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L'AIDS e il virus HIV


L’AIDS è una patologie infettiva causata dal virus dell’HIV. Vediamo come si manifesta, quali sono i sintomi e i trattamenti.

Cos'è l’AIDS?

L’AIDS, acronimo che racchiude il significato di sindrome da immunodeficienza acquisita, è una malattia infettiva provocata dal virus HIV (virus dell'immunodeficienza umana). L’HIV, nello specifico, è un virus che attacca e distrugge i linfociti CD4, un tipo di globuli bianchi che svolge un’importante azione di difesa contro le malattie. Il virus provoca dunque un grave indebolimento del sistema immunitario che diviene incapace di difendersi da altri virus, batteri, funghi e patologie.

Si tratta di una malattia che non può essere curata, ma solo trattata e controllata attraverso la somministrazione di farmaci antiretrovirali che hanno il compito di bloccare la replicazione del virus e di rallentare la progressione della malattia.

Dove nasce l'AIDS?

Le prime tracce dell'HIV risalgono agli anni Cinquanta, rinvenute in campioni di pazienti africani.
Studi successivi hanno indicato l'Africa centrale come epicentro della comparsa di questo virus, originatosi da un salto di specie dagli scimpanzé all'uomo.

Si ipotizza che l'HIV-1, il ceppo più diffuso, sia il risultato della mutazione di un virus già presente nelle scimmie, il SIV, con cui questi primati convivono da secoli. Un passaggio avvenuto più volte nel corso del Novecento nell'Africa centrale, ma solo un evento ha dato origine all'epidemia di AIDS di portata globale.

Decorso della patologia

L’infezione da HIV, se non trattata, attraversa alcune fasi fino alla manifestazione vera e propria dell’AIDS. Il periodo di sieropositività può durare da pochi mesi a più di quindici anni. Vediamo da vicino le diverse fasi della malattia, a seconda della velocità con la quale il virus si riproduce, compromettendo l’efficacia del sistema immunitario.

Ogni fase della patologia presenta caratteristiche e sintomi specifici. Vediamole nel dettaglio.

Prima fase: infezione primaria

La prima fase coincide con il periodo iniziale dell’infezione, in cui il virus si replica molto velocemente. In questa fase la carica virale è maggiore, e di conseguenza questo rende più facile trasmettere il contagio. I sintomi possono essere confusi con quelli di raffreddore o di una leggera influenza:

Seconda fase: latenza

I sintomi della prima fase tendono a scomparire spontaneamente dopo poche settimane, dal momento che il sistema immunitario reagisce attaccando il virus. Dopo questa fase, l’infezione decorre senza particolari manifestazioni sintomatiche. Lo stadio di latenza può durare anche diversi anni: solitamente per persone con HIV non accusano disturbi, e possono non accorgersi del virus prima che diventi sintomatico. Tuttavia, il virus continua a proliferare, provocando danni al sistema immunitario.

Terza fase: sintomatica

In questa fase, la proliferazione del virus ha reso il sistema immunitario sempre più debole, rendendolo incapace di difendere l’organismo dalle malattie. Iniziano a manifestarsi i segni dell’immunodeficienzacome:

Quarta fase: AIDS

In questa fase, il sistema immunitario è danneggiato irrimediabilmente e non riesce più a respingere le malattie. Si parla di AIDS, in presenza di determinate patologie che, presentandosi contemporaneamente, delineano un quadro clinico specifico. 

È importante comprendere, quindi, che l’AIDS non è una malattia a sé stante, ma un insieme di quadri clinici caratterizzate da infezioni o tumori che sono la conseguenza del grave danno immunitario provocato dall’HIV. In questa fase, infatti, possono manifestarsi infezioni provocate da patogeni cosiddetti “opportunisti”, ovvero già presenti nell’organismo, che danno esito a malattie la cui progressione può essere mortale. Tra le patologie che definiscono l’AIDS figurano:

Come si trasmette il virus dell'HIV?

Il virus dell’HIV può essere trasmesso mediante:

  • Trasmissione orizzontale: rapporti sessuali non protetti, contatto con sangue infetto (trasfusioni di sangue, aghi ipodermici)
  • Trasmissione verticale: da madre e figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento.

Il contagio può avvenire in qualsiasi fase della malattia e il virus ha elevate capacità di replicazione soprattutto nella fase iniziale. Anche se il virus è stato rintracciato nelle lacrime, saliva e urina di persone infette, considerata la bassa carica virale in questi liquidi biologici, il rischio di trasmissione è trascurabile. Dunque, il virus non si trasmette tramite tosse, sudore e muco, o attraverso il contatto fisico, o lo scambio di indumenti e oggetti personali.

Quali sono i primi sintomi dell'AIDS?

I sintomi dell’HIV e AIDS, come accennato prima, variano in base alla stadiazione della malattia. È possibile dire che i primi sintomi, nelle prime fasi, risultino essere molto simili a quelli influenzali:

Con il progredire dell’infezione, e la comparsa della malattia conclamata, si manifestano i sintomi tipici delle patologie comunemente contratte dai pazienti in questa fase.

Diagnosi di AIDS e HIV

La diagnosi di AIDS e di HIV si basa sull’esame dei segni e dei sintomi e sugli esami strumentali. Il primo passo è generalmente il test dell’HIV, consigliato a tutti coloro che sono a rischio di contrarre la patologia, e a coloro cui è stata diagnosticata una malattia a trasmissione sessuale. Un terzo dei portatori di HIV scopre di avere il virus solo in una fase avanzata, quando i segni dell’immunodeficienza sono evidenti. 

Il test dell’HIV viene effettuato su un campione di sangue venoso e rileva la presenza di anticorpi anti-HIV (igG e igM) e dell’antigene p24 del virus. Qualora il test dovesse risultare positivo, i pazienti vengono sottoposti a un nuovo esame per confermare i risultati.

Una diagnosi tempestiva della sieropositività, seguita dalle terapie adeguate, può garantire un aspettativa e qualità di vita pari a quella di chi è affetto da altre patologie croniche, come il diabete, o l’ipertensione.

Trattamento

Il trattamento dell’infezione da HIV si basa sull'impiego di farmaci antivirali, che hanno lo scopo di ridurre la presenza del virus all’interno dell’organismo e permettere al sistema immunitario di riattivarsi. Attualmente, la terapia standard è la cosiddetta HAART (Highly Active Antiretroviral Therapy).

Esistono diverse famiglie di farmaci in grado di bloccare o rallentare la replicazione del virus, e quindi la progressione della malattia. Questi farmaci agiscono sulla trascrittasi inversa, inibendola. Gli obiettivi della HAART mirano al miglioramento della qualità della vita del paziente, e alla riduzione delle complicanze. La terapia, allo stato attuale, non è in grado di curare la malattia, e generalmente deve essere assunta a vita. 

Questa terapia ha permesso una forte diminuzione della mortalità e morbilità associata all’HIV, e un notevole miglioramento dello stato di salute generale dei pazienti. In assenza della HAART, la progressione dell’infezione si verifica generalmente entro 10 anni, e la sopravvivenza, una volta sviluppato l’AIDS è di circa 9 mesi.

Quanto può vivere un malato di AIDS?

La prognosi varia da paziente a paziente, ed è correlata sia alla conta dei linfociti CD4, sia alla carica virale detenuta dal virus. In assenza di terapia, la sopravvivenza media dopo aver contratto il virus HIV è di circa 10 anni. Dopo l’esordio di AIDS, se non trattato, la sopravvivenza può variare dai 6 ai 19 mesi. 

La disponibilità di farmaci antiretrovirali e un’adeguata prevenzione delle infezioni opportunistiche può ridurre il tasso di mortalità del 80%, e aumentare la speranza di vita a 20-50 anni. Questi valori possono subire cambiamenti, a seconda della fase in cui si è iniziato il trattamento. Per esempio, se la terapia viene iniziata dopo la diagnosi di AIDS, l’aspettativa di vita si aggira tra i 10 e i 40.

Prevenzione

Il primo passo per prevenire l’AIDS e l'HIV è quello di evitare comportamenti che possono esporre al rischio di contagio. Avere rapporti sessuali protetti, utilizzando sempre il preservativo è una delle regole fondamentali. Inoltre, è da evitare lo scambio di siringhe e aghi ipodermici.