Cos’è l’ortottica?
L’ortottica si occupa di prevenire, valutare e riabilitare i disturbi visivi legati alla visione binoculare. Disturbi che dipendono dal modo in cui i muscoli oculari si coordinano e i due occhi lavorano insieme. L’ortottista, o assistente in oftalmologia, lavora accanto all’oculista, formula diagnosi funzionali e imposta percorsi riabilitativi.
L’ortottica riguarda tutte le età, ma ha particolare rilevanza in età evolutiva, e si affianca agli accertamenti che si svolgono durante una visita oculistica.
Chi è l’ortottista?
L'ortottista ha una formazione universitaria presso la facoltà di medicina e chirurgia, che gli permette di occuparsi di alcuni aspetti della salute visiva, in particolare dello strabismo.Attraverso le valutazioni ortottiche, lo specialista è in grado di:
- prevenire l'astenopia, un disturbo che colpisce chi lavora al computer
- effettuare profilassi e trattamento dell'ambliopia nei bambini da 0 a 8 anni
- valutazione di eventuali interferenze ortottiche con i processi di lettura (7-9 anni)
- valutare emicranie che facciano sospettare fattori oculari in assenza di patologie oculari
- turbe a carico della postura: i torcicolli oculari, causati da strabismo, possono essere alla base di problemi di postura
- trattare la diplopia (il vedere doppio) che può essere secondaria a lesioni cerebrali come paresi o paralisi
- valutare se un bambino con sospetto DSA, disturbo specifico dell'apprendimento, abbia in realtà un problema di mancata correzione ottica.
Dopo la valutazione, l'ortottista può consigliare al paziente di sottoporsi a esercizi ortottici, da eseguire sia durante le sedute, sia a casa in autonomia.
Il lavoro dell'ortottista del Centro Medico Santagostino si integra a quello del medico oculista.
La valutazione ortottica, oltre che dall'oculista, può essere richiesta dal pediatra, dal neuropsichiatra, dal logopedista, dallo psicologo, dal neurologo, dal fisiatra, dal fisioterapista o dall'osteopata.
La valutazione ortottica si rivolge a tutte le età, ma è importante per la diagnosi e prevenzioni dei disturbi visivi dei bambini.
Quali patologie tratta l’ortottica?
L’ortottica interviene su un insieme di condizioni che compromettono il corretto funzionamento del sistema visivo, sia nei bambini che negli adulti:
- strabismo: deviazione di uno o entrambi gli occhi che altera la visione binoculare; i torcicolli oculari causati da strabismo possono essere alla base di problemi di postura
- ambliopia (occhio pigro): l’ortottista effettua profilassi e trattamento dell’ambliopia nei bambini da 0 a 8 anni, fase in cui il sistema visivo è ancora plastico
- diplopia: il vedere doppio può essere secondario a lesioni cerebrali come paresi o paralisi e richiede un percorso riabilitativo specifico
- astenopia: affaticamento visivo da uso prolungato di schermi, frequente in chi lavora al computer
- disturbi dell’apprendimento a base visiva: l’ortottista valuta se un bambino con sospetto DSA abbia in realtà un problema di mancata correzione ottica, interferendo con i processi di lettura tra i 7 e i 9 anni
- conseguenze di traumi e patologie neurologiche: ictus, traumi cranici e lesioni dei nervi oculomotori possono richiedere riabilitazione ortottica.
Quando svolgere una visita ortottica?
L’ortottica si avvale di un calendario di controlli che segue lo sviluppo visivo del paziente sin dalla nascita:
- screening neonatale: la prima visita ortottica pediatrica si fa a 6-8 mesi, per escludere strabismo precoce e deficit della motilità oculare
- età prescolare (3-5 anni): prima valutazione ortottica entro i 3 anni per rilevare ambliopia in fase ancora trattabile
- prima dell’ingresso a scuola: la terza visita ortottica pediatrica avviene intorno ai 5-6 anni, tre mesi prima dell’inizio delle scuole elementari, per verificare che la coordinazione binoculare non ostacoli lettura e scrittura
- negli adulti: in presenza di visione doppia, affaticamento visivo cronico, cefalea frontale ricorrente o a seguito di eventi neurologici (ictus, traumi cranici)
- su invio di altri specialisti: quando pediatra, neuropsichiatra, logopedista o neurologo sospettano una componente visiva nel quadro clinico del paziente.
Quali esami possono essere prescritti in ambito ortottico?
La valutazione ortottica è di per sé un esame clinico strumentale non invasivo. Quando il quadro richiede approfondimenti, l’ortottista può indicare ulteriori accertamenti da svolgere in collaborazione con l’oculista:
- visita ortottica: valutazione standardizzata di acuità visiva, motilità oculare, stereopsi, convergenza, fusione e accomodazione
- visita ortottica pediatrica: adattata per neonati, bambini in età prescolare e ragazzi, con test specifici per fascia d’età
- visita ortottica pediatrica per prevenzione occhio pigro: controllo mirato al rilevamento precoce dell’ambliopia, indicato nei primi anni di vita
- visita oculistica: il medico oculista si occupa della rimozione degli eventuali ostacoli anatomici, insieme alla quantificazione e correzione del difetto refrattivo, in integrazione con il percorso ortottico.
Quali trattamenti prevede l’ortottica?
Gli esercizi ortottici sono attività oculari ideate per correggere difetti visivi: sono utili in particolare quando i difetti della vista non possono essere completamente risolti tramite il solo uso di occhiali o lenti a contatto.
Nel dettaglio i trattamenti possono essere:
- esercizio ortottico: sessioni ambulatoriali con strumenti dedicati per migliorare convergenza, fusione e coordinazione binoculare; ogni ciclo si compone di un numero variabile di sedute, da 4 a 8, con esercizi da proseguire anche a casa in autonomia
- esercizio ortottico pediatrico: attività mirate per correggere difetti visivi nei bambini come ambliopia o strabismo, che aiutano a migliorare la coordinazione e i movimenti oculari
- occlusione (bendaggio): copertura dell’occhio dominante per stimolare l’occhio ambliope durante la fase plastica dello sviluppo visivo
- lenti prismatiche: correggono l’allineamento degli occhi in caso di diplopia o strabismo, senza ricorrere alla chirurgia
- riabilitazione visiva post-neurologica: percorsi strutturati per pazienti con diplopia acquisita da ictus, traumi cranici o paresi dei nervi oculomotori.