in maniera fulminea.

È importante notare che alcuni sintomi delle epatopatie possono essere comuni ad altre patologie, quindi la diagnosi definitiva richiede la valutazione di uno specialista. Inoltre, non tutti i pazienti con epatopatie manifestano sintomi, quindi è importante sottoporsi a controlli regolari del fegato, specialmente in presenza fattori di rischio, come l'abuso di alcol o la presenza di malattie autoimmuni. In generale, la diagnosi precoce è fondamentale per prevenire il peggioramento della malattia e migliorare le possibilità di guarigione.

Quali sono le cause delle epatopatie?

Le epatopatie possono avere origine e cause differenti. Possono essere dovute a:

  • Infezioni
  • Difetti del fegato congeniti (presenti dalla nascita) o acquisiti
  • Azione tossica di farmaci, alcol e tossine
  • Deficit nutrizionali
  • Traumi
  • Alterazioni metaboliche.

In generale, le malattie del fegato possono verificarsi mediante meccanismi diversi, ma tutte comportano un danno per l’organo. Ad esempio, nelle forme infettive, il danno è provocato dall’attività dell’agente infettivo e dalla risposta immunitaria. Nell’epatopatia alcolica invece, il danno è dovuto alla metabolizzazione dell’etanolo e dei suoi metaboliti.

Quali sono le epatopatie più comuni?

In base alle cause, è possibile distinguere le epatopatie in:

  • Infettive
  • Alcoliche
  • Da tossici
  • Genetiche
  • Autoimmuni
  • Metaboliche.

Epatopatie infettive

Le epatopatie infettive sono dovute in genere a infezioni virali. Esistono diversi tipi di malattie infettive del fegato, tra cui le epatiti virali A, B, C, D ed E. Queste infezioni sono causate da virus che attaccano le cellule epatiche provocando danni epatici, infiammazione e cicatrizzazione a carico del fegato.

Esiste, inoltre, una patologia infettive rara e particolarmente grave detta epatite fulminante che determina insufficienza epatica, e sintomi come disturbi della coagulazione, ascite, indebolimento generale, atrofia muscolare ed edemi diffusi. 

In generale, le forme infettive possono essere dovute a:

Le patologie del fegato dovute a questi ultimi agenti infettivi sono molto rare, e interessano per lo più soggetti immunodepressi.

Epatopatie alcoliche

Le epatopatie alcoliche sono dovute, come indica il termine stesso, all’abuso cronico di alcol. L’alcol può provocare una vasta serie di danni all’organo, determinando:

  • Steatosi epatica alcolica
  • Epatite alcolica
  • Cirrosi.

La steatosi epatica è connotata da un accumulo di grassi nel fegato. Si tratta di una condizione reversibile con la sospensione del consumo di alcolici. Tuttavia, se l’abuso continua, la steatosi epatica può progredire in steatoepatite alcolica, una forma più grave di epatopatia che può portare a danni cronici al fegato.

L'epatite alcolica è una forma di epatite che si verifica quando l'infiammazione del fegato è causata dall'abuso di alcol. La condizione può essere acuta o cronica e può portare a danni epatici permanenti, se non trattata.

La cirrosi epatica alcolica è la forma più grave di epatopatia alcolica e si verifica quando il fegato subisce danni irreversibili a causa dell'abuso di alcol. La condizione può portare a sintomi gravi, come:

  • Ittero
  • Ascite
  • Encefalopatia epatica
  • Insufficienza epatica.

I sintomi delle epatopatie alcoliche possono variare a seconda della gravità della malattia e del tipo di patologia. Tuttavia, le manifestazioni più frequenti includono dolore addominale, nausea, vomito, perdita di appetito, affaticamento, ittero, ascite e prurito.

Epatopatie da tossici

Le epatopatie da tossici sono provocate dall’esposizione a sostanze tossiche di origine naturale (intossicazione da funghi o erbe) o artificiale (farmaci, sostanze chimiche, droghe), e presentano sintomi simili all'epatopatia alcolica.

L’epatopatia da farmaci può essere acuta o cronica, ed è causata dall'assunzione di farmaci che determinano danni al fegato anche permanenti. Alcuni medicinali che possono provocare la malattia includono:

  • Alcuni antibiotici
  • Paracetamolo
  • Alcuni farmaci antiepilettici
  • Alcuni farmaci antitumorali. 

Anche l’esposizione prolungata a sostanze chimiche (solventi, metalli pesanti e pesticidi), e l’abuso di droghe (eroina, cocaina) possono produrre danni al fegato e aumentare il rischio di sviluppare malattie epatiche croniche.

Epatopatie genetiche

Alcune patologie epatiche sono causate da fattori ereditari e mutazioni genetiche che interessano il funzionamento del fegato. Queste possono essere ereditarie e trasmesse da uno o entrambi i genitori. Le epatopatie genetiche possono manifestarsi in diverse forme, tra cui:

  • Emocromatosi: provoca l'accumulo di ferro nel fegato e in altri organi, provocando danni e aumentando il rischio di sviluppare malattie epatiche croniche
  • Malattia di Wilson: produce un accumulo di rame nel fegato 
  • Deficit di Alfa-1-antitripsina (AAT): determina una carenza della proteina alfa-1-antitripsina che protegge il fegato dai danni causati da altre proteine. 
  • Deficit di 3-idrossi-3-metilglutaril-CoA (HMG-CoA) reduttasi: è una patologia genetica rara che causa un'alterazione del metabolismo del colesterolo
  • Sindrome di Gilbert: una malattia che provoca l’aumento dei livelli di bilirubina nel sangue. È dovuta a una mutazione genetica che impedisce al fegato di elaborare correttamente la bilirubina, una sostanza prodotta dalla degradazione dei globuli rossi
  • Sindrome di Alagille: è una patologia genetica rara che causa una malformazione dei dotti biliari del fegato
  • Tumore del fegato primitivo maligno: si manifesta in genere come carcinoma epatocellulare e/o colangiocarcinoma.

Epatopatie metaboliche

Le epatopatie metaboliche sono dovute a disordini del metabolismo, ovvero al malfunzionamento del processo di trasformazione delle sostanze chimiche all'interno dell'organismo. Tra le forme metaboliche più comuni figurano:

  • Steatosi epatica non alcolica (NAFLD): caratterizzata dall'accumulo di grasso nel fegato, non causato dall'abuso di alcol. La condizione può essere associata a una serie di condizioni, tra cui l'obesità, il diabete, l'iperlipidemia e l'ipertensione.
  • Steatoepatite non alcolica (NASH): è una forma di NAFLD caratterizzata dall'infiammazione del fegato, che può causare danni epatici e cicatrici. La NASH può portare alla cirrosi epatica e aumentare il rischio di insufficienza epatica
  • Malattia da accumulo di glicogeno: è una patologia genetica rara che causa un accumulo anormale di glicogeno nel fegato.

Epatopatie autoimmuni

Le epatopatie autoimmuni sono patologie del fegato causate da una disfunzione del sistema immunitario, che attacca erroneamente le cellule sane del fegato. Possono essere di diversi tipi, ma le più comuni sono:

  • Cirrosi biliare primitiva (CBP): una patologia che colpisce i capillari biliari del fegato, causando un'infiammazione che può portare alla cicatrizzazione e alla cirrosi. Può essere associata a una serie di condizioni, tra cui la sindrome di Sjogren e la tiroidite autoimmune.
  • Epatite autoimmune (AIH): provoca un'infiammazione che può portare alla cicatrizzazione e alla cirrosi. Può essere associata a una serie di condizioni, tra cui la celiachia e il diabete di tipo 1
  • Colangite sclerosante primitiva, una severa malattia infiammatoria cronica che colpisce i dotti biliari: questi si restringono, ostacolando il deflusso della bile, che si accumula nel fegato danneggiando le sue cellule.

Diagnosi

La diagnosi di epatopatia si avvale di una serie di test ed esami strumentali che hanno lo scopo di valutare la funzionalità epatica.

Esami del sangue

I test della funzionalità epatica più precisamente sono esami del sangue che mirano a individuare la presenza di patologia, al fine di stabilirne severità e progressione.

Questo tipo di esami permettono di:

  • Valutare la gravità del danno epatico
  • Individuare infiammazioni, danni e disfunzioni a livello del fegato
  • Monitorare il decorso di una patologia epatica e la riposta al trattamento
  • Perfezionare la diagnosi

I test epatici misurano i valori di enzimi e altre sostanze prodotte dal fegato, come:

Attraverso la misurazioni di alcune di queste sostanze è possibile stabilire la presenza e il grado di infiammazione del fegato e il suo grado di funzionalità.

Diagnostica per immagini

La diagnostica per immagini permette di visualizzare il fegato, attraverso immagini dettagliate, al fine di individuare eventuali problemi e includono:

  • Ecografia
  • Scintigrafia
  • TC (tomografia computerizzata)
  • Risonanza magnetica
  • Colangiopancreatografia retrograda endoscopica (CPRE)
  • Radiografia.

Biopsia epatica

La biopsia epatica può rivelare informazioni sull’organo che gli altri esami potrebbero non essere in grado di fornire. Consiste nel prelievo e nell’analisi al microscopio di un campione di tessuto epatico, preso mediante l’uso di un ago. 

Questa tecnica viene utilizzata soprattutto per rilevare:

  • Il grasso in eccesso
  • Le infiammazioni croniche
  • Le epatopatie di origine metabolica
  • Le complicanze dovute a un tumore che si è diffuso al fegato o al trapianto di fegato. 

Trattamento e cura delle epatopatie

Il trattamento delle epatopatie mira a rimuovere la causa, quando possibile, che ha scatenato la malattia e varia a seconda del tipo di forma patologica da trattare.

Anche se le epatopatie possono essere gravi e persino fatali, molte possono essere prevenute o gestite con una dieta sana, esercizio fisico regolare e limitazione dell'uso di sostanze tossiche come l'alcol e i farmaci non necessari. In caso di forme virali, come l'epatite B, è possibile utilizzare farmaci anti-virali.

Nell’epatopatia alcolica, la cura si sostanzia nell’astensione dall’alcol, mentre nelle steatoepatiti non alcoliche la cura sta nel trattamento della malattia di base (diabete, ipertrigliceridemia). Altri trattamenti, utili per rallentare la progressione delle epatopatie possono essere:

  • Farmaci corticosteroidi (in caso di epatite autoimmune)
  • Salasso, per ridurre il sovraccarico di ferro nell’emocromatosi
  • Farmaci chelanti per eliminare l’eccesso di rame nella malattia di Wilson.

In presenza di quadri clinici irreversibili come la cirrosi è necessario ricorrere al trapianto di fegato.

Dieta

Una dieta adeguata può essere utile per gestire le epatopatie e migliorare la funzionalità del fegato. In generale, si raccomanda di seguire un’alimentazione equilibrata ed evitare cibi che possono appesantire o danneggiare il fegato, come l'alcol, gli alimenti fritti, i cibi troppo grassi, i salumi e i formaggi stagionati.

Ecco alcuni consigli alimentari utili per una dieta in caso di epatopatie:

  • Scegliere proteine di alta qualità come quelle presenti nella carne magra, pesce, uova, latticini magri e legumi
  • Preferire i carboidrati complessi come quelli contenuti nei cereali integrali, frutta e verdura
  • Limitare l'assunzione di sale
  • Bere molta acqua per mantenere il fegato idratato
  • Evitare alcolici e bevande gassate
  • Limitare o evitare i cibi fritti o grassi
  • Mangiare porzioni moderate e pianificare i pasti in modo da evitare lunghi periodi di digiuno.
  • Limitare l'assunzione di zuccheri semplici
  • Rivolgersi sempre al proprio medico o nutrizionista prima di apportare modifiche significative alla propria dieta.

È bene ricordare che la dieta da sola non è in grado di curare l'epatopatia, ma può aiutare a gestirla e a prevenire complicanze. È importante seguire sempre le indicazioni del medico e di altri professionisti sanitari coinvolti nella gestione delle epatopatie.