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Intossicazione alimentare: che cos’è e come curarla


L’intossicazione alimentare è una condizione clinica dovuta all’ingestione di tossine di varia origine, che provoca nella maggior parte dei casi disturbi gastrointestinali quali diarrea, nausea e vomito

Che cos’è un’intossicazione alimentare?

L’intossicazione alimentare è una condizione clinica dovuta all’ingestione di tossine - di microrganismi o altro - contenute nei cibi, che provoca nella maggior parte dei casi disturbi gastrointestinali.

A seconda della causa scatenante, l’intossicazione alimentare può avere origine:

  • animale
  • vegetale
  • chimica (additivi, pesticidi ecc.)

A causare questa condizione possono essere anche batteri, virus, parassiti o muffe. L’intossicazione alimentare può, quindi, essere dovuta a cibi contaminati o in decomposizione, ma anche alla carenza di norme igieniche nella conservazione (cibo conservato male) e preparazione degli alimenti.

Come capire se si ha un’intossicazione alimentare: i sintomi

Come anticipato, le principali manifestazioni sintomatologiche nella maggior parte delle intossicazioni possono essere disturbi gastrointestinali come dissenteria, nausea, vomito e dolore addominale.

 Tra le altre manifestazioni ci possono essere anche:

Solitamente, in caso di intossicazione alimentare, la manifestazione del disturbo è acuta. Ciò significa che i sintomi compaiono all’improvviso ma, generalmente, hanno durata breve. 

Tuttavia, è raro che possa evolvere in complicanze severe. Talvolta, un’intossicazione alimentare può comportare convulsioni e paralisi (è il caso, ad esempio, del botulismo o di agenti chimici che coinvolgono il sistema nervoso).

Intossicazione alimentare: quanto dura?

Le intossicazioni alimentari possono durare da alcune ore a diverse settimane nei casi più gravi. Possono risolversi da sole nelle forme di lieve entità o richiedere, al contrario, la somministrazione di farmaci.

Cosa causa intossicazione?

Come anticipato, la causa scatenante di un’intossicazione sono gli alimenti contaminati da tossine di varia origine come:

  • pesce crudo
  • carne cruda
  • salse fatte in casa (ad esempio la maionese)
  • frutta e verdura non lavata

Nonostante la maggior parte delle intossicazioni sia causate da agenti batterici o virali, questa condizione clinica può essere dovuta anche a parassiti o sostanze chimiche.

La contaminazione avviene nel momento in cui le tossine invadono i cibi.

I principali patogeni che causano intossicazioni alimentari

Le intossicazioni alimentari possono essere causate anche da agenti patogeni di varia natura. Tra le più comune e frequenti abbiamo:

  • infezione da Escherichia coli
  • ciclosporiasi, un’infezione dell’intestino tenue causata dal parassita
  • monocellulare Cyclospora cayetanensis
  • criptosporidiosi, infezione dell’intestino causata da parassiti del genere
  • Cryptosporidium
  • intossicazione alimentare da Perfrigens, un batterio appartenente al genere Clostridium
  • intossicazione alimentare da bacillo cereo, un batterio che provoca intossicazioni simile a quelle Stafilococco
  • intossicazione alimentare da Stafilococco
  • botulismo, una patologia neuroparalitica dovuta alle tossine dei clostridi, batteri che producono tossine botuliniche
  • epatite A, patologie infettiva ai danni del fegato, causata dall’HAV, un virus a Rna
  • salmonellosi, causata dalla salmonella, il batterio più comunemente identificato nei casi di infezioni da alimenti
  • listeriosi, intossicazione alimentare che prende il nome dal Listeria monocytogenes, ossia l’agente batterico che ne rappresenta la causa
  • gastroenterite virale causata dal Norovirus
  • dissenteria bacillare da Shigella o shigellosi

Altre cause esterne

I disturbi gastrointestinali dovuti ad un’intossicazione possono essere causati anche da tossine esterne. È il caso, come anticipato prima, della frutta e della verdura irrorate con insetticidi, piombo o arsenico, che non vengono adeguatamente lavate; dei cibi conservati in contenitori realizzati in metalli tossici per l’uomo (piombo o cadmio, ad esempio).

Diagnosi di intossicazione alimentare

Per effettuare una diagnosi di intossicazione alimentare, lo specialista raccoglie informazioni sulla storia clinica del paziente, sui suoi sintomi e sull’alimentazione seguita recentemente.

Dopodiché, si provvede ad effettuare un esame obiettivo.

Gli esami di laboratorio possono essere richiesti nel momento in cui la condizione clinica dovuta all’intossicazione si protrae nel tempo, mentre non sono necessari per disturbi di breve durata.

In ogni caso, le analisi più frequenti per una diagnosi di intossicazione sono:

  • esame delle feci
  • esame del vomito
  • esame del cibo che si sospetta sia stato la causa dell’intossicazione (se disponibile)

Intossicazione alimentare, i rimedi: cosa fare

Nella maggior parte dei casi, i soggetti con intossicazione alimentare possono essere trattati con successo attraverso reintegrazione idroelettrolitica

Mantenere una buona idratazione nel momento in cui compaiono le prime manifestazioni sintomatologiche è un aspetto molto importante, da non trascurare. 

Nel caso in cui il paziente non sia in grado di tollerare i liquidi assunti per via orale, può rendersi necessaria l’ospedalizzazione per la somministrazione di liquidi per via endovenosa.

Una buona soluzione, poi, può essere quella di liberare lo stomaco eliminando tempestivamente le tossine in grado di innescare l’intossicazione. Ciò avviene, nella maggior parte dei casi, con il vomito.

In alcuni casi, quando viene identificata la tossina responsabile dell’intossicazione, possono essere somministrati farmaci specifici. Con diagnosi specifica, ad esempio, è possibile ricorrere alla somministrazione di antibiotici.

Il ricovero ospedaliero, infine, si rende necessario in caso di sintomatologia severa, come può essere, ad esempio, la paralisi in caso di botulismo.