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Scompenso cardiaco: cos’è e quali sono le possibili cause


Lo scompenso cardiaco è una riduzione delle capacità funzionali del cuore, che non è più in grado di pompare sangue in modo efficiente

Che cos’è lo scompenso cardiaco?

Lo scompenso cardiaco, noto anche come insufficienza cardiaca, è una patologia severa a carico del cuore, particolarmente pericolosa per le persone over 65. In questa fascia d’età, infatti, lo scompenso cardiaco rappresenta la prima ragione di ricovero ospedaliero, secondo quanto riportato dall'Istituto Superiore di Sanità.

Si ha insufficienza cardiaca nel momento in cui le funzionalità del cuore sono ridotte e questo organo non è più in grado di lavorare in modo efficiente perché troppo debole e incapace di contrarsi adeguatamente.

Sono molteplici le cause che concorrono a determinare lo scompenso. E, oltre a loro, ci sono fattori che possono incrementare le probabilità che si sviluppi questa patologia. Tra i principali sono inclusi:

L’insufficienza cardiaca è una condizione dalla quale, nella maggior parte dei casi, non si guarisce. Le terapie, quindi, non hanno lo scopo di risolvere la patologia, ma di trattare i sintomi migliorando le funzionalità del cuore, attraverso la somministrazioni di farmaci, cambiamenti nello stile di vita o interventi chirurgici

Nel caso in cui, però, venga identificata una causa specifica dello scompenso, la cura risolutiva è possibile. Si tratta, ad esempio, delle eventualità in cui vengono sostituite le valvole cardiache danneggiate.

Cosa può provocare uno scompenso cardiaco: cause

Come abbiamo anticipato, nella maggior parte dei casi, lo scompenso cardiaco è dovuto ad una molteplicità di cause che concorrono a compromettere le funzionalità del cuore. Tra queste sono incluse l’ipertensione arteriosa, le patologie delle coronarie (che possono portare alla loro ostruzione e a possibili infarti), miocardiopatie (malattie del muscolo cardiaco), anemia o ipertiroidismo

Lo scompenso cardiaco può, inoltre, essere la conseguenza di aritmie. Ad esempio, quando il battito è eccessivamente veloce, non c’è tempo a sufficienza perché il cuore si riempia o si svuoti in modo adeguato. Al contrario, alcuni dei sintomi dello scompenso possono essere determinati anche da un ritmo cardiaco basso. A sua volta, però, una frequenza cardiaca bassa può essere tipica delle persone allenate, senza necessariamente portare a particolari problemi cardiaci.

Anche la fibrillazione atriale, ossia un battito cardiaco irregolare, può causare scompenso cardiaco in quanto, nelle persone che soffrono di questa condizione, aumentano le probabilità che si formino coaguli nel sangue in grado di portare a possibili ictus.

Tra le cause dell’insufficienza cardiaca, poi, ci sono anche eventuali danni a carico delle valvole. Il cuore ne contiene complessivamente quattro, adibite a far fluire il sangue correttamente. Quando non funzionano, il cuore può andare incontro a scompenso. Le valvole cardiache si possono danneggiare a causa di infarti, oppure consumarsi per via dei fisiologici processi di invecchiamento dell’organismo. Per trattare tale condizione, si può procedere in due modi: riparare il danno o sostituire le valvole con un intervento chirurgico.

Tra i possibili fattori che concorrono allo sviluppo di insufficienza cardiaca ci sono le patologie congenite del cuore. Quando, ad esempio, il foro ovale, che consente nel feto il passaggio del sangue tra atrio destro e sinistro, non si chiude - quando, invece, dovrebbe farlo naturalmente alla nascita - la parte destra del cuore può sovraccaricarsi e provocare uno scompenso. Può succedere che questo problema non venga diagnosticato fino all’età adulta. In ogni caso, i fori ancora aperti possono essere richiusi utilizzando tecniche di chirurgia mini-invasiva.

Infine, esistono fattori di rischio che possono aumentare le probabilità di andare incontro a scompenso cardiaco, quali:

Come si manifesta lo scompenso cardiaco: sintomi

Lo scompenso cardiaco può manifestarsi con una sintomatologia che comprende:

Questi elencati, tuttavia, sono sintomo aspecifici che potrebbero essere determinati anche da condizioni diverse dallo scompenso cardiaco. Per questa ragione, una corretta diagnosi e, di conseguenza, la scelta della migliore terapia possibile per trattare il problema passano, innanzitutto, dal consulto del medico curante in presenza di uno o più di questi sintomi. 

A causa dello scompenso cardiaco, in alcuni casi, il paziente può accusare anche disturbi durante il sonno, in posizione sdraiata. Per limitare sintomi come la difficoltà respiratoria potrebbe rendersi necessario l’utilizzo di più cuscini. 

Anche il gonfiore di gambe e caviglie può essere contrastato tenendo sollevati gli arti inferiori con un materasso sollevato all’altezza dei piedi. 

Infine, tra gli altri disturbi associabili allo scompenso cardiaco, ci potrebbero essere anche accelerazione del battito, perdita di peso, inappetenza e tosse a carattere persistente.

Come viene diagnosticato?

La diagnosi di scompenso cardiaco può avvenire avvalendosi dei risultati delle analisi del sangue e di alcuni esami strumentali quali:

  • ECG (elettrocardiogramma)
  • ecocardiogramma (per identificare eventuali problemi alle valvole cardiache)
  • spirometria (per escludere o identificare problemi ai polmoni)
  • radiografia del torace (per verificare un possibile aumento delle dimensioni del cuore, che può essere causato da scompenso, così come l’accumulo di liquidi nei polmoni e nella pleura)

Attraverso gli esami ematici, il medico può individuare eventuali patologie che, come abbiamo visto, possono concorrere all’insorgenza di uno scompenso come le malattie del fegato, delle tiroide o dei reni, il diabete e l’anemia.

Si possono altresì dosare alcuni analiti che fungono da spia di eventuali criticità cardiache. Ad esempio, alti livelli di colesterolo sono un importante fattore di rischio per la salute del cuore. Inoltre, in presenza di pressione alta o ritenzione di sali e acqua, il cuore attiva una sorta di meccanismo di difesa rilasciando nel flusso ematico peptidi natriuretici, ossia ormoni adibiti al mantenimento dell’omeostasi cardiovascolare e dell’equilibrio idro-salino. Di conseguenza, alti livelli nel sangue di questi peptidi possono essere la spia di una possibile insufficienza cardiaca.

Come guarire da uno scompenso cardiaco

La terapia per il trattamento dello scompenso cardiaco dipende dalla severità della condizione in cui versa il paziente. In alcuni casi può essere sufficiente tenere sotto controllo i sintomi con opportuni trattamenti farmacologici a lungo termine. In altri, invece, la situazione è così grave da richiedere interventi drastici come la chirurgia o un trapianto di cuore.

Quando viene individuata una causa specifica per lo scompenso, la condizione può essere trattata intervenendo direttamente su essa. Ad esempio, come già accennato, se l’insufficienza cardiaca è dovuta a danni a carico delle valvole, è possibile guarire il paziente riparandoli chirurgicamente.

Se lo scompenso è dovuto, invece, ad aritmie si può intervenire impiantando un pacemaker.

La sintomatologia associata all'insufficienza cardiaca può essere migliorata curando le possibili malattie che hanno concorso a determinarla, come nel caso dei pazienti diabetici, anemici o ipertesi.

La strategia terapeutica può includere anche cambiamenti negli stili di vita, concentrandosi in particolare sui fattori di rischio per la salute del cuore.

Passaggi cruciali a tal proposito possono essere:

  • smettere di fumare
  • seguire una dieta completa ed equilibrata
  • limitare il consumo di bevande alcoliche
  • limitare il consumo di sale
  • praticare una regolare attività fisica
  • mantenere il peso sotto controllo

Quanto si può vivere con uno scompenso cardiaco?

L’insufficienza cardiaca è una condizione cronica e va monitorata nel tempo per tenere sotto controllo la sua evoluzione e modulare le terapie in base ad essa. 

Per poter convivere con questa patologia, è fondamentale cercare di rendere il cuore più forte limitando la sintomatologia e riducendo le probabilità che la patologia peggiori nel tempo.

In ogni caso, le prospettive di vita dipendono da diversi fattori che vanno principalmente dall’età del paziente - le persone anziane sono evidentemente più a rischio in presenza di insufficienza cardiaca - alla gravità dello scompenso, fino alla presenza di comorbidità

I pazienti che soffrono di scompenso cardiaco sono persone fragili, che dovrebbero quindi ridurre al minimo rischi legati alla presenza di altre patologie che potrebbero mettere il cuore sotto stress e peggiorare il quadro di salute generale. Ecco perché la raccomandazione, per questa parte della popolazione, è quella di sottoporsi sia al vaccino contro l’influenza sia a quella contro lo pneumococco, un patogeno responsabile dell’insorgere di gravi infezioni polmonari.

La convivenza con l’insufficienza cardiaca passa, infine, da controlli periodici con il medico curante o lo specialista, in modo da intervenire prontamente nel caso in cui la patologia peggiori e sia necessario rimodulare la terapia.