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Sodiemia, quando e perché fare il test

La sodiemia è l’esame che serve a misurare la concentrazione di sodio nel sangue. Scopri quando e perché fare il test e come interpretare i risultati

La sodiemia è il test che serve a misurare i livelli di sodio nel sangue. Nell’organismo umano è uno dei minerali più abbondanti. In un adulto sano, infatti, ce ne sono poco più di 90 grammi, distribuiti tra sangue, tessuto osseo e cartilagini.

Vediamo quando e perché possono essere richieste le analisi per misurare la concentrazione ematica di questo minerale, come interpretare i risultati e le ragioni principali di una carenza o un eccesso di sodio nell’organismo.

Nome

Sodiemia

Altri nomi

Sodio

Codice Regionale

90404


Che significa sodiemia?

La sodiemia viene prescritta per misurare la concentrazione di sodio nel sangue sia nell’ambito di normali test di routine sia per monitorare pazienti affetti da specifiche patologie.

Il sodio fa parte del gruppo di elettroliti fondamentale per il corretto funzionamento del metabolismo cellulare. Questo minerale è anche implicato nel:

  • Mantenimento dell’equilibrio idrico nel nostro organismo
  • Trasmissione degli impulsi nervosi
  • Regolazione del pH ematico

Negli alimenti di origine animale, il sodio è naturalmente presente. Oltre alla fonte principale di questo minerale nella dieta occidentale che è il sale da cucina, anche gli insaccati, i formaggi e i salumi ne sono particolarmente ricchi. Al contrario, il sodio è meno abbondante negli alimenti di origine vegetale.

La quantità di sodio all’esterno delle cellule così come quella di acqua nel corpo sono regolate dai reni

Il sodio che non viene utilizzato dal nostro organismo, viene eliminato grazie all’azione di filtraggio dei reni attraverso l’urina. Si tratta di un meccanismo finalizzato proprio a mantenere entro limiti ristretti la concentrazione ematica di questo elettrolita.

Quando e perché fare le analisi del sodio?

Le analisi per misurare il sodio vengono prescritte nell’ambito dei test del pannello elettrolitico, allo scopo di:

  • Individuare le cause di un eventuale squilibrio elettrolitico
  • Monitorare l’andamento di patologie legate a livelli di sodio fuori dalla norma

Il medico può richiedere questo test anche in presenza di determinati segnali o sintomi quali:

  • Disidratazione
  • Anomalie della pressione sanguigna
  • L’accumulo di liquido interstiziale nei tessuti (edema)

La carenza di sodio nell’organismo (iponatriemia) può provocare specifici sintomi in presenza dei quali sarebbe consigliabile monitorare la concentrazione ematica di questo elettrolita:

  • Letargia
  • Affaticamento
  • Debolezza
  • Stato confusionale

L’esame può essere prescritto anche in assenza di questi segnali poiché, quando i livelli di sodio si abbassano lentamente, l’iponatriemia può anche risultare asintomatica.

In generale, gli esami richiesti dell’ambito dei pannelli elettrolitici vengono prescritti tipicamente a intervalli regolari per lo screening di varie patologie e condizioni quali:

La concentrazione ematica di sodio e i suoi livelli nelle urine vengono solitamente confrontanti, in quanto concentrazioni urinarie elevate sono dovute a livelli alti nel sangue.

 

Qual è il campione richiesto per il test?

Il campione di sangue richiesto per effettuare questo esame può essere quello venoso. In alcuni casi, può essere richiesto un campione di urine random o raccolto nelle 24 ore.

Come ci si prepara all’esame?

Non c’è alcuna richiesta specifica per quanto riguarda la preparazione a queste analisi. Osservare il digiuno nelle ore che precedono il prelievo non è necessario, ma solo consigliato.

Cosa vuol dire avere il sodio alto?

L’unità di misura utilizzata dal Sistema Internazionale per misurare la concentrazione di sodio è il millimole per litro. In un adulto sano il valore di riferimento è compreso tra le 130 e le 145 millimole per litro.

La condizione di incremento della concentrazione del sodio, la cosiddetta ipernatriemia, può essere associata a diverse condizioni patologiche quali:

  • Morbo di Cushing, una patologia che comporta una produzione eccessiva dell’ormone adrenocorticotropo da parte dell’ipofisi
  • Diabete insipido, malattia metabolica caratterizzata da un’insufficiente produzione della vasopressina, un ormone antidiuretico

L’ipernatriemia può essere osservata anche nei casi di disidratazione o quando nella dieta si consuma una quantità eccessiva di sale. Anche se quest’ultima fattispecie risulta particolarmente rara.

Cosa vuol dire avere il sodio basso?

Quando, invece, la quantità di sodio nell’organismo è bassa si parla di iponatriemia. Tale condizione può essere dovuta ad una molteplicità di cause quali:

  • Malattie renali
  • Morbo di Addison
  • Insufficienza cardiaca
  • Cirrosi
  • Accumulo nell’organismo di liquidi
  • Un consumo di acqua eccessivo
  • Vomito e/o Diarrea

Altre informazioni utili

  • La quantità di sodio giornaliera consigliate per un adulto dovrebbe essere inferiore ai 2.3 grammi
  • Nelle persone che soffrono di ipertensione o sono particolarmente sensibili al sodio, ridurre il consumo di sale potrebbe essere fonte di molteplici benefici
  • Anche nei soggetti che non soffrono di anomalie della pressione, è consigliabile limitare il sale per ridurre il rischio cardiovascolare