Il calo del desiderio sessuale (o mancanza di libido) è la riduzione o l’assenza di interesse per il sesso.
Può riguardare uomini e donne di ogni età e dipendere da fattori fisici, come squilibri ormonali o effetti di alcuni farmaci, da fattori psicologici come stress, ansia e depressione, o da difficoltà nella vita di coppia.
Nella maggior parte dei casi è una condizione transitoria e reversibile: individuata la causa, si può trattare con l’aiuto del medico, dello specialista o di un percorso psicosessuologico.

Che cos’è il calo del desiderio
Prima di tutto, una premessa: il desiderio sessuale non è stabile.
Oscilla naturalmente nel corso della vita e della relazione, in base a età, salute, ormoni, stanchezza, momenti di stress come un lutto, un problema di lavoro o l’arrivo di un figlio.
Un calo temporaneo, quindi, non è una malattia né il segnale automatico che l’amore è finito.
Si parla invece di un problema da affrontare quando la mancanza di interesse per il sesso è persistente – mesi, non settimane – e crea disagio nella persona o nella coppia.
In questi casi gli specialisti distinguono il calo lungo due assi:
- permanente o acquisito: presente da sempre nella vita della persona, oppure comparso dopo un periodo di desiderio normale
- generalizzato o situazionale: presente in ogni circostanza e con qualsiasi partner, oppure legato solo a un partner o a un contesto specifico.
Questa distinzione non è un tecnicismo: un calo acquisito e generalizzato orienta verso cause fisiche o psicologiche individuali, mentre un calo situazionale punta quasi sempre alla dinamica di coppia.
Quando la riduzione o l’assenza di desiderio e di fantasie sessuali è marcata, dura da almeno sei mesi e causa una sofferenza significativa.
I manuali diagnostici parlano di un vero e proprio disturbo del desiderio sessuale ipoattivo.
È una diagnosi che spetta allo specialista, e va distinta dall’avversione sessuale, in cui il sesso non è semplicemente poco desiderato ma attivamente temuto ed evitato, come in una fobia.
Le cause del calo del desiderio
La sessualità è una sfera complessa, in cui corpo, mente, relazione e cultura si intrecciano.
Le cause più comuni si possono raggruppare in cinque categorie:
| Categoria | Esempi |
|---|---|
| Cause fisiche e ormonali | Calo del testosterone, variazioni degli estrogeni, disfunzioni della tiroide, menopausa, andropausa, malattie croniche come il diabete |
| Farmaci e sostanze | Alcuni antidepressivi, anticonvulsivanti, farmaci per la pressione, chemioterapici e terapie ormonali; alcol e oppioidi |
| Stile di vita | Stanchezza cronica, sonno insufficiente o di cattiva qualità, sedentarietà |
| Cause psicologiche | Stress, ansia – inclusa l’ansia da prestazione – depressione, un’educazione sessuofobica, insoddisfazione per il proprio corpo |
| Cause relazionali | Conflitti e rabbia irrisolta, scarsa comunicazione, routine, perdita dell’intesa, calo dell’attrazione |
Spesso le cause si sommano: la stanchezza abbassa il desiderio, il desiderio basso crea tensione nella coppia, la tensione alimenta l’ansia. Per questo il primo passo è capire da dove parte il circolo.
Un caso a parte, molto comune, è la discrepanza di desiderio: nessuno dei due partner ha un “problema”, semplicemente uno desidera più spesso dell’altro.
Non esiste un livello di desiderio giusto rispetto a cui misurarsi: quando la differenza diventa fonte di frustrazione o di sensi di colpa, il lavoro non è alzare la libido di uno dei due, ma trovare come coppia un equilibrio in cui entrambi si sentano rispettati.
Il calo del desiderio femminile
Nelle donne pesano in particolare le variazioni ormonali delle diverse fasi della vita: il ciclo mestruale, la gravidanza e soprattutto il post-parto – quando al riassetto ormonale si sommano la stanchezza e l’accudimento del neonato – e la menopausa, con il calo degli estrogeni che può ridurre lubrificazione e sensibilità.
Contano poi le condizioni che rendono il rapporto fastidioso o doloroso:
- secchezza vaginale
- vaginiti
- dispareunia (dolore durante i rapporti)
- vaginismo
- endometriosi.
Quando il sesso fa male, il desiderio si spegne per protezione: in questi casi la priorità è trattare il disturbo di base, non “sforzarsi”.
Il calo del desiderio maschile
Negli uomini il fattore fisico principale è il testosterone, che diminuisce fisiologicamente con l’età, in modo più percepibile dopo i 50 anni.
Anche alcune terapie che abbassano i livelli ormonali – come i trattamenti per il tumore della prostata o la chemioterapia – e patologie croniche come diabete e artrite incidono sulla libido.
C’è poi il capitolo dei disturbi sessuali veri e propri: disfunzione erettile, eiaculazione precoce o ritardata.
In questi casi il calo del desiderio è spesso una conseguenza: dopo alcune esperienze frustranti, evitare il sesso diventa un modo per evitare la paura di fallire.
Il desiderio torna quando si affronta il disturbo, non aspettando che passi da solo.
Quando preoccuparsi e a chi rivolgersi
Il riferimento per iniziare è il medico di base, che può prescrivere i primi accertamenti (a partire dai dosaggi ormonali) e indirizzare allo specialista giusto: il ginecologo per le donne, l’andrologo per gli uomini, lo psicosessuologo o lo psicoterapeuta quando la componente principale è psicologica o di coppia.
Il calo del desiderio merita una valutazione quando: dura da diversi mesi e crea disagio a te o alla coppia; è comparso all’improvviso senza una ragione evidente; oppure si accompagna ad altri segnali fisici (stanchezza insolita, alterazioni del ciclo, disfunzione erettile, aumento o perdita di peso) che possono indicare una causa ormonale da accertare.
Cosa fare per ritrovare il desiderio
Se gli accertamenti escludono cause mediche, molto si può fare partendo dallo stile di vita, perché il desiderio ha bisogno di energia: ridurre stress e ansia con tecniche di rilassamento, mindfulness o attività come lo yoga, fare attività fisica regolare, limitare l’alcol.
Merita un’attenzione particolare il sonno: dormire poco o male abbassa il testosterone e aumenta gli ormoni dello stress, e disturbi come le apnee notturne sono una causa di calo della libido tanto frequente quanto sottovalutata.
Se il partner segnala russamento intenso e pause nel respiro, vale la pena parlarne al medico: trattare il sonno, in questi casi, significa anche trattare il desiderio.
Non è un caso che la libido sia considerata uno dei primi indicatori del benessere generale.
I consigli della psicosessuologa
Sul piano personale e di coppia, ci sono alcuni punti fondamentali per prendersi cura della propria sessualità, specie nelle relazioni di lunga data:
- coltivare la consapevolezza di sé: chiedersi che posto ha la sessualità nella propria vita e che cosa la ostacola
- chiedersi che ruolo ha il sesso nella coppia: alcune coppie nascono sull’alchimia sessuale, altre sull’affettività o sugli interessi condivisi; conoscere la propria dinamica aiuta a leggere le difficoltà
- abbandonare la logica della prestazione: non esiste una frequenza “giusta” dei rapporti, e il sesso non coincide con la penetrazione; l’unico riferimento è la soddisfazione reciproca
- tutelare lo spazio della coppia: tempo per stare insieme, cura del corpo e delle emozioni, senza lasciar sedimentare la rabbia
- mantenere spazi individuali: il desiderio ha bisogno anche di distanza e di un equilibrio tra identità personale e di coppia
- usare fantasia e pianificazione: condividere le proprie fantasie — anche solo a parole — esplorare, eventualmente con l’aiuto dei sex toys, e programmare i momenti di intimità: l’attesa è essa stessa un innesco del desiderio
- parlare, sempre: nella sfera sessuale il problema del singolo è un problema della coppia, e il dialogo è la prima terapia.
Come si cura il calo del desiderio
Quando il fai-da-te non basta, il trattamento dipende dalla causa.
Se l’origine è organica, si interviene su quella: correzione degli squilibri ormonali, revisione dei farmaci che inibiscono la libido (mai sospenderli da soli: va fatto con il medico), cura delle condizioni che rendono i rapporti dolorosi.
Se la componente principale è psicologica o relazionale, il percorso indicato è la psicoterapia o una consulenza psicosessuologica, individuale o di coppia.
Il lavoro parte in genere da una fase di psicoeducazione – conoscere come funziona davvero la risposta sessuale aiuta a smontare miti e aspettative irrealistiche – e prosegue sulle convinzioni disfunzionali riguardo alla sessualità, sull’ansia da prestazione e sulla comunicazione dei bisogni.
Una tecnica classica è la focalizzazione sensoriale: riavvicinarsi gradualmente al contatto fisico e al piacere, per tappe concordate e senza obiettivi prestazionali, restituendo al corpo un’esperienza libera dal giudizio.
Nella maggior parte dei casi, affrontato per tempo, il calo del desiderio si risolve e il percorso diventa spesso un’occasione per costruire una sessualità più consapevole di prima.
(24 Agosto 2026)