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Si raccomanda di portare tutta la documentazione medica precedente.
Che cos'è l'elettrocardiogramma (ECG)?
L'elettrocardiogramma (ECG) è un esame strumentale che registra l'attività elettrica del cuore, traducendola in un tracciato grafico leggibile dal medico.
Il cuore funziona attraverso impulsi elettrici che si propagano in modo ordinato a ogni battito, coordinando la contrazione del muscolo cardiaco. L'elettrocardiogramma rileva questi segnali tramite elettrodi applicati sulla superficie cutanea e li rappresenta su carta millimetrata sotto forma di onde, segmenti e intervalli. Il tracciato elettrocardiografico che ne risulta è uno strumento diagnostico: rapido, sicuro, indolore e ripetibile. L'esame può essere eseguito in ambulatorio cardiologico, in pronto soccorso o al domicilio del paziente.
Principali tipologie di elettrocardiogramma
L'elettrocardiogramma può essere eseguito in modalità diverse a seconda dell'indicazione clinica:
- ECG a riposo: il paziente è sdraiato e immobile; è la forma più comune e dura pochi minuti
- elettrocardiogramma sotto sforzo (prova da sforzo): al paziente viene chiesto di pedalare su una cyclette o camminare su un tapis roulant mentre viene monitorato in continuo; serve a individuare anomalie che compaiono solo durante l'esercizio fisico, come l'ischemia da sforzo
- elettrocardiogramma dinamico secondo Holter: un registratore portatile raccoglie il tracciato in continuo per 24 ore, 48 o 72 ore; indicato per aritmie intermittenti o sintomi episodici che non emergono durante un ECG standard.
A cosa serve e cosa rileva un ECG?
L'elettrocardiogramma è un esame di primo livello per la valutazione della frequenza cardiaca, del ritmo e della conduzione dell'impulso elettrico. Attraverso il tracciato, il cardiologo può:
- valutare il ritmo cardiaco e individuare eventuali aritmie, come tachicardie, bradicardie o fibrillazione atriale
- rilevare danni al muscolo cardiaco causati da un infarto del miocardio, anche pregresso
- identificare un ingrossamento delle camere cardiache o anomalie della conduzione, come i blocchi di branca
- monitorare l'efficacia di una terapia farmacologica che agisce sull'attività elettrica del cuore
- svolgere diagnosi di cardiopatia ischemica e altre malattie cardiovascolari.
Esistono due principali modalità di esecuzione: l’ECG a riposo, che può evidenziare irregolarità del battito o un aumento delle dimensioni delle camere cardiache, e l’ECG sotto sforzo, che mette il cuore "alla prova" durante l’attività fisica, permettendo di individuare patologie cardiache che potrebbero non manifestarsi a riposo.
L'ECG non può essere considerato esaustivo da solo: un tracciato normale non esclude sempre patologie cardiache, così come un tracciato alterato richiede ulteriori approfondimenti per la diagnosi definitiva.
Elettrocardiogramma dinamico secondo Holter
Quando svolgere un elettrocardiogramma?
L'ECG è indicato in presenza di sintomi cardiaci o come esame preventivo. Le situazioni più frequenti in cui può essere prescritto sono:
- palpitazioni, battito accelerato o irregolare
- dolore toracico, senso di oppressione o affanno
- sincope o episodi di perdita di coscienza
- stanchezza insolita o dispnea da sforzo
- valutazione preoperatoria o in vista di anestesia generale
- monitoraggio di malattie cardiovascolari note
- verifica dell'efficacia di una terapia farmacologica cardiologica
- idoneità sportiva, in associazione a visita medica specialistica.
Che cosa si vede con l'elettrocardiogramma?
Il tracciato elettrocardiografico è composto da cinque componenti, identificati con le lettere P, Q, R, S e T: l'insieme forma la sigla PQRST, nella quale ciascun elemento corrisponde a una fase specifica del ciclo cardiaco.
L'onda P corrisponde alla depolarizzazione degli atri, la fase in cui l'impulso attraversa gli atri prima della contrazione. Il complesso QRS rappresenta la depolarizzazione dei ventricoli, la fase di maggiore attività elettrica del ciclo cardiaco. L'onda T corrisponde alla ripolarizzazione ventricolare, il ritorno del muscolo cardiaco allo stato di riposo.
La forma e la distanza di ciascuna onda, misurate sulla carta millimetrata, permettono al cardiologo di valutare la durata degli intervalli, il voltaggio delle onde e la regolarità del ritmo.
Come si svolge?
L'esecuzione di un ECG è molto semplice e non richiede alcuna preparazione particolare. Per svolgere l’elettrocardiogramma a riposo, il paziente si sdraia su un lettino, mentre l'operatore applica degli elettrodi adesivi sul torace, sugli arti e sul dorso. Se sotto sforzo, al paziente viene richiesto di camminare su un tapis roulant o pedalare su una cyclette.
In entrambi i casi, l'esame dura pochi minuti ed è completamente indolore. Qualora venga invece svolto l’Holter, il medico applica gli elettrodi adesivi solo sul torace, che il paziente dovrà indossare per 24 ore, durante le quali verrà registrata l’attività del cuore. Attraverso gli elettrodi, le scariche elettriche prodotte dal cuore vengono trasmesse a un apparecchio (elettrocardiografo).
L'elettrocardiografo ne registra l’attività e la traduce in un grafico prodotto in tempo reale su foglio che verrà poi rilasciato al paziente.
Come deve essere un ECG normale?
In un ECG normale il ritmo è sinusale regolare, con una frequenza cardiaca compresa tra 60 e 100 battiti al minuto. Le onde PQRST hanno morfologia e durata nella norma, gli intervalli rispettano i valori di riferimento e non vi sono alterazioni del tratto ST, il segmento più rilevante per la diagnosi di ischemia o infarto del miocardio.
Quando l'ECG non va bene?
Un ECG risulta irregolare quando le onde e gli intervalli registrati sulla carta millimetrata deviano dai parametri standard:
- alterazioni del ritmo cardiaco, come tachicardia, bradicardia o fibrillazione atriale
- modifiche specifiche del tratto ST o dell'onda T che possono indicare un insufficiente apporto di ossigeno al muscolo cardiaco o un danno in corso
- aumento del voltaggio delle onde che può suggerire un ingrossamento delle pareti delle camere cardiache
- ritardi nella conduzione dell'impulso elettrico che rallentano la comunicazione tra atri e ventricoli.
Cosa non fare prima dell'elettrocardiogramma?
Prima di sottoporsi a un ECG, è consigliabile:
- non applicare creme o lozioni sulla pelle, in quanto potrebbero interferire con l'adesione degli elettrodi.
- indossare abiti comodi: se a riposo, l'esame si svolge sdraiati, quindi è preferibile evitare abiti troppo stretti.
Risulta importante segnalare al medico eventuali farmaci assunti. Alcuni farmaci possono infatti influenzare i risultati dell'ECG.
Quanto costa il elettrocardiogramma?
Un'elettrocardiogramma al Santagostino costa da 37 euro. Attenzione: il prezzo minimo indicato può variare in alcune città.
Specialità
- Cardiologia
Equipe
Note di preparazione
Note di preparazione per: Elettrocardiogramma
Si raccomanda di portare tutta la documentazione medica precedente.