Cerca nel sito
Chiudi

Glomerulonefrite: cause, sintomi e cura


La glomerulonefrite è un’infiammazione a carico delle strutture di filtro dei reni, che può svilupparsi direttamente nei reni (primaria) o essere causata da altri disturbi (secondaria)

Che cos’è la glomerulonefrite?

La glomerulonefrite è un’infiammazione a carico delle strutture che fanno da filtro nei reni, i cosiddetti glomeruli. Qui, infatti, viene filtrato il sangue che contiene scorie dei processi metabolici, i liquidi in eccesso e i sali che, successivamente, saranno eliminati con le urine.

La glomerulonefrite è nota anche con il nome di malattia glomerulare e può svilupparsi sia in forma acuta sia cronica.

Cosa provoca la glomerulonefrite?

Prima di capire quali siano le possibili cause di glomerulonefrite, bisogna distinguere tra una forma primaria, che ha origine proprio nei reni e una secondaria, dovuta a diversi possibili disturbi.

In secondo luogo, questa patologia può svilupparsi in forma acuta o cronica.

Glomerulonefrite acuta

La glomerulonefrite acuta è una frequente complicanza di infezioni a carico della pelle o della gola dovuta al batterio streptococco

Questa tipologia di glomerulonefrite acuta è, quindi, una forma secondaria che è frequente nei bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni di età

Forme acute di  glomerulonefrite possono essere causate anche da altri patogeni quali:

In tutti questi casi, si può parlare di glomerulonefrite post-infettiva.

Non ci sono solo cause infettive all’origine della glomerulonefrite acuta. Altre forme acute non infettive possono essere dovute anche a:

  • glomerulonefrite membranoproliferativa
  • nefropatia da immunoglobulina A (IgA)
  • vasculite associata a immunoglobulina A
  • lupus eritematoso sistemico (Les)
  • crioglobulinemia
  • sindrome di Goodpasture
  • granulomatosi con poliangioite

Glomerulonefrite cronica

Alcuni disturbi come la nefropatia da IgA che possono favorire l’insorgere di forme di glomerulonefrite acuta sono responsabili anche della cronicizzazione della malattia. 

In alcuni casi, invece, la cronicizzazione della patologia può essere dovuta a nefrite ereditaria.

C’è, infine, una quota di pazienti che sviluppa glomerulonefriti senza cause note.

Quali sono i sintomi della glomerulonefrite?

La glomerulonefrite, nella sua forma acuta, si manifesta nelle fasi iniziali della malattia con una riduzione della quantità di urine. Queste appaiono scure, a causa della presenza di sangue. Inoltre, la riduzione della minzione comporta una maggiore ritenzione di liquidi che, a sua volta, determina:

  • edema all’altezza delle caviglie
  • ipertensione
  • accumulo di liquidi nei polmoni (nei casi più severi)  

La glomerulonefrite cronica può svilupparsi sia in maniera asintomatica sia con manifestazioni simili alle forme acute della malattia. In quest’ultimo caso, alcuni dei sintomi riscontrabili nei pazienti sono:

  • gonfiore a viso e caviglie
  • sangue nelle urine (che appaiono schiumose)
  • ipertensione arteriosa
  • nicturia (bisogno di alzarsi di notte per urinare) 

Dato che molte forme croniche di glomerulonefrite sono dovute ad anomalie immunitarie, è possibile che i responsabili dello stato infiammatorio tipico della malattia siano gli anticorpi del paziente che si depositano nei reni

Nelle forme severe, in cui la malattia raggiunge uno stadio particolarmente avanzato, il paziente può accusare insufficienza renale, con tutte le conseguenze cliniche e i sintomi che ne derivano quali:

Come viene diagnosticata la glomerulonefrite?

In molti casi, la diagnosi di glomerulonefrite avviene casualmente nel momento in cui vengono effettuati esami di routine o quando il paziente è sottoposto a trattamenti per altre patologie come l’anemia o l’ipertensione.

Tra gli esami di laboratorio utili a identificare la glomerulonefrite, poi, ci sono:

  • creatinina
  • clearance della creatinina
  • quantità totale di proteine nelle urine giornaliere
  • emocromo 

Per distinguere le forme croniche di glomerulonefrite da altre patologie dei reni, l’esame più affidabile è la biopsia, che tuttavia solo raramente viene eseguita nel corso degli stadi avanzati della malattia. In queste fasi, infatti, il rene risulta già compromesso, sclerotico e dalle dimensioni ridotte che rendono difficile ottenere informazioni utili rispetto alle possibili cause.

Per chiarire l’eziologia della malattia possono essere prescritti ulteriori esami. Nel caso di glomerulonefriti post-infettive, ad esempio, risultano utili tamponi faringei attraverso i quali identificare l’eventuale presenza di batteri come lo streptococco o dosaggi ematici degli anticorpi diretti contro questo patogeno.

La diagnosi può essere confermata attraverso le analisi delle emocolture, grazie alle quali è possibile capire che tipo di patogeno abbia causato l’infezione.

Se, infine, c’è il sospetto che la patologia abbia origini autoimmuni, potranno essere richieste analisi ematiche per la ricerca di autoanticorpi o per il monitoraggio delle proteine adibite al funzionamento del sistema immunitario, il cosiddetto sistema del complemento.

Come guarire dalla glomerulonefrite?

Le strategie terapeutiche per il trattamento delle glomerulonefriti dipendono dallo stadio della malattia, dalla forma (acuta o cronica) e dai sintomi che devono essere trattati (ad esempio ipertensione).

Di seguito, vediamo come si può intervenire a seconda dei casi.

Trattamento delle glomerulonefriti acute

Per quanto riguarda le glomerulonefriti acute, non c’è alcun trattamento specifico disponibile. Per recuperare le funzionalità renali, si interviene sul regime alimentare del paziente, prescrivendo diete povere di sodio e proteine

Per favorire la minzione e l’escrezione dei liquidi attraverso i reni, possono essere prescritti dei diuretici

La nefrite inizia mediamente circa due settimane dopo l’insorgere dell’infezione (quando la glomerulonefrite è di origine infettiva). Siccome a quel punto l’infezione dovrebbe essere già risolta, la somministrazione di antibiotici risulta inefficace. 

Diverso è il discorso per quei pazienti che hanno ancora un’infezione batterica in corso al momento della diagnosi di glomerulonefrite. In quel caso, è necessario avviare una terapia antibiotica.

Per le glomerulonefriti di origine malarica possono risultare efficaci i farmaci antimalarici.

Per le forme causate da patologie autoimmuni, vengono prescritti immunosoppressori, corticosteroidi o una combinazione di entrambi.

Glomerulonefriti progressive

Se la glomerulonefrite evolve rapidamente, è necessario somministrare per tempo gli immunosoppressori. 

Solitamente, vengono prescritti corticosteroidi ad alte dosi da somministrare per una settimana per via endovenosa e, successivamente, per via orale

Si può ricorrere alla plasmaferesi per eliminare gli anticorpi che si trovano nel sangue.

In generale, maggiore è la tempestività dell’intervento terapeutico, migliore sarà la prognosi del paziente per il quale non si dovrà ricorrere a dialisi, nel caso più severo di insufficienza renale.

Per i soggetti che hanno una situazione renale compromessa, c’è l’opzione chirurgica che consiste nel trapianto di rene

Tuttavia, in caso di glomerulonefrite rapidamente progressiva, è possibile che anche nel rene trapiantato possa ripresentarsi la malattia.

Terapie per le glomerulonefriti croniche

Per le glomerulonefriti croniche, viene prescritta l’assunzione degli inibitori dell'Enzima di Conversione dell'Angiotensina che può rallentare la progressione della malattia:

  • riducendo la pressione arteriosa
  • diminuendo la concentrazione di proteine nelle urine
  • rallentando il deterioramento renale 

In caso di complicanze gravi come l’insufficienza renale, le soluzioni possibili sono dialisi o trapianto renale.