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Cortisolo, come funziona l’ormone dello stress

Il cortisolo, conosciuto anche come l’ormone dello stress, è prodotto dalle ghiandole surrenali e coinvolto nel metabolismo di carboidrati, grassi e proteine

Qual è la funzione del cortisolo?

Il cortisolo è uno degli ormoni coinvolti nei processi metabolici di carboidrati, lipidi e proteine. Gli organi che lo producono sono le ghiandole surrenali, situate al di sopra dei reni. Oltre alle reazioni metaboliche, questo ormone serve a regolare la pressione arteriosa mantenendola costante, a tenere sotto controllo la concentrazione ematica di glucosio e, infine, anche a regolare il sistema immunitario. Nel sangue, la maggior parte del cortisolo è legato ad una proteina e solo una minima parte è riscontrabile in forma libera e, di conseguenza, biologicamente attiva.

Il cortisolo è definito anche come l’ormone dello stress, in quando viene prodotto su impulso del sistema nervoso determinando l’aumento della concentrazione nel sangue di grassi e l’incremento della glicemia nei momenti in cui l’organismo è sottoposto a maggiore tensione e ha bisogno di più energia.

Insieme al cortisolo, vengono rilasciati nell’organismo anche adrenalina e noradrenalina. Questi tre elementi, combinati, comportano un aumento della pressione arteriosa funzionale all’incremento di prontezza e prestazioni fisiche. Il corpo, successivamente, terminata la fase di stress, si rilassa: un passaggio chiave per scongiurare uno stato di esaurimento.

Quando e perché viene prescritto?

Il sospetto di un’alta concentrazione nel sangue di cortisolo o la sindrome di Cushing sono le principali ragioni per cui viene prescritto il dosaggio di questo ormone. Le più comuni manifestazioni sintomatologiche e i fattori di rischio che fanno propendere per un’ipotesi di diagnosi di questo tipo sono:

Questo esame viene prescritto anche alle donne che presentano irregolarità nel ciclo mestruale o irsutismo facciale e ai bambini che manifestano un ritardo nel normale sviluppo.

Il dosaggio del cortisolo nel sangue, infine, può essere richiesto a intervalli regolari ai pazienti che hanno una diagnosi di sindrome di Cushing o morbo di Addison allo scopo di valutare l’efficacia dei trattamenti terapeutici.

Qual è il campione richiesto?

Per effettuare il test del cortisolo è sufficiente un campione di sangue venoso. In alternativa possono essere richiesti o un campione random di urina o campioni di urina raccolti nell’arco delle 24 ore. In alcuni casi, le analisi possono essere condotte anche su campioni di saliva, nella quale il cortisolo è presente.

Il prelievo di sangue viene effettuato al mattino quando la concentrazione di cortisolo è al suo massimo e, nuovamente, nel pomeriggio quando, verosimilmente, i suoi livelli dovrebbero essere diminuiti.

Come ci si prepara all'esame?

Per questi esami del sangue, in alcuni casi, può essere richiesto al paziente di riposare prima di effettuare i prelievi.

I valori normali del cortisolo

Solitamente, la concentrazione ematica di cortisolo segue il ritmo circadiano dell’organismo: aumenta al mattino raggiungendo il suo massimo e diminuisce gradualmente nel corso della giornata raggiungendo il suo minimo intorno alla mezzanotte.

La produzione di questo ormone è regolata, in particolare, da ipofisi e ipotalamo

Nel momento in cui i livelli di cortisolo diminuiscono, l’ipotalamo produce Crh, ossia l’ormone di rilascio della corticotropina che, a sua volta, stimola l’ipofisi a rilasciare l’ormone adrenocorticotropo (Acth)

Quest’ultimo induce le ghiandole surrenali a secernere cortisolo. Ecco perché, per mantenere l’equilibrio nella concentrazione di cortisolo, è necessario che tutte queste componenti funzionino in modo adeguato. 

Di conseguenza, una produzione alterata di cortisolo può suggerire una disfunzione a carico di ipotalamo, ipofisi o ghiandole surrenali. In particolare, se una produzione ridotta di cortisolo è dovuta a un danno surrenalico, si parla di morbo di Addison o insufficienza surrenalica primaria. Nel caso in cui, invece, tale condizione sia dovuta ad una disfunzione dell’ipofisi o ad una produzione insufficiente dell’ormone adrenocorticotropo, si parla di insufficienza surrenalica secondaria.

Cortisolo alto: sintomi

Generalmente un’iperproduzione di cortisolo da parte dell’organismo è associata alla sindrome di Cushing. Quantità superiori alla norma di questo ormone nel sangue comportano delle conseguenze a livello sintomatologico e di condizioni cliniche.

Tra i sintomi del cortisolo alto più comuni ci sono:

  • Ipertensione
  • Alopecia
  • Debolezza muscolare
  • Calo del desiderio sessuale
  • Tempi allungati nella guarigione delle ferite
  • Mal di testa
  • Immunodepressione
  • Obesità

Nelle donne, il cortisolo alto può comportare irregolarità nel ciclo mestruale, irsutismo e una ridotta produzione di progesterone con conseguenti disturbi associati a questa condizione. L’iperproduzione di cortisolo può causare anche disturbi di tipo psicologico quali depressione e psicosi.

Cortisolo basso: sintomi

I sintomi che suggeriscono una bassa concentrazione di cortisolo nel sangue possono essere:

  • Affaticamento
  • Stanchezza cronica
  • Perdita di peso
  • Bassa pressione arteriosa
  • Dolori addominali e striature scure sulla pelle 

In alcuni casi, una ridotta concentrazione di cortisolo abbinata ad una condizione di stress possono causare una crisi surrenalica, la quale può provocare anche conseguenze gravi se non viene trattata per tempo. Le manifestazioni sintomatologiche di questa condizione includono:

  • Dolori alle gambe, all’addome e alla schiena
  • Vomito e diarrea
  • Disidratazione
  • Perdita dello stato di coscienza