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Difterite: cause, sintomi e possibili cure


La difterite è un’infezione di origine batterica provocata dal Corynebacterium diphtheriae, la cui trasmissione avviene per contatto diretto con la persona infetta

Che cos’è la difterite?

La difterite è una patologia di natura infettiva provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae che, una volta entrato nell’organismo, rilascia una tossina capace di danneggiare organi e tessuti.

Questa malattia infettiva può colpire varie zone del corpo a seconda della tipologia di batterio che la provoca. Il più comune è quello che coinvolge gola, naso e più raramente le tonsille. 

Un’altra tipologia di batterio della difterite, diffuso soprattutto nelle aree tropicali del pianeta, si manifesta tipicamente con ulcere sulla cute

Meno frequente anche se possibile è il coinvolgimento di congiuntiva o vagina.

La difterite può colpire trasversalmente persone di qualsiasi età, ma nella maggior parte dei casi riguarda i bambini che non sono stati vaccinati. Nei Paesi caratterizzati da un clima temperato, la malattia si diffonde nel corso dei mesi invernali.

La trasmissione avviene per contatto diretto con un paziente infetto. In alcuni casi, invece, la difterite si trasmette per contagio indiretto, attraverso oggetti contaminati dalle secrezioni di eventuali lesioni della persona infetta.

Anche il latte che non ha subito un processo di pastorizzazione, in passato, è stato un veicolo di trasmissione dell’infezione.

Quali sono i sintomi della difterite?

La difterite è una malattia che ha un periodo di incubazione compreso tra i due e i cinque giorni.

Quando l’infezione colpisce l’apparato orofaringeo, le tipiche manifestazioni sintomatologiche sono: 

Nell’arco di due o tre giorni dalla comparsa dei sintomi, a livello di gola e tonsille si formano tipiche membrane dal colore grigiastro che presentano margini infiammati. Il colore può assumere tonalità nere o verdastre nel caso in cui le membrane dovessero sanguinare.

Gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie possono essere altri possibili sintomi della difterite.

Nella maggior parte dei casi, la malattia ha un decorso benigno, ma è possibile che si sviluppino complicanze quali:

Come si cura la difterite?

Il trattamento principale per i pazienti che hanno contratto la difterite consiste nel contrastare tempestivamente la tossina prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae con antibiotici e antitossina. Per evitare la diffusione del contagio, vanno contestualmente messi in isolamento. Generalmente, nell’arco di due giorni dall’inizio della terapia, non dovrebbero più essere contagiosi.

Un’altra strategia possibile, che resta ancora la più efficace, consiste nella vaccinazione preventiva con il vaccino antidifterico, disponibile dal 1920. Questo contiene la tossina batterica (una versione non più tossica per l’organismo), che comunque è in grado di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi.

Solitamente i vaccini contro difterite, tetano e pertosse (DTP) vengono somministrati in combinazione.

Ai neonati viene somministrato il vaccino esavalente, che garantisce protezione anche da:

Sono tre le dosi che compongono il ciclo di base del vaccino e che vengono somministrate al terzo, al quinto e al dodicesimo mese di vita del bambino. Altre due dosi di richiamo, poi, vengono effettuate al sesto e al quattordicesimo anno. Il vaccino garantisce una immunità pressoché totale che, tuttavia, può essere ulteriormente potenziata con dosi di richiamo ogni dieci anni.