Cerca nel sito
Chiudi

I diverticoli

A cura di
Andrea
Costantino

I diverticoli sono delle estroflessioni della parete intestinale del colon. La loro presenza, se asintomatica, viene definita diverticolosi. Si parla invece di diverticolite in caso di infiammazione o microperforazione associate a sintomi.

Diverticoli, diverticolosi e diverticolite

I diverticoli sono delle estroflessioni della parete intestinale situate al livello del colon. Anche se possono insorgere ovunque nell'intestino crasso, si formano di solito nella parte sinistra del colon (colon discendente e sigma). Possono avere un diametro variabile, ma generalmente hanno dimensioni che vanno dai 3 ai 10 mm. Raramente raggiungono un diametro maggiore di 4 cm; quando questo avviene prendono il nome di diverticoli giganti.

Nella maggior parte dei casi, le persone non sviluppano alcuna sintomatologia: in questo caso, la sola presenza dei diverticoli in assenza di sintomi viene definita come diverticolosi.

Al contrario, circa il 20% dei pazienti manifestano una sintomatologia, come dolore addominale e meteorismo. In queste circostanze, qualora non si presentino altre condizioni patologiche, si parla di malattia diverticolare sintomatica non complicata (indicata con la sigla SUDD, Symptomatic Uncomplicated Diverticular Disease). 

La diverticolite si verifica invece quando i diverticoli si infiammano. Ciò succede per la proliferazione di alcuni ceppi di batteri all'interno oppure quando si produce un piccolo strappo della sottile parete del diverticolo – noto anche come microperforazione (i diverticoli vengono "bucati") – che causa sintomi.

A cosa sono dovuti i diverticoli?

La diverticolosi diventa sempre più comune con l'aumentare dell'età ed è presente nel 65% circa delle persone con età maggiore di 65 anni e in circa 3 persone su 4 al di sopra degli 80. Ne sono colpite soprattutto le donne.

Il motivo per cui si formano i diverticoli del colon è multifattoriale e non del tutto noto. Alcune ricerche hanno suggerito una correlazione del problema con:

  • Alimentazione a basso contenuto di fibre o caratterizzata da un elevato consumo di carne rossa
  • Storia familiare
  • Stile di vita sedentario
  • Obesità
  • Assunzione di antinfiammatori

Le alterazioni della motilità del colon possono essere una causa dell'aumento della pressione nel lume intestinale, che porta all'estrusione della mucosa nei punti più deboli della tonaca muscolare, ossia le aree adiacenti ai vasi sanguigni intramurali.

Perché si formano? 

La diverticolosi diventa sempre più comune con l'aumentare dell'età ed è presente nel 65% circa delle persone con età maggiore di 65 anni e in circa 3 persone su 4 al di sopra degli 80. Il motivo per cui si formano i diverticoli del colon è multifattoriale e non del tutto noto. Diversi studi hanno suggerito una correlazione con fattori ambientali, come una dieta a basso contenuto di fibre o ad alto contenuto di carne rossa, così come a fattori ereditari. 

Le alterazioni della motilità del colon possono essere una causa dell'aumento della pressione nel lume intestinale, che porta all'estrusione della mucosa nei punti più deboli della tonaca muscolare, ossia le aree adiacenti ai vasi sanguigni intramurali.

Quali sono i sintomi della diverticolite?

Il sintomo più comune della diverticolite è il dolore, che di solito è localizzato nella parte inferiore dell'addome, più frequentemente a sinistra. Altri sintomi possono includere:

  • febbre
  • costipazione oppure diarrea
  • nausea
  • vomito

Quali disturbi portano i diverticoli?

Come si è detto, mentre la diverticolosi è asintomatica, la malattia diverticolare si accompagna solitamente a una sintomatologia che include:

  • Gonfiore
  • Dolore all'addome
  • Cambiamenti nella regolarità intestinale

Il sintomo più comune associato invece all’infiammazione dei diverticoli è il dolore, che di solito è localizzato nella parte inferiore dell'addome, più frequentemente a sinistra, e può irradiarsi provocando mal di schiena. Altri sintomi che possono insorgere sono:

  • Febbre
  • Costipazione oppure diarrea
  • Meteorismo
  • Nausea
  • Vomito
  • Inappetenza

La diverticolosi può avere complicanze?

La diverticolosi può dar luogo a complicanze in caso di perforazione della parete del diverticolo. Se la perforazione non è limitata si possono infatti formare ascessi all'interno dell'addome, fino ad arrivare alla peritonite batterica, ovvero all’infiammazione del peritoneo. Si tratta di una condizione pericolosa che necessita di trattamento chirurgico urgente. 

Un'altra possibile complicanza della malattia diverticolare può essere il sanguinamento dai piccoli vasi sanguigni del colon che si manifesta con la presenza di sangue nelle feci, che può essere rosso vivo oppure più scuro. Il sanguinamento diverticolare riguarda il 10-15% dei pazienti colpiti da diverticolosi, ed è indolore. La quantità di sangue che fuoriesce è solitamente moderata o consistente, dal momento che il vaso interessato è un’arteriola. Se nel 75% dei casi l’emorragia cessa spontaneamente, nei restanti si rende necessario un intervento in endoscopia.

I soggetti colpiti da sanguinamento diverticolare sono più esposti alla possibilità di incorrere in nuovi episodi emorragici.

Come si scoprono i diverticoli?

L'esame diagnostico più indicato è l'endoscopia del colon (colonscopia). Nel corso di questo accertamento, il gastroenterologo endoscopista può guardare direttamente all'interno del colon, osservando il numero delle estroflessioni e la loro localizzazione.

Quando il dubbio della malattia diverticolare o delle sue complicanze (diverticolite e perforazione) è forte si possono invece eseguire le seguenti indagini:

  • TC (tomografia computerizzata) dell'addome con mezzo di contrasto endovenosa: è un tipo di test di imaging che permette di avere una visione panoramica delle possibili complicanze della malattia diverticolare, quali ascessi e peritonite batterica
  • Ecografia delle anse intestinali (o dell'apparato digerente): questo esame, a differenza della TC, non dà radiazioni ionizzanti né rende necessario il mezzo di contrasto iodato, ma utilizza le onde sonore per creare immagini dell'intestino e permette di vedere se sono presenti i diverticoli o le loro complicanze. È necessario che venga svolta da un operatore esperto e il limite è dato da una parete addominale troppo spessa, quindi nei pazienti in sovrappeso o obesi questo esame ha ridotta accuratezza diagnostica 

Quali sono i cibi da evitare per i diverticoli?

L’alimentazione pensata per le persone affette da diverticolosi prevede una serie di accorgimenti e rimedi per evitare la stipsi. Si consiglia di seguire una dieta ricca di fibre, grazie a un consistente apporto di frutta e verdura e cereali integrali, e di bere un adeguato quantitativo di acqua al fine di ammorbidire ulteriormente le feci.

Allo stesso modo, è raccomandata una cucina magra, a basso contenuto di grassi.

Molti medici considerano buona norma limitare il consumo dei seguenti alimenti:

  • Verdure con fibre dure e filamentose, come finocchi e fagiolini
  • Alcolici e superalcolici poiché irritanti
  • Latte
  • Bibite gassate e zuccherine
  • Tè e caffè in grandi quantità
  • Cacao
  • Spezie piccanti
  • Insaccati
  • Frutta con semi: fragole, uva, kiwi, anguria.
  • Noccioline

Come viene trattata la diverticolite?

Mentre in caso di diverticolosi asintomatica non è necessaria alcuna terapia, la cura dei diverticoli infiammati è commisurata alla gravità dei sintomi. In caso di sintomi lievi, il trattamento sarà basato su un antibiotico da assumere per bocca mirata contro i principali batteri che possono causare la diverticolite. Potrebbe anche essere necessario seguire una dieta liquida chiara per un breve periodo, che solitamente va dai 7 ai 15 giorni.

Ma se si hanno sintomi gravi o se compare la febbre, potrebbe essere necessario ricorrere all'ospedalizzazione in modo da somministrare liquidi e antibiotici in vena. La nutrizione in vena permette infatti di fare “riposare” l'intestino fino ad un miglioramento delle condizioni cliniche.

Nei casi peggiori, occorre sottoporsi a un intervento chirurgico per rimuovere la parte del colon interessata dall’infiammazione.