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Pubblicato inPatologie

Fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è una irregolarità della frequenza cardiaca. Può provocare conseguenze molto gravi come l’ictus cerebrale.

Fibrillazione atriale, cos’è?

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La fibrillazione atriale (FA) è l’aritmia cardiaca maggiormente diffusa e si caratterizza per un’attività elettrica caotica degli atri. In condizioni normali, il cuore batte grazie a impulsi elettrici regolari. Nella FA questi impulsi diventano disorganizzati, facendo perdere la corretta contrazione atriale e rendendo il battito irregolare e spesso accelerato (tachicardia).

La fibrillazione atriale può causare palpitazioni, affanno e stanchezza, ma in alcuni casi può essere asintomatica. Le cause sono molteplici, così come i fattori di rischio, mentre la cura e il trattamento della fibrillazione atriale dipendono dal tipo di aritmia, dalla durata degli episodi e dal profilo clinico della persona. I rischi più rilevanti, per chi soffre di questo tipo di aritmia, sono la formazione di trombi, il rischio di ictus e l’insufficienza cardiaca.

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fibrillazione atriale, definizione, sintomi, cure

Tipi di fibrillazione atriale

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I principali tipi di fibrillazione atriale sono:

  • parossistica: forma intermittente in cui gli episodi iniziano e terminano spontaneamente, di solito entro 24 ore e comunque entro pochi giorni. Gli episodi possono ripresentarsi nel tempo, con intensità e frequenza variabili
  • persistente: non si risolve spontaneamente e dura più di sette giorni, richiedendo spesso un intervento medico per interrompersi
  • permanente: condizione stabile e continua in cui il ritmo cardiaco rimane irregolare nel tempo.

Che differenza c’è tra aritmia e fibrillazione?

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La fibrillazione è un tipo specifico di aritmia. Il termine aritmia si riferisce, in generale, a qualsiasi alterazione del ritmo cardiaco normale. Può manifestarsi come un battito troppo veloce (tachicardia), troppo lento (bradicardia), o irregolare. La fibrillazione atriale, invece, è caratterizzata, come abbiamo visto, da battiti cardiaci molto rapidi e irregolari.

Sintomi comuni della FA

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Negli episodi di fibrillazione atriale, soprattutto se rapidi, il cuore lavora in modo meno efficiente, con una riduzione della portata di sangue ai tessuti. Va detto che il quadro sintomatologico può variare notevolmente da persona a persona.

Alcune persone avvertono disturbi evidenti, altre non percepiscono nulla e scoprono l’aritmia durante controlli di routine. I sintomi più frequenti sono:

  • palpitazioni, con sensazione di battito irregolare o accelerato
  • aumento della frequenza cardiaca a riposo o sotto sforzo
  • affanno o mancanza di respiro
  • stanchezza improvvisa
  • ridotta tolleranza allo sforzo
  • capogiri o senso di instabilità
  • dolore o fastidio toracico.

Rischi principali e conseguenze della fibrillazione atriale

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Il rischio più temuto è l’ictus ischemico. La contrazione atriale inefficace favorisce la formazione di trombi negli atri, che possono migrare verso il cervello. Per questo, nelle persone affetti da fibrillazione atriale, la prevenzione tromboembolica è centrale.

Un’altra conseguenza importante è lo sviluppo o il peggioramento dell’insufficienza cardiaca. Un battito irregolare e troppo rapido, mantenuto nel tempo, può indebolire il muscolo cardiaco e compromettere la funzione di pompa.

Cause della fibrillazione atriale e fattori di rischio

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Le cause della fibrillazione atriale sono spesso multifattoriali. In molti casi l’aritmia è legata a patologie cardiache, ma potrebbe essere associata anche a condizioni extracardiache o a stili di vita non adeguati.

Cause e fattori di rischio Descrizione
Cause principali Condizioni cliniche che favoriscono direttamente l’alterazione degli impulsi elettrici atriali.
Ipertensione arteriosa L’ipertensione arteriosa provoca un sovraccarico cronico degli atri, favorendo modificazioni strutturali che aumentano il rischio di fibrillazione atriale.
Cardiopatie strutturali o valvolari Le malattie delle valvole o del muscolo cardiaco interferiscono con la normale propagazione degli impulsi elettrici.
Scompenso cardiaco Lo scompenso cardiaco altera la funzione di pompa del cuore e favorisce la persistenza delle aritmie.
Disturbi della tiroide In particolare l’ipertiroidismo aumenta la frequenza cardiaca e la suscettibilità alle aritmie.
Malattie polmonari Patologie respiratorie croniche possono aumentare la pressione atriale e favorire la fibrillazione atriale.
Fattori di rischio Condizioni e abitudini che aumentano la probabilità di sviluppare la fibrillazione atriale.
Età avanzata Con l’invecchiamento si verificano cambiamenti strutturali del tessuto cardiaco che rendono più frequente la fibrillazione atriale.
Diabete Il diabete aumenta il rischio cardiovascolare e favorisce lo sviluppo delle aritmie cardiache.
Obesità L’obesità è associata a infiammazione cronica e sovraccarico cardiaco.
Consumo eccessivo di alcol L’alcol può alterare la conduzione elettrica del cuore e scatenare episodi di fibrillazione atriale.
Sedentarietà Uno stile di vita sedentario contribuisce allo sviluppo di fattori cardiovascolari che aumentano il rischio di aritmie.

Diagnosi di fibrillazione atriale

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La diagnosi di fibrillazione atriale si basa sull’identificazione dell’aritmia e sulla valutazione del suo impatto clinico. L’obiettivo è confermare il disturbo del ritmo, definirne la durata (ad esempio 24 ore o più) e individuare eventuali patologie associate.

Fase diagnostica Cosa valuta

Visita cardiologica
Valuta il quadro clinico complessivo. Analizza sintomi, storia medica e fattori di rischio cardiovascolare.

Elettrocardiogramma (ECG)
Identifica l’aritmia. Mostra irregolarità del ritmo e alterazioni della conduzione elettrica.

Holter ECG
Registra il ritmo nel tempo. Rileva episodi intermittenti e durata della fibrillazione atriale.

Ecocardiogramma
Valuta struttura e funzione del cuore. Individua anomalie valvolari o cardiache associate.

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Trattamento per la fibrillazione atriale

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Il trattamento della fibrillazione atriale ha tre obiettivi principali: controllare la frequenza o il ritmo cardiaco, prevenire l’ictus e migliorare la qualità di vita. La scelta terapeutica è sempre personalizzata.

Trattamento Perché si utilizza

Terapia farmacologica
Controlla la frequenza cardiaca o il ritmo. Riduce i sintomi e la recidiva degli episodi.

Anticoagulanti
Riduce il rischio di ictus. Previene la formazione di trombi negli atri.
Cardioversione elettrica o farmacologica Ripristina il ritmo sinusale. Indicata in casi selezionati o sintomatici.

Ablazione transcatetere
Riduce o elimina le aritmie. Indicata quando la terapia farmacologica non è efficace.

Accanto alle terapie, è importante sapere cosa non fare: evitare l’autosospensione dei farmaci, non trascurare i controlli e non sottovalutare sintomi nuovi. In molti casi, assumere farmaci in modo corretto e seguire le indicazioni specialistiche consente di convivere con la fibrillazione atriale in sicurezza.

I pazienti con fibrillazione atriale non dovrebbero:

  • abusare di alimenti contenenti grassi di origine animale, con formaggi e insaccati
  • eccedere con dolci e sale
  • bere alcolici
  • assumere sostanze eccitanti come nicotina, caffeina e droghe
  • fare attività fisica intensa e senza un’adeguata preparazione
  • fare diete estreme.