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Lo stress

A cura di
Luca
Baffigi
Georgia
Accattato

Negli anni Cinquanta Hans Selye definì lo stress come “la risposta non-specifica dell'organismo a qualsiasi pressione o richiesta”. Scopriamone le caratteristiche e come affrontarlo al meglio.

Che cos’è lo stress?

Lo stress è la sensazione di tensione che ciascuno di noi sperimenta quando sente che la realtà lo mette alla prova, gli chiede di usare al meglio le proprie risorse per superare un ostacolo o per ottenere qualcosa che desidera.

Negli anni Cinquanta Hans Selye, studioso di fisiologia animale in condizioni di sopravvivenza difficili, definì lo stress come “la risposta non-specifica dell'organismo a qualsiasi pressione o richiesta”, distinguendolo dallo “stressore”, lo stimolo che produce tale risposta. In questo senso possiamo dire che lo stress è una risposta di disagio psichico e i cambiamenti della vita i suoi stressori.

La reazione del corpo agli stressori è regolata dal sistema nervoso, che attraverso l’attivazione di alcuni ormoni (adrenalina, noradrenalina e cortisolo) fa sì che l’organismo si prepari ad affrontare la “situazione di pericolo”.

Il fenomeno stressogeno si articola in tre fasi:

  • Fase di allarme, in cui l’individuo prende atto dello stressor e chiama a raccolta le proprie risorse per affrontarlo
  • Fase di resistenza, durante la quale l’organismo si conforma alle nuove circostanze e risponde alle richieste che provengono da esse
  • Fase di esaurimento, lo stadio conclusivo volto a ripristinare l’equilibrio. Qualora la precedente fase sia terminata prima di consumare tutte le energie, l’esaurimento è percepito come un calo di energie misto a una sensazione di piacevole rilascio. Qualora la resistenza si sia invece protratta fino allo stremo delle forze, l’esaurimento può manifestarsi con un periodo depressivo caratterizzato dall’abbassamento delle difese e dalla comparsa di sintomi

Cosa può provocare un forte stress?

La vita umana è una serie di inevitabili cambiamenti e ogni cambiamento richiede, da parte dell'individuo, una mobilitazione di energie psichiche, comportamentali ed emotive. Alcuni cambiamenti però richiedono un dispendio di energie maggiore degli altri. Un divorzio, un lutto, la perdita del lavoro o una malattia possono esercitare una forte pressione emotiva e possono portare a sviluppare forme elevate di stress.

Le cause dello stress si trovano nel rapporto che ogni persona ha con il proprio ambiente: possono essere sia dentro che fuori di noi. Fuori, perché il mondo esterno e gli altri ci pongono continuamente richieste e sfide; dentro, perché noi rispondiamo ad esse con le nostre capacità.

Tra i più comuni eventi stressanti possiamo annoverare:

  • Vicende della vita, piacevoli e non, che causano un ribaltamento degli equilibri
  • Fattori ambientali, come il caldo o il freddo intenso, rumori, catastrofi naturali, inquinamento
  • Situazioni impreviste
  • Dinamiche lavorative: un carico di lavoro eccessivo, un eccesso di responsabilità, richieste insistenti da parte di un superiore, dissidi tra colleghi, la precarietà sono all’origine di quello che è noto come “stress da lavoro”
  • Situazioni sociali, come l’incontro con persone nuove o relazioni conflittuali con persone care, amici o colleghi di lavoro
  • Fattori biologici, come malattie, disabilità, traumi fisici
  • Paure
  • Incapacità di controllare alcune situazioni
  • Pensieri, aspettative di vita, convinzioni personali, traumi legati al passato

Sintomi dello stress

È possibile distinguere tra varie tipologie di sintomi. Vi sono sintomi fisici:

Tra i sintomi comportamentali compaiono:

  • Prepotenza
  • Disturbi alimentari (anoressia, bulimia)
  • Abuso di alcol e fumo
  • Isolamento sociale

I sintomi psichici comprendono: 

Infine, tra i sintomi cognitivi si ricordano:

  • Senso di preoccupazione 
  • Difficoltà a concentrarsi
  • Incertezza nel prendere decisioni
  • Difficoltà a mantenere un pensiero lucido

Lo stress è sempre dannoso?

Esistono due tipi di stress: quello buono (eustress) e quello cattivo (distress). L'eustress si prova quando si supera una situazione difficile ma che dura poco e che porta a conseguire un risultato. Lo stress diventa nocivo quando invece è a lungo termine, o quando la persona si sente incapace di uscire dalla situazione che le crea disagio.

I cambiamenti e lo stress infatti non sono di per sé qualcosa di negativo. Gli esseri viventi sono abituati a un livello ottimale di stress, ma se questo diventa troppo alto può portare ad un crollo. D'altra parte, anche livelli di stress troppo bassi possono portare noia, mancanza di motivazione e forme di disagio simili a quelle causate dal forte stress. In questo senso anche una stimolazione troppo bassa può essere uno stressore.

Alcuni cambiamenti possono diventare potenti stressori, mentre altri vengono facilmente assorbiti dall'individuo. Molte ricerche scientifiche ci dicono che non è tanto lo stressore in sé quanto il modo in cui lo percepiamo e affrontiamo che porta allo sviluppo o meno di stress. Il modo in cui affrontiamo i cambiamenti quindi determina in larga misura quanto stress essi ci provocano.

Quando il processo stressogeno ha una durata breve (stress acuto), solitamente le sue conseguenze sul benessere della persona sono contenute. Fanno eccezione episodi di stress acuto grave (atti di violenza, traumi), che possono incidere sulla salute mentale provocando il cosiddetto disturbo da stress post-traumatico.

Quando invece la condizione di stress diventa pervasiva, possiamo arrivare a una sovraeccitazione costante (stress cronico) che si traduce in disturbi d’ansia e forme depressive, di varia natura e intensità.

Lo stress varia da persona a persona?

Per alcune persone un'elevata frequenza di cambiamenti porta a sviluppare stress, mentre per altri il cambiamento è vissuto come una sfida che mette alla prova le proprie capacità in modo positivo.

Queste persone sono dotate di una capacità che viene definita resilienza, ovvero la capacità di andare avanti e riprendersi in seguito ai cambiamenti e di adattarsi positivamente ad essi nonostante le avversità. Riescono quindi ad affrontare adeguatamente gli eventi traumatici e destabilizzanti attraverso una visione costruttiva e non solamente distruttiva delle situazioni che le mettono in difficoltà.

Come si fa a superare lo stress?

Lo stress non va eliminato, ma va gestito in maniera produttiva: ogni individuo dovrebbe avere la consapevolezza di quali situazioni sono per lui fonte di disagio, e di che tipo. L'eustress serve da spinta e da motivazione per esprimere al meglio le proprie abilità, quindi ha un valore positivo: aumenta la vigilanza e l'attenzione, migliora la propria capacità di affrontare le situazioni critiche. Il distress invece indebolisce, affatica e provoca danni all'organismo

Il primo passo nella lotta allo stress cattivo è ascoltare se stessi, i propri bisogni e desideri, avere coscienza delle proprie capacità e dei propri limiti. Non si possono evitare le situazioni stressogene, ma si può modificare il proprio modo di affrontarle e gestirle.