Che cos’è la visita ortottica?
La visita ortottica è una valutazione specialistica non invasiva eseguita dall’ortottista. Si focalizza sulla diagnosi e la riabilitazione dei disturbi visivi legati alla motilità degli occhi, alla visione binoculare e alle funzioni sensoriali dell’occhio.
Durante la visita l’ortottista studia come i due occhi lavorano insieme e come il sistema visivo nel suo insieme elabora le informazioni. Sono poi valutati l’acuità visiva di ogni singolo occhio, la motilità oculare, la capacità di fusione delle immagini e la percezione della profondità.
L’obiettivo è la diagnosi precoce di strabismo, ambliopia e di deficit muscolari e sensoriali che possono compromettere la visione binoculare. Può essere svolta in età pediatrica, entro il primo anno di vita come screening, ma è altrettanto indicata in età adulta in presenza di sintomi specifici.
A cosa serve una visita ortottica?
La visita ortottica serve a diagnosticare i disturbi del sistema visivo che riguardano il suo funzionamento oculare in termini motori e sensoriali, per poi impostare percorsi di riabilitazione visiva. Le condizioni che possono essere identificate e trattate sono:
- strabismo: deviazione di uno o entrambi gli occhi verso l’interno, l’esterno, l’alto o il basso, anche se solo intermittente; può essere trattato con prismi, occhiali, occlusione o esercizi ortottici
- ambliopia (occhio pigro): riduzione dell’acuità visiva di un occhio che non ha cause anatomiche evidenti; il trattamento precoce, entro i 7-8 anni, prevede l’occlusione dell’occhio dominante per stimolare quello ambliope
- visione doppia (diplopia): percezione sdoppiata delle immagini, che può essere trattata con lenti prismatiche o riabilitazione ortottica
- insufficienza di convergenza: difficoltà degli occhi a ruotare verso l’interno per mettere a fuoco oggetti vicini, causa frequente di affaticamento visivo durante la lettura
- nistagmo: movimenti involontari e ritmici degli occhi, che richiedono una valutazione ortottica per quantificarne l’entità e impostare eventuali interventi
- conseguenze di traumi cranici o ictus: disturbi acquisiti della motilità oculare che possono beneficiare di riabilitazione visiva strutturata.
Quando andare dall’ortottista?
È indicato rivolgersi all’ortottista sia in età pediatrica, come prevenzione, sia in età adulta in presenza di disturbi visivi che coinvolgono la coordinazione degli occhi. I principali segnali, negli adulti, che rendono opportuna una valutazione ortottica sono:
- visione doppia, costante o episodica
- affaticamento visivo (astenopia) dopo uso prolungato di schermi o lettura
- mal di testa frontale ricorrente
- difficoltà nella percezione delle distanze o nella guida notturna
- conseguenze di traumi cranici, ictus o interventi neurochirurgici.
Che differenza c’è tra visita ortottica e oculistica?
La visita ortottica è condotta dall’ortottista, un professionista sanitario, e si concentra sul funzionamento del sistema visivo nel suo insieme: come i due occhi si muovono, si coordinano e collaborano per produrre una visione binoculare efficace.
La visita oculistica è una valutazione medica condotta dall’oculista, un medico specializzato, che esamina la salute anatomica dell’occhio, ovvero retina, cornea, cristallino, pressione oculare, e prescrive occhiali o lenti a contatto.
In cosa consiste una visita ortottica?
La visita ortottica si svolge in ambulatorio, dura circa 20-30 minuti e non richiede preparazioni particolari. Prevede una serie di test standardizzati che analizzano alcuni aspetti specifici del sistema visivo, con strumenti dedicati e non invasivi
- misurazione dell’acuità visiva: viene valutata la nitidezza visiva di ogni singolo occhio separatamente, utilizzando tavole ottometriche a distanza variabile; permette di identificare riduzioni della capacità visiva non corrette dagli occhiali
- valutazione della motilità oculare: l’ortottista analizza i movimenti degli occhi in tutte le direzioni dello sguardo, per individuare limitazioni, asimmetrie o deviazioni nei muscoli extraoculari che controllano la posizione e il movimento degli occhi
- controllo della stereopsi: viene verificata la capacità di percepire la tridimensionalità e la profondità, che dipende dalla corretta fusione delle immagini provenienti da entrambi gli occhi
- esame della convergenza: si valuta la capacità degli occhi di ruotare verso l’interno per mettere a fuoco oggetti vicini; una convergenza insufficiente è una delle cause più comuni di affaticamento visivo e mal di testa durante la lettura
- analisi della fusione: vengono esaminati i meccanismi che consentono al cervello di unire le immagini dei due occhi in un’unica percezione visiva coerente e stabile
- valutazione dell’accomodazione: si misura la capacità del cristallino di modificare la propria forma per mettere a fuoco oggetti a distanze diverse; veri e propri deficit accomodativi possono causare difficoltà nella visione da vicino, soprattutto in età adulta.
L’esame è completamente indolore. È utile portare con sé gli occhiali in uso e qualsiasi documentazione oculistica precedente.