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Sindrome dell'intestino irritabile: le cause e i rimedi

Le cause sono ancora poco note, ma si conoscono invece molto bene sintomi e i rimedi per alleviarli. Facciamo il punto sulla sindrome dell'intestino irritabile.

Che cos'è la sindrome dell'intestino irritabile?

Derivato dall'inglese “irritable bowel syndrome” (IBS) è un disordine funzionale intestinale, che può essere cronico o recidivante, caratterizzato da dolore o fastidio addominale e associato a gonfiore. 

Si tratta di una condizione molto comune, che colpisce il 10-20% della popolazione generale del mondo occidentale, con incidenza maggiore nelle femmine rispetto ai maschi, e che, come avviene per altre patologie croniche, è correlata ad una significativa riduzione della qualità della vita. Le donne, infatti, possono riportare più di frequente i sintomi durante il periodo delle mestruazioni, mentre le donne in menopausa ne soffrono in misura minore. Alcune donne, inoltre, hanno riferito un aumento dei sintomi durante la gravidanza.

Non è associata allo sviluppo di malattie gravi o all'aumento della mortalità.

Le cause della sindrome dell'intestino irritabile: come si irrita il colon?

Non è stata ancora individuata una causa nota, sebbene siano invece noti i meccanismi patogenetici che ne sono alla base. Fra questi è possibile trovare:

  • disordini motori, come il ritardo nello svuotamento gastrico
  • alterazione della motilità intestinale, sia del piccolo intestino che del grande intestino in risposta al pasto o alle emozioni
  • ridotta distensibilità del retto
  • ipersensibilità del sistema nervoso centrale e periferico, che amplificano i messaggi provenienti dall'apparato gastroenterico
  • micro infiammazione e aumento della permeabilità intestinale: tali aspetti sono presenti in un piccolo sottogruppo di popolazione affetta da sindrome dell'intestino irritabile che ha presentato sintomi d'esordio dopo una gastroenterite acuta infettiva
  • stile di vita e alimentazione irregolare

Ci possono essere ragioni anche legate alle infezioni e alla presenza di batteri.

Alcuni casi di sindrome dell'intestino irritabile possono essere ricondotti a una malattia infiammatoria intestinale e quindi causati da infezioni come la gastroenterite acuta. Ci sono evidenze sul fatto che il rilascio di alti livelli di citochine proinfiammatorie durante l'infezione enterica acuta provochi una maggiore permeabilità intestinale. Questo porta al passaggio dei batteri commensali attraverso la barriera epiteliale, fattore che può provocare danni significativi ai tessuti locali e ad anomalie intestinali croniche in individui sensibili. Inoltre, una maggiore permeabilità intestinale è fortemente associata alla sindrome dell’intestino irritabile, indipendentemente dal fatto che si sia verificata un'infezione. 

Anche i fattori genetici e ambientali possono essere importanti nello sviluppo della sindrome dell'intestino irritabile. Gli studi hanno dimostrato che vi è una componente genetica, che può essere combinata all'influenza di fattori ambientali. Sono state riscontrare anomalie nella flora intestinale di individui affetti da sindrome dell'intestino irritabile, fra cui una ridotta diversità e uno squilibrio nella presenza di alcune specie batteriche. Inoltre, i cambiamenti nella flora intestinale sono più incisivi negli individui che hanno la sindrome dell'intestino irritabile con diarrea predominante; la presenza di anticorpi diretti contro componenti comuni della flora intestinale commensale è un evento frequente negli individui affetti da questa sindrome. 

L'infiammazione cronica di basso grado si verifica comunemente negli individui affetti da sindrome dell'intestino irritabile con il riscontro di anomalie, tra cui un aumento di cellule indice di uno stato infiammatorio immuno-mediato della mucosa intestinale. La sindrome dell'intestino irritabile è stata inoltre riscontrata con una maggiore incidenza nelle famiglie dove tale condizione è presente da più generazioni rispetto alla popolazione normale. Si ritiene che lo stress psicologico possa indurre un aumento dell'infiammazione e quindi causare lo sviluppo di questa condizione in individui predisposti.

Ci sono associazioni con altre malattie?

La sindrome dell'intestino irritabile è comune in altre patologie con dolore cronico quali la fibromialgia, il dolore pelvico cronico; due terzi dei pazienti affetti da questa sindrome hanno malattie psichiatriche quali ansia e depressione con ipocondria e somatizzazione.

Questa condizione, oltre a influire negativamente sulla qualità della vita e creare situazioni che possono comportare difficoltà sul luogo di lavoro, è frequentemente associata a disturbi come ansia, depressione e sindrome da stanchezza cronica. Questo perché il colon è in parte controllato dal sistema nervoso, che risponde allo stress. Le evidenze scientifiche suggeriscono anche che il sistema immunitario, anch’esso influenzato dallo stress, giochi un ruolo importante nella sindrome da intestino irritabile. 

Dati i livelli di ansia vissuti dalle persone con sindrome dell'intestino irritabile e la sovrapposizione con condizioni come la fibromialgia e la sindrome da stanchezza cronica, una potenziale spiegazione comporta un'influenza sul sistema di gestione dello stress. 

La risposta nel corpo coinvolge l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e il sistema nervoso simpatico, che hanno dimostrato entrambi di funzionare in modo anomalo nelle persone con sindrome dell'intestino irritabile. La malattia psichiatrica o l'ansia precede i sintomi in due terzi delle persone con questa sindrome e i fattori psicologici predispongono le persone precedentemente sane a svilupparla dopo la gastroenterite.

Come riconoscere la sindrome da colon irritabile?

Quando ci si approccia alla diagnosi, la sindrome dell'intestino irritabile è una delle opzioni da prendere in considerazione se da sei mesi, per almeno tre giorni al mese, sono presenti dolore o fastidio addominale associato a due o più dei seguenti sintomi:

  • miglioramento del dolore dopo la defecazione
  • modificazione della frequenza delle scariche
  • modificazione dell'aspetto delle feci

Altri sintomi associati possono essere: visibile distensione addominale, passaggio di muco dal retto, senso di evacuazione incompleta, peggioramento dei sintomi con i pasti.

Il medico può diagnosticare la sindrome mediante un’indagine mirata ad escludere altre possibili cause alla base dei sintomi. In particolare:

  • valutando se è stata adottata una particolare dieta o escluso un gruppi di alimenti specifici per un periodo
  • prescrivendo un esame su un campione di feci per escludere un'infezione
  • consigliando di sottoporsi a esami del sangue per verificare la presenza di anemia ed escludere la malattia celiaca
  • prescrivendo una colonscopia

La colonscopia, tuttavia, viene in genere eseguita solo se il medico sospetta che i sintomi siano causati da colite, malattia infiammatoria intestinale (morbo di Crohn) o cancro. 

Ci sono invece casi in cui non si tratta di sindrome dell'intestino irritabile e che possono emergere durante un esame obiettivo condotto dal medico.

Ad esempio, se sono presenti anche segnali di allarme, come il fatto che l’esordio dei sintomi avvenga sopra i 50 anni, o se si verifica una perdita di peso, il sanguinamento dal retto, anemia, masse addominali, presenza di markers infiammatori è probabile che non si tratti di questo tipo di sindrome, ma che sia necessario effettuare ulteriori esami per definire la presenza di un differente quadro clinico.

Come si cura l'intestino irritabile?

L'approccio terapeutico alla cura della sindrome può essere farmacologico e non farmacologico e si basa sul tipo e sulla gravità dei sintomi.

È frequente che si verifichi un aumento dei sintomi dopo l'assunzione di certi alimenti: in questi casi è preferibile sconsigliare l'assunzione di fibre insolubili quali la crusca, che possono esacerbare il dolore; si può trarre giovamento da una dieta povera di lattosio o fruttosio o glutine; non esistono però raccomandazioni o linee guida ufficiali a riguardo.

L'approccio farmacologico comprende farmaci che mirano al sollievo dei sintomi: non esistendo una causa di malattia non esiste un farmaco specifico. Poiché i sintomi coesistono nello stesso paziente il trattamento della sindrome da intestino irritabile richiede l'associazione di più farmaci che possono rientrare  nelle categorie degli antispastici, procinetici, agenti formanti massa, probiotici, lassativi, antidepressivi serotoninergici, secretagoghi, serotoninergici, antinfiammatori.

L'approccio di tipo psicologico va considerato prevalentemente per chi non risponde alla precedente terapia assunta per 12 mesi.

I rimedi per la sindrome dell'intestino irritabile

Per alcune persone, attuare cambiamenti nella dieta può aiutare ad alleviare i sintomi tipici, ma dato che questi variano tra le persone, gli approcci a questi cambiamenti devono variare in maniera personalizzata. 

Alcuni rimedi casalinghi o cambiamenti nello stile di vita possono, in alcuni casi, aiutare ad alleviare i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile e migliorare la funzione intestinale senza l'uso di farmaci. 

Esempi di questi cambiamenti includono:

  • fare attività fisica regolarmente
  • ridurre le bevande contenenti caffeina, che stimolano l'intestino
  • assumere cibo in pasti più piccoli
  • ridurre al minimo lo stress
  • valutare l'assunzione di probiotici per alleviare il gas e il gonfiore
  • evitare cibi fritti o piccanti

In merito alla dieta, modificare le quantità o eliminare alcuni alimenti può infatti aiutare a ridurre diversi sintomi. Per alcune persone, inoltre, il consumo di spezie ed erbe come zenzero, menta piperita e camomilla contribuisce a ridurre alcuni sintomi dell’intestino irritabile.