Cerca nel sito
Chiudi

Il tumore al seno, fra cause e prevenzione

A cura di
Silvio
Marino

Il tumore al seno è il più mortale per le donne e colpisce una persona di sesso femminile su 10. Dai 30 anni in poi c'è il rischio di svilupparlo e quindi è necessario fare i controlli dal senologo. Tutto quello che c'è da sapere

Che cos'è il tumore al seno?

Il tumore al seno, conosciuto anche come tumore della mammella o carcinoma mammario, è una malattia potenzialmente grave se non è individuata e curata per tempo.

È dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della mammella, spesso a causa di una mutazione genetica. Queste si trasformano in cellule tumorali e maligne: ciò significa che hanno la capacità di staccarsi dal tessuto che le ha generate per invadere i tessuti circostanti e, col tempo, anche gli altri organi del corpo. 

Quale incidenza ha il tumore al seno?

Il carcinoma della mammella è il più frequente nelle donne e rappresenta il 25% di tutti i tumori che colpiscono le donne. Viene infatti riconosciuto come la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile, con un tasso del 17% di tutti i decessi per tumore.

Ogni anno fa infatti registrare nel nostro Paese circa 11mila decessi e circa 37mila nuovi casi: dati, questi, in piena sintonia con quelli degli altri paesi occidentali, che provano come l'incidenza di questa malattia sia in costante aumento.

Nei paesi industrializzati è il tumore femminile più frequente, addirittura sei volte più comune in quelli occidentali rispetto alle nazioni asiatiche. Se proseguirà l'aumento di incidenza, si prevedono per ogni anno un milione, circa, di nuovi casi di questa neoplasia in tutto il mondo. 

I dati epidemiologici provano che il cancro al seno si riscontra raramente prima dei 25 anni.

Nel nostro Paese, infatti, la frequenza per età di questa neoplasia mostra un aumento progressivo fino ai 50-60 anni, ovvero in corrispondenza dell'età della menopausa; si osserva, invece, una stasi dai 60 ai 65 anni, mentre dopo i 65 anni l'incidenza cresce nuovamente.

Più dell'80% dei casi di tumore del seno colpisce donne sopra i 50 anni e quindi l'età è un fattore di rischio importante per questo tumore.

Quali sono le cause del tumore al seno?

Ci sono diversi fattori di rischio per il cancro al seno, alcuni dei quali prevenibili. 

Oltre all'età, anche la familiarità è un fattore di rischio: circa il 10% delle donne con tumore del seno ha più di un familiare stretto con la stessa patologia, soprattutto nei casi giovanili.

Anche la genetica, quindi, fa la sua parte. Ci sono due geni che predispongono a questo tipo di tumore: il BRCA1 e il BRCA2. Le mutazioni di questi geni sono responsabili del 50% circa delle forme ereditarie di cancro del seno e dell'ovaio. 

Vari studi hanno dimostrato che un uso eccessivo di estrogeni, gli ormoni femminili per eccellenza, facilitano la comparsa del cancro al seno. Le terapie ormonali, ad esempio, specie se prolungate, possono costituire un fattore di rischio.

Contrariamente a quanto si possa pensare, è importante sottolineare che le alterazioni benigne del seno, le cisti e i fibroadenomi che si possono rilevare con un esame del seno non aumentano il rischio di cancro. Sono invece da tenere sotto controllo i seni che alle prime mammografie dimostrano un tessuto molto denso o addirittura una forma benigna di crescita cellulare chiamata iperplasia del seno. 

Ricordiamo inoltre che anche l'obesità e il fumo hanno effetti negativi, così come stili di vita non equilibrati. Trattandosi di una patologia che potenzialmente può essere causata da tanti fattori, non è facile determinare quale peso assegnarvi.

Proprio su questo punto, infatti, la ricerca si sta concentrando, per riuscire a capire quali meccanismi alla base dello sviluppo di tumore al seno abbiano più peso e su quali si possa quindi lavorare, sia come cure che prevenzione.

Come ci si accorge del tumore al seno? Quali sono i sintomi?

In genere le forme iniziali di tumore del seno non provocano dolore. Uno studio effettuato su quasi mille donne, con dolore al seno, ha dimostrato che solo lo 0,4% di esse aveva una lesione maligna, mentre nel 12,3% erano presenti lesioni benigne, come le cisti, e nel resto dei casi non c'era alcuna lesione. Il dolore era provocato solo dalle naturali variazioni degli ormoni durante il ciclo.

La maggior parte dei tumori del seno non dà evidenze e si vede solo con gli esami diagnostici, come la mammografia; nella donna tra i 30 e i 45 anni sono visibili anche con l'aiuto dell'ecografia. Da cercare, invece, sono gli eventuali noduli palpabili o addirittura visibili. La metà dei casi di tumore del seno si presenta nel quadrante superiore esterno della mammella.

La risonanza magnetica, che va ad indagare i tessuti molli, è una ulteriore tecnica che può essere utilizzata per la diagnosi, come opzione supplementare ad ecografia e mammografia.

Il nodulo è un agglomerato normale o patologico di cellule con una struttura diversa da quella del tessuto circostante, devono essere asportati chirurgicamente analizzati per chiarirne la natura. 

La cisti è una formazione patologica simile a un sacco membranoso ripieno di liquido. La comparsa di una cisti è dovuta alla chiusura del canale (dotto) attraverso cui passano le secrezioni ghiandolari. Nella mammella è sempre di natura benigna e non deve essere ulteriormente indagata.

Cosa segnalare al medico?

In un’ottica di corretta diagnosi, l’interazione con il medico e la comunicazione dei sintomi e delle evidenze che emergono dalla nostra osservazione è un fattore chiave. Importante quindi segnalare al medico che conduce la visita anche eventuali alterazioni del capezzolo (in fuori o in dentro), perdite da un capezzolo solo (se la perdita è bilaterale il più delle volte la causa è ormonale), cambiamenti della pelle (aspetto a buccia d'arancia localizzato) o della forma del seno

Si può prevenire il tumore al seno?

La diagnosi precoce di un tumore offre non soltanto maggiori possibilità di cura (circa il 97-98% di guarigione), ma permette anche di attuare interventi meno aggressivi e di assicurare una migliore qualità di vita. 

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una lenta ma progressiva sensibilizzazione delle donne per quanto concerne la prevenzione del tumore al seno. Soprattutto tra le donne più giovani, infatti, è sempre più diffusa l'abitudine di sottoporsi regolarmente a controlli dal medico ginecologo o senologo.

La popolazione femminile più anziana è, invece, ancora troppo spesso legata a retaggi culturali che le fanno assumere un atteggiamento di diffidenza nei confronti di visite e metodiche strumentali che potrebbero mettere in evidenza “qualcosa” che psicologicamente si preferirebbe tenere nascosto. 

La recente osservazione di una riduzione significativa e consistente della mortalità per cancro al seno conferma che, oltre al miglioramento della sopravvivenza grazie a terapie più efficaci, si ottiene un reale beneficio dal miglioramento complessivo della diagnosi, anche al di fuori dei programmi di screening organizzati.

È importante ricordarsi che dai 30 anni c'è il rischio di sviluppare un tumore al seno e quindi è necessario sottoporsi regolarmente a un controllo dal senologo. Durante la visita vengono controllate non solo le mammelle, ma tutta la zona circostante, compresi i linfonodi ascellari.

Oltre a ciò è possibile eseguire i test genetici per i geni BRCA1 e BRCA2, soprattutto in caso di familiarità: con queste informazioni è più semplice anche per lo specialista approntare un piano di controllo e prevenzione più accurato e specifico per la paziente.

I controlli sono utili non solo per effettuare una diagnosi precoce, ma anche, in caso di manifestazione della patologia e guarigione, per monitorare che non ci siano nuove ricadute. Alcuni tipi di tumore, come quello al seno, infatti, possono avere un rischio di recidiva, che rende necessario il monitoraggio negli anni successivi alla guarigione.