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Gli anticorpi

Gli anticorpi sono la "memoria" del nostro sistema immunitario. Attraverso i test si può misurare la loro presenza nel sangue e quindi capire se si ha avuto o meno un'infezione.

Cosa sono e a cosa servono gli anticorpi

Gli anticorpi o immunoglobuline sono proteine prodotte dalle plasmacellule, cellule immunitarie derivanti da linfociti B attivati, in risposta agli antigeni, ovvero batteri, virus e altre sostanze riconosciute dall’organismo come microrganismi estranei (“non-self”) e pericolosi.

Gli anticorpi rappresentano un elemento fondamentale della risposta immunitaria.

Una particolare tipologia di anticorpi sono gli anticorpi monoclonali, ottenuti in laboratorio da un unico tipo di cellula immunitaria, e capaci di reagire in modo specifico a un determinato antigene, innescando così una più efficiente risposta immune. Per il loro elevato potenziale, gli anticorpi monoclonali sono molto utilizzati a scopi diagnostici e terapeutici.

Come funzionano le immunoglobuline?

La comparsa di un antigene causa la risposta del sistema immunitario: le plasmacellule producono immunoglobuline specifiche, gli anticorpi, che si legano all’antigene al fine di neutralizzarlo.
 
Se l’organismo, in seguito, torna nuovamente in contatto con l’antigene, il sistema immunitario ne ha conservato la “memoria”, e attiva così gli anticorpi specifici. Se l’antigene è anche un agente patogeno (portatore di una malattia), la malattia non si sviluppa
 
Gli anticorpi possono persistere nel tempo: in alcuni casi, una volta sviluppati o inoculati attraverso il vaccino, permangono e proteggono l’organismo per tutta la vita.

Gli anticorpi: quali sono

Vi sono cinque classi di immunoglobuline o anticorpi prodotti dall’uomo:

  • Immunoglobuline M (IgM): sono rilasciate come prima risposta dell’organismo a un antigene (dunque a un’infezione, come ad esempio quella provocata dal nuovo coronavirus, il virus Sars Cov-2, responsabile della malattia Covid-19). La concentrazione di IgM aumenta per alcuni giorni e poi diminuisce quando inizia la produzione di IgG.
  • Immunoglobuline G (IgG): costituiscono circa il 70-80% delle immunoglobuline del sangue, sono prodotte durante la prima infezione o in seguito all’esposizione ad antigeni, aumentano a distanza di qualche settimana dal contatto con l’agente, per poi decrescere e stabilizzarsi, conservandosi come una memoria per l’organismo per le future esposizioni all’antigene. Sugli anticorpi IgG si basa la produzione dei vaccini
  • Immunoglobuline A (IgA): le IgA equivalgono a circa il 15% delle immunoglobuline totali nel sangue. A differenza delle altre tipologie sono presenti anche nelle lacrime, nella saliva, nelle secrezioni gastriche e respiratorie e nel latte materno.
  • Immunoglobulina D (IgD): le IgD rappresentano meno dell'1% delle immunoglobuline totali del plasma. Vengono sintetizzate dai linfociti B e hanno la funzione di rimanere attaccate alla membrana plasmatica del linfocita immaturo, così da consentire l'attivazione di quest'ultimo una volta venuto a contatto con l'antigene per cui sono specifiche
  • Immunoglobulina E (IgE): le IgE sono presenti in piccolissime quantità. Sono correlate ai meccanismi delle allergie e delle reazioni ai parassiti

I test sierologici per verificare la presenza e il dosaggio di anticorpi

I test sierologici sono esami volti a rilevare i livelli di anticorpi nel sangue

Richiedono un prelievo di sangue, e non di muco, come nel caso dei tamponi. Ce ne sono di due tipi: quantitativi e qualitativi. 

I test quantitativi, come il test ELISA, enzyme-linked immunosorbent assay, permettono di conoscere la quantità di anticorpi attraverso un prelievo sanguigno e un’analisi in laboratorio. Misurano la concentrazione totale delle IgG, IgA e IgM.

I test qualitativi o test rapidi permettono di appurare se ci sia stata una risposta immunitaria a un dato antigene. Prelevano, mediante una pipetta sterile monouso, una goccia di sangue, ottenuta pungendo con una lancetta sterile la punta del dito medio o anulare, e la rilasciano all’interno della cassetta del test. Nel giro di pochi minuti, il test colora delle asticelle in corrispondenza con nessuno, uno o due anticorpi.

Le due categorie di anticorpi che si rilevano in questi test sono gli IgM e gli IgG. I primi compaiono alcuni giorni dopo l’inizio della malattia e ad un certo punto regrediscono, gli IgG permangono invece dopo che il virus non è più presente nelle mucose.

I risultati dei test sierologici qualitativi

Il risultato del test sierologico rapido, disponibile entro circa 10-15 minuti, può essere:

  • Invalido o non interpretabile, quando manca la linea colorata in corrispondenza della voce C. Un risultato simile può essere dovuto a errori di procedura o a un quantitativo di sangue insufficiente. In quest’ultimo caso va subito ripetuto
  • Negativo, se la linea colorata compare in corrispondenza della voce C. Indica che l’organismo potrebbe non essere stato esposto al virus finora, ma rimane suscettibile di infezione se viene in contatto con il virus a partire dal momento del test
  • Positivo, quando compaiono due o tre linee colorate in corrispondenza della voce C e IgM e/o IgG. Suggerisce che potrebbe essersi verificata una reazione del sistema immunitario, a seguito di un’esposizione al virus.

La positività ai soli IgM implica un contatto con il virus recente, avvenuto nelle ore o nei giorni subito precedenti. 

La positività per IgG o per entrambi IgG e IgM sta ad indicare un contatto con il virus verificatosi da almeno qualche giorno o settimana. 

La sola positività per IgG rivela invece un contatto più lontano nel tempo, di qualche settimana o più.

Quale test sierologico?

Se vuoi effettuare un test sierologico per verificare la presenza o il livello di anticorpi Covid-19, clicca qui sotto e scopri quale prenotare in base alle tue esigenze.

Non sai quale test prenotare?

Ti suggeriamo la prestazione più adatta a te, sulla base dei tuoi bisogni.

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