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Glucosio, come funziona l’esame e perché farlo

Le analisi del glucosio misurano i livelli di zucchero nel sangue. Scopri come funzione l’esame, quando e perché è necessario effettuarlo e il tipo di preparazione al test

Le analisi del glucosio nel sangue stabiliscono i livelli ematici degli zuccheri. Gli obiettivi principali di questo esame sono due:

  • Monitorare la glicemia del paziente
  • Verificare l’eventualità che abbia sviluppato una forma di diabete o prediabete

Vediamo come funziona il test, il tipo di preparazione, quando e perché è necessario effettuarlo.

Nome

Glucosio

Altri nomi utilizzati

Glucosio [S/P], Glicemia a digiuno, Livello di glucosio nel sangue

Codice esame

L0002

Perché fare il test?

Sono due le ragioni principali per cui normalmente viene effettuato l’esame del glucosio:

  • Monitoraggio del paziente (in caso, ad esempio, di pazienti diabetici che devono tenere sotto controllo la glicemia nell’arco della giornata)
  • Eventuale diagnosi di diabete

Queste analisi vengono prescritte anche per monitorare i livelli di zucchero nel sangue nel tempo, in caso di:

  • Iperglicemia: quando la concentrazione ematica di glucosio aumenta
  • Ipoglicemia: quando i livelli di zucchero nel sangue si abbassano 

Quando fare le analisi del glucosio?

L’esame del glucosio si rende necessario in presenza dei fattori di rischio per lo sviluppo del diabete. 

Secondo l’American Diabetes Association i fattori che possono aumentare le probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 e in presenza dei quali andrebbe monitorata la glicemia sono:

Anche lo sviluppo di sintomi che possono essere riconducibili a una condizione di iperglicemia o ipoglicemia rappresenta una buona ragione per effettuare l’esame del glucosio.

Nello specifico, i sintomi riconducibili ad una condizione di ipoglicemia sono:

  • Sudorazione
  • Tremore
  • Denutrizione
  • Stato di confusione e ansia
  • Vista offuscata

In caso di iperglicemia, invece, i sintomi principali possono essere:

  • Minzione frequente
  • Incremento della sete
  • Aumento dei tempi di guarigione di ferite e infezioni
  • Vista offuscata

Il campione richiesto

Il campione diagnostico richiesto per l’esame del glucosio è quello prelevato dal sangue venoso. È importante ricordare che per la formulazione di una diagnosi di diabete non è indicato il campione prelevato tramite pungidito.

Al contrario, per quanto riguarda l’automonitoraggio dei livelli di glicemia, si può procedere al prelievo di una goccia di sangue tramite la puntura del polpastrello.

Come ci si prepara all’esame?

La preparazione agli esami dipende dal tipo di test al quale il soggetto si sottopone. Ecco un elenco dei differenti metodi di analisi della concentrazione ematica del glucosio con le relative procedure:

  • Glicemia a digiuno, prevede che il soggetto non assuma cibo nelle ore immediatamente precedenti il test (almeno otto)
  • Test su campione estemporaneo prelevato da pazienti che non hanno osservato digiuno nelle ore che precedono le analisi
  • Curva da carico o test orale di tolleranza al glucosio (OGTT), per cui al paziente viene effettuato un primo prelievo di sangue a digiuno, al quale seguono la somministrazione di una bevanda di glucosio (75 grammi) e un ulteriore prelievo a due ore dalla sua assunzione
  • Curva glicemica in gravidanza per monitorare il rischio di sviluppare diabete gestazionale. Questo esame viene prescritto tra il sesto e il nono mese di gravidanza e consiste in un primo prelievo a digiuno, seguito dalla somministrazione di un concentrato di glucosio (75 grammi) e altri due, tre o quattro prelievi distanziati da un’ora o mezz’ora
  • Emoglobina glicata, prescritto ai pazienti diabetici per monitorare i livelli di concentrazione di glucosio nell’arco del tempo

In che cosa consiste l’esame?

Questo esame consiste nella misurazione dei livelli di glucosio nel sangue. Il glucosio è uno zucchero aldoesoso in quanto composto da sei atomi di carbonio e contenente un gruppo carbonilico aldeidico. Si tratta della fonte di energia principale per le cellule dell’organismo umano, nonché l’unica fonte sul breve termine per il sistema nervoso e il cervello.

Cosa sappiamo con questo esame?

Livelli fuori la norma di glucosio possono essere indicatore di una molteplicità di malattie. 

Tra gli esempi di condizioni patologiche legate alla glicemia alta possiamo citare:

  • Pancreatite
  • Tumore al pancreas
  • Sindrome di Cushing (livelli di cortisolo e corticosteroidi cronicamente elevati nel sangue)
  • Patologia renale cronica
  • Ipertiroidismo
  • Acromegalia (patologia legata ad un eccesso di ormone della crescita)
  • Stress acuto causato da traumi come infarti o ictus 

A livelli ematici troppo bassi di glucosio, invece, possono essere legate condizioni cliniche quali:

  • Gravi patologie del fegato
  • Insufficienza surrenalica
  • Insufficienza renale cronica
  • Insufficienza cardiaca
  • Insulinoma (tumori che producono insulina)
  • Ipotiroidismo
  • Ipopituarismo
  • Presenza di infezioni gravi
  • Inedia
     

In un campione di sangue prelevato da un paziente non a digiuno, un livello di glucosio nel sangue superiore ai 200 mg/dL può essere indicatore della presenza di diabete. 

Per quanto riguarda, invece, i soggetti a digiuno, abbiamo:

  • Valori normali con un livello di glucosio nel sangue compreso tra 70 e 99 mg/dL
  • Prediabete con valori tra 100 e 125
  • Diabete con valori uguali o superiori ai 126 mg/dL

Altre informazioni utili da sapere

Il glucosio viene ricercato anche quando si eseguono le analisi delle urine. La presenza di questa sostanza in un campione urinario può indicare livelli elevati nel sangue. In questo caso sono necessari ulteriori test di approfondimento per individuarne le cause. Il glucosio ematico in eccesso viene riversato nelle urine e può essere indice di un danno renale.

Le analisi del glucosio vengono definite informalmente come una misurazione dei livelli di zucchero nel sangue. Questo perché il saccarosio, noto come zucchero da tavola, è composto da fruttosio, zuccheri semplici e, appunto, glucosio. Queste sostanze vengono liberate nell’organismo una volta completata la digestione dello zucchero da tavola.