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Il fuoco di Sant’Antonio (Herpes Zoster)

Il fuoco di Sant’Antonio, in termini scientifici Herpes Zoster, è una patologia della cute causata dal virus della varicella che determina rush cutaneo e prurito. L'articolo ne spiega cause, sintomi e risoluzione.

Cos’è il fuoco di Sant’Antonio

L’Herpes Zoster (HZ), meglio conosciuto con il nome di fuoco di Sant’Antonio, è una patologia a carico della cute e delle terminazioni nervose. Su scala globale la sua incidenza oscilla tra 1,2 casi e 3,4 casi per mille persone quando interessa individui sani; l’incidenza aumenta poi tra il 3,9 e l’11,8 per mille persone tra gli anziani che hanno più di 65 anni.

Questa patologia prende il nome da due parole del greco classico, herpetòn e zoster, che vogliono dire rispettivamente: serpente e cintura. Termini che indicano in modo piuttosto chiaro i principali sintomi di questa condizione, tra cui l’eruzione cutanea.

Cause dell’Herpes Zoster

L’Herpes Zoster (Fuoco di Sant'Antonio) è causato da un virus. Si tratta del virus varicella-Zoster (VVZ), che nel corso della vita può essere contratto quando si è molto giovani. Il contatto con questo virus causa lo sviluppo della varicella, che a sua volta si caratterizza da prurito, a volte anche molto intenso, e da una cospicua quantità di vescicole sulla pelle.

Quando la varicella arriva a soluzione, il virus rimane in ogni caso all’interno dell’organismo, ed è per così dire sotto controllo del sistema immunitario. In queste occasioni si parla di infezione latente. Ma in età adulta, per via di trattamenti farmacologici importanti o anche per un improvviso e inaspettato abbassamento delle difese immunitarie, il virus può riattivarsi e si manifesta sotto forma di rush cutaneo. È questo il caso in cui si parla di fuoco di Sant’Antonio.

Come si fa a riconoscere il fuoco di Sant'Antonio?

Come si fa a riconoscere il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio? Nella maggior parte dei casi il paziente affetto da Herpes Zoster lamenta di base un dolore molto intenso su una parte del corpo. Poi su un solo lato, che spesso presenta dei focolai di prurito in zone dall’estensione che può variare.

Con una decorrenza della durata di 4 o 5 giorni, ecco che si verifica la comparsa di chiazze, di un eritema e infine delle vescicole, che confluiscono in bolle o si dispongono in una composizione a grappolo. Questi tuttavia non sono i soli sintomi dell’Herpes Zoster. Oltre al prurito, il paziente può infatti lamentare:

  • febbre e mal di testa 
  • mal di stomaco
  • brividi e spossatezza.

Anche il viso può essere colpito, soprattutto intorno alla bocca e in prossimità degli occhi.

In aggiunta al quadro sintomatologico appena indicato, c’è da segnalare la possibilità che il paziente in seguito alla risoluzione dell’Herpes Zoster, che di solito accade dopo 10 o 15 giorni, possa sviluppare una nevralgia post erpetica. In questi casi, il soggetto interessato patisce un dolore cronico (che potrebbe richiedere una terapia del dolore) nell’area della cute in cui sono presenti i nervi infettati dal virus.

Come si cura il fuoco di Sant'Antonio?

Consultare il proprio medico rappresenta sempre la prima scelta da intraprendere. E se da un lato la varicella o l’herpes labiale possono essere soggetti ad una guarigione spontanea, nel caso dell’Herpes Zoster possono essere adottate cure locali o generali (altrimenti dette sistemiche), per ottenere una riduzione dei sintomi ed evitare l’insorgenza di eventuali complicazioni. La cura dovrebbe iniziare entro le 72 ore dal manifestarsi dei primi sintomi, altrimenti potrebbe risultare inefficace.

È possibile ridurre i sintomi e le eventuali complicazioni annesse tramite farmaci antivirali. Tra i farmaci antivirali più utilizzati si ricordano innanzitutto il valaciclovir e il famciclovir, che dimostrano di avere una buona efficacia se somministrati per via orale, specie quando il paziente non soffre di immunodepressione. Esiste poi la possibilità di somministrare l’aciclovir, per via endovenosa, nei casi in cui il paziente presenti un sistema immunitario particolarmente compromesso.

Gestione dei sintomi correlati e guarigione

Quanto ai sintomi correlati, il medico può prevedere un trattamento specifico. Nel caso dell’insorgere di febbre, possono essere consigliati farmaci antipiretici; per il dolore, possono essere assunti degli analgesici, sempre per via sistemica.
 
Anche l’alimentazione può contribuire al naturale decorso di questa patologia. Come in tutti i casi di infiammazione, una dieta che presenti frutta e verdura in ricca alternanza è fortemente consigliata. Senza dimenticare che esistono alimenti che aiutano il sistema immunitario. Un buon modo per ridurre il prurito sulle zone interessate dall’Herpes Zoster è fare bagni freschi o impacchi con dell’acqua fresca. In questo modo si evita anche il rischio di incorrere in sovrainfezioni dovute a batteri.
 
La guarigione, come si accennava, si verifica al massimo tra le due e le quattro settimane, al netto di possibili complicazioni. Ci sono però dei casi in cui il dolore può persistere, specie quando si ha una localizzazione oculare del rush cutaneo, o nel caso di altre complicanze neurologiche.

Esiste un vaccino per l’Herpes Zoster?

La vaccinazione per l’Herpes Zoster esiste. Si tratta di una singola dose, la cui somministrazione è estremamente semplice. Nello specifico la vaccinazione è indicata per pazienti che abbiano una età superiore ai 50 anni e per chi, in generale, corre il rischio di sviluppare questa patologia. Può ad esempio capitare che chi soffre di diabete possa sviluppare l’Herpes Zoster. Alla stessa maniera, casi pregressi di varicella possono predisporre al fuoco di Sant’Antonio.
                                                                                                                                                   
Come tutti i tipi di vaccino, anche quello anti Herpes Zoster si basa su una forma attenuata del virus (della varicella-Zoster) che inibisce la riattivazione del virus. Dopo la somministrazione del vaccino potrebbero manifestarsi lievi effetti collaterali come gonfiore, eritema o prurito. Reazioni gravi sono estremamente rare, e in ogni caso non compromettono la solidità dei vantaggi.