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Tempo di protrombina, cos’è e perché viene prescritto

Il tempo di protrombina misura la velocità di coagulazione del sangue. Generalmente questo esame viene richiesto prima di un intervento invasivo

La protrombina è una glicoproteina prodotta nel fegato che funge da fattore di coagulazione. Attraverso il test che ne misura la concentrazione nell’organismo, si valuta la capacità di coagulazione del paziente.

Vediamo allora in che cosa consiste questo esame, quando e perché viene richiesto dal medico e come interpretare i risultati delle analisi.

Nome

Tempo di protrombina

Codice Regionale

90754

A cosa serve la protrombina?

La protrombina è una glicoproteina del plasma sintetizzata nel fegato. È nota anche come fattore della coagulazione in quanto partecipa al processo coagulativo nel sangue in presenza di lesioni nei vasi. 

In questa circostanza avviene la conversione in trombina della protrombina. Tale processo innesca una reazione - la trombina attiva il fibrinogeno che viene trasformato in fibrina - che si conclude con la formazione del coagulo di sangue.

Il tempo di protrombina (Pt), quindi, misura quanto ci vuole perché si formi un coagulo all’interno del campione di sangue prelevato.

Il Pt valuta i fattori coagulanti della via estrinseca della coagulazione, ovvero quella attivata in presenza di danni dei tessuti. Si tratta di una risposta più veloce rispetto alla cosiddetta via intrinseca, nella quale sono coinvolti esclusivamente fattori plasmatici e non tissutali.

Tra i principali fattori della coagulazione della via estrinseca, che vengono valutati con il Pt (prothrombin time), ci sono:

  • Fibrinogeno (fattore I)
  • Protrombina (fattore II)
  • Fattore V
  • Fattore VII
  • Fattore X

Quando e perché viene prescritto questo test?

Il tempo di protrombina viene richiesto come supporto diagnostico in caso di:

  • Sindromi emorragiche
  • Trombofilia
  • Valutazione dell’efficacia di terapie anticoagulanti
  • Valutazione della coagulazione del plasma
  • Disordini dell’emostasi (arresto dell’emorragia)

Tra i sintomi che possono indicare trombofilia o disordini nei processi di emostasi e che potrebbero spingere il medico a richiedere il Pt abbiamo:

  • Epistassi
  • Sanguinamento gengivale
  • Gravi patologie del fegato
  • Formazione di trombi nelle arterie e nelle vene

Il Pt, di solito, viene prescritto insieme all’Aptt (test che valuta i fattori di coagulazione della via intrinseca) prima di un intervento chirurgico allo scopo di verificare la capacità che l’organismo di un paziente ha di coagulare.

Qual è il campione richiesto?

Questo esame può essere effettuato raccogliendo un campione di sangue venoso. In alcuni casi può bastare anche il campione ematico ottenuto con la puntura di un dito.

Come ci si prepara a queste analisi?

Non ci sono particolare indicazioni per l’effettuazione delle analisi del tempo di protrombina. Risulta ottimale, in ogni caso, condurre il test al mattino con il paziente a digiuno. Nel caso in cui il paziente stia osservando un regime tarapeutico che prevede farmaci anticoagulanti, il prelievo va effettuato subito prima dell’assunzione.

Quali sono i valori del tempo di protrombina?

Il tempo di protrombina viene espresso in secondi. Per normalizzare il risultato del Pt, che potrebbe essere influenzato dai reagenti e dagli strumenti utilizzati nei singoli laboratori, l’Organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato l’International normalized ratio (Inr). L’Inr è un calcolo che evita qualsiasi interferenza e che serve a standardizzare i risultati e renderli, quindi, compatibili e confrontabili tra loro, anche se ottenuti da laboratori diversi.

Il risultato di Pt espresso in Inr viene utilizzato, nello specifico, per i pazienti che stanno seguendo una terapia anticoagulante orale.

I valori normali di Pt per una persona sana che non assume farmaci anticoagulanti dovrebbero avere un Inr compreso tra 0,9 e 1,2.

Il Pt Inr ideale per i pazienti che, invece, seguono terapie anticoagulanti dovrebbe essere compreso tra 2,5 e 4,5 a seconda della quantità di farmaco prescritta dal medico. Le persone con alti valori alti di Inr hanno un maggior rischio di sanguinamento.

Cosa indica il valore Ptt alto?

Valori alti del tempo di protrombina indicano che il sangue impiega più tempo del normale a coagulare. Ciò può essere dovuto a diverse patologie o condizioni quali:

  • Malattie del fegato
  • Carenza di vitamina K
  • Carenza di uno dei fattori che contribuiscono alla coagulazione

Nella maggior parte dei casi, i risultati del Pt vengono valutati insieme a quelli dell’Aptt per avere un quadro più chiaro del paziente. Nel dettaglio:

  • Un tempo di protrombina allungato con Aptt normale potrebbe indicare presenza di patologie epatiche, carenza di vitamina K, alterazione o mancanza di fattori della coagulazione, terapie a base di farmaci anticoagulanti
  • Pt normale con Aptt allungato potrebbe, invece, essere il sintomo della malattia di von Willebrand nella forma grave, lupus anticoagulant o anticorpi che attaccano specifici fattori coagulanti
  • Pt e Aptt allungati possono indicare malattie del fegato, carenza di fattori della coagulazione, coagulazione intravascolare disseminata acuta