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Morbo di crohn: cos’è e come viene trattato

A cura di
Gianalberto
Grasso

Il morbo di Crohn o malattia di Crohn è una patologia infiammatoria cronica, che può colpire teoricamente tutto il canale alimentare, ma coinvolge principalmente l’ultima parte dell’intestino tenue

Cos’è il morbo di Crohn?

Il morbo di Crohn o malattia di Crohn, è un'infiammazione cronica che può colpire teoricamente tutto il canale alimentare, dalla bocca all'ano, ma che si localizza prevalentemente nell'ultima parte dell'intestino tenue chiamato ileo (ileite) o nel colon (colite) oppure in entrambi (ileo-colite). Nei tratti intestinali colpiti si hanno infiammazione, gonfiore ed ulcerazioni che interessano la parete intestinale.

Il morbo colpisce giornalmente non poche persone di età compresa tra i venti ed i trent'anni. Si calcola che in Italia vi siano almeno 100 mila persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali. Non sono rari, però, casi nei bambini e negli adolescenti. È poi possibile, anche se più rara, l'insorgenza in età più avanzata con un picco dopo i 65 anni.

Morbo di Crohn: i sintomi principali

I sintomi del morbo di Crohn possono essere alquanto vari e differenti da un paziente all'altro. Tra i più comuni, si segnalano forti dolori addominali associati a diarrea, a volte vomito, più raramente a febbre. Il dolore si localizza nella sede dell'ombelico o nella parte destra dell'addome e spesso si presenta dopo i pasti. Possono comparire, seppure più raramente, dolori alle articolazioni, diminuzione dell'appetito o dimagrimento. Altri segni precoci della malattia possono essere rappresentati dalla comparsa di fistole anali (anormali aperture tra l'intestino e la superficie cutanea, vicino all'ano) ed ascessi sempre nella zona vicino all'ano.

Perché viene il morbo di Crohn: le cause

È ormai accertato che il morbo di Crohn è una malattia autoimmune. Il sistema immunitario intestinale è regolato da precisi equilibri tra fattori pro-infiammatori ed altri anti-infiammatori. Per cause ancora non completamente chiarite, ma probabilmente per determinati fenomeni infettivi, il delicato equilibrio dell'immunità intestinale viene alterato. Da quel momento in poi l'organismo non riesce più a controllare l'infiammazione della mucosa intestinale che tende a cronicizzarsi nel tempo.

Non si tratta di una malattia ereditaria, ma esiste una predisposizione familiare nello sviluppo della malattia, anche se con una bassissima percentuale (10-15%).

Quali sono le problematiche legate al morbo di Crohn?

Si tratta di una malattia cronica, che non guarisce definitivamente e può alternare lunghi periodi di benessere ad altri in cui i sintomi sono presenti.

Si possono verificare sia complicanze intestinali che complicanze extraintestinali. Data la sua natura, è una patologia di non facile diagnosi e all'inizio viene spesso confusa con altre problematiche intestinali quali eventuali intolleranze alimentari o la “sindrome dell'intestino irritabile”.

Le principali complicanze di tipo intestinale

Tra le conseguenze più severe della malattia di Crohn che possono coinvolgere l’intestino ci sono:

  • ostruzione intestinale (stenosi)
  • ascessi addominali e fistole
  • perforazioni (complicanza non infrequente nei casi di malattia molto attiva).

Le principali complicanze di tipo extraintestinale

Le principali complicanze extraintestinali includono:

  • fenomeni artritici più o meno diffusi
  • comparsa di alterazioni cutanee (eritema nodoso, pioderma gangrenoso)
  • predisposizione ad eventi trombotici
  • dolore agli occhi con difficoltà della vista dovuti ad infiammazione della tonaca vascolare (uveite).

Che esami fare per sapere se si ha il morbo di Crohn?

Innanzitutto, la diagnosi del morbo di Crohn passa per l’esame obiettivo dello specialista che valuta anamnesi del paziente, principali sintomi e disturbi. 

Dopodiché, possono essere prescritti esami di laboratorio o strumentali per arrivare a identificare o escludere la patologia. 

Esami del sangue

Le analisi del sangue servono a verificare se il paziente abbia infezioni in corso, stia soffrendo di processi infiammatori o non sia in grado di assorbire correttamente i nutrienti.

Per ottenere tutte queste informazioni, tra gli esami ematici che possono essere richiesti sono inclusi principalmente:

Analisi delle feci

Con le analisi delle feci, si ricercano quei patogeni in grado di causare un’infezione di tipo intestinale o la presenza di tracce ematiche (ricerca del sangue occulto nelle feci).

Colonscopia

Tra gli esami strumentali di supporto alla diagnosi del morbo di Crohn c’è la colonscopia, che consiste nell’introduzione, all’interno del colon, di un tubicino flessibile, allo scopo di esaminare quella parte di intestino. 

Questo strumento si chiama endoscopio, è dotato di una piccola telecamera e può essere utilizzato, tramite equipaggiamento chirurgico, anche per prelevare tessuto che sarà successivamente analizzato (biopsia).

La biopsia è fondamentale per verificare che sui tessuti siano presenti o meno le tipiche lesioni della malattia di Crohn.

Morbo di Crohn: cura e trattamenti possibili

Per ogni fase di malattia e per ogni diversa localizzazione della malattia stessa esistono differenti approcci terapeutici. Si va dai più semplici antinfiammatori intestinali (le mesalazine) al cortisone sino poi, nei casi più resistenti o ad esordio più acuto, ai nuovi farmaci anti-immunitari (i cosiddetti “biologici”) ad elevato costo e prescrivibili solo da centri specialistici.

Ci sono malati che presentano problemi di lieve importanza. Questi possono avere sintomi intermittenti di dolori addominali e devono stare attenti alla dieta per evitare carichi eccessivi di cibi che possono aumentare i loro inconvenienti. Alcuni invece, richiedono cure costanti, con somministrazione di alte dosi di cortisonici ed altri farmaci al fine di controllare l'attività della malattia. Altri possono richiedere numerosi interventi chirurgici per trattare frequenti occlusioni intestinali.

Cosa non si deve mangiare con il morbo di Crohn?

I pazienti affetti dal morbo di Crohn dovrebbero seguire un regime alimentare specifico, che impedisca il peggiorare della patologia. A tal proposito, andrebbero limitati, se non addirittura eliminati dalla dieta, cibi come le carni rosse, grasse, affumicate o lavorate (nel caso dei salumi ad esempio).

Possono peggiorare i sintomi della malattia anche le bevande gassate e zuccherate, la frutta e la verdura se consumate crude o, ancora, gli alimenti che hanno subito un lungo processo di lavorazione come, ad esempio, le merendine.

Nemici dell’intestino di chi ha la malattia di Crohn sono anche gli alcolici, la caffeina, i cibi particolarmente speziati o piccanti, oltre ai fritti.

Tra i condimenti, sarebbe meglio evitare le margarine e gli olii di semi.