Cos’è la TAC ai reni con e senza contrasto?
La TAC ai reni con e senza contrasto è un esame diagnostico in due fasi, che appartiene alla cosiddetta diagnostica per immagini. Quest’ultima è tutta la serie di esami che generano immagini bi o tridimensionali di una zona del corpo del paziente la cui integrità strutturale o funzionale viene verificata a seguito di alcuni sintomi specifici.
La TAC produce tipicamente immagini tridimensionali e viene usata per:
- diagnosi
- controllo post terapeutico o post intervento
- prevenzione o pre intervento chirurgico.
La TAC ai reni è strettamente collegata all’urotac (o uro-TC, TC urografia), l’esame che studia l’intero apparato urinario, cioè reni, ureteri e vescica, aggiungendo una fase tardiva in cui il mezzo di contrasto, eliminato con l’urina, ne mostra il percorso. La TAC ai reni è invece una definizione più ampia: può essere eseguita anche senza contrasto, per esempio per i calcoli, e concentrarsi sulla sola regione renale.
A cosa serve la TAC ai reni?
Lo scopo principale è quello di diagnosticare alcune condizioni dei tessuti dell’area della bassa schiena o lombare, specialmente nella zona dei reni.
In particolare si possono vedere condizioni come:
L’esame serve come detto anche per controllo a seguito di terapie e interventi chirurgici nell’area, per verificarne l’efficacia ed eventualmente adattare il percorso di guarigione.
Infine viene usato prima di un’operazione chirurgica in modo da permettere al personale medico di avere un’idea il più chiara possibile del quadro operatorio.
TAC reni con o senza contrasto?
La scelta di svolgere una TAC per i reni con o senza contrasto dipende dal quesito diagnostico cui lo specialista è chiamato a rispondere. Per individuare i calcoli renali e ureterali spesso basta la TAC senza contrasto, che richiede meno tempo e nessuna iniezione. Il mezzo di contrasto è invece utile per caratterizzare masse e tumori, riconoscere infezioni e ascessi e studiare vasi sanguigni e vie urinarie.
Come ci si prepara alla TAC ai reni?
La preparazione dipende dal tipo di esame. Nel dettaglio:
- senza contrasto: in genere non serve alcuna preparazione particolare
- con contrasto: digiuno di alcune ore, secondo le indicazioni ricevute alla prenotazione, ed esame della creatinina recente per verificare la funzionalità renale
- in entrambi i casi: conviene segnalare allergie, asma, diabete, farmaci assunti ed eventuale gravidanza, e portare la documentazione clinica e le precedenti immagini.
Le acquisizioni delle immagini durano pochi minuti: tra preparazione, iniezione e attesa, la seduta con contrasto richiede in genere tra 10 e 30 minuti, mentre senza contrasto spesso meno di 10.
Come funziona l’esame TAC ai reni?
La TAC con e senza mezzo di contrasto funziona in due fasi differenti. Il paziente viene prima adagiato sul lettino del macchinario. La struttura ad anello dello stesso emette dei raggi X che vengono indirizzati da diversi angoli sull’area della bassa schiena. Il computer poi elabora le immagini in base al comportamento dei raggi X, che è diverso a seconda dei tessuti attraversati.
La prima acquisizione è senza mezzo di contrasto. Dopo di che al paziente viene iniettato per via endovenosa un particolare liquido che entrato in circolo aiuterà a rendere alcuni tessuti maggiormente visibili. Nel caso specifico della TAC alle vie urinarie si dovrà attendere circa 10 - 15 minuti affinché il liquido raggiunga la zona desiderata.
Chi dovrebbe sottoporvisi?
La TAC viene prescritta dal medico a seguito in di un esame obiettivo in cui il paziente abbia lamentato alcuni sintomi come:
- ematuria (sangue nelle urine)
- dolori alla zona lombare e laterali non spiegabili con traumi o contratture
- difficoltà ad urinare
- dolore durante la minzione
Ci sono controindicazioni?
La TAC di per sé non ha controindicazioni. Quella con mezzo di contrasto però è sconsigliata in caso di allergie, insufficienze renali gravi e donne in gravidanza. Va quindi fatta una valutazione caso per caso per evitare problemi complicazioni serie.
L’esame espone a radiazioni ionizzanti: la dose è contenuta e giustificata dal beneficio diagnostico, ma i controlli ripetuti vanno valutati con cautela, soprattutto nei pazienti più giovani. Le reazioni al mezzo di contrasto sono rare e di solito lievi, come nausea o sensazione di calore.
Cosa succede dopo la TAC ai reni?
Dopo avere svolto la TAC ai reni si danno due possibilità:
- senza contrasto: si possono riprendere subito le normali attività
- dopo il contrasto: conviene bere molta acqua per favorirne l’eliminazione e segnalare eventuali reazioni tardive, come eruzioni cutanee.
Il referto del radiologo viene consegnato nei tempi indicati al momento della prenotazione e può essere discusso con il medico o con uno specialista, per esempio in una visita nefrologica.
TAC, ecografia o risonanza: quale esame scegliere?
La scelta dipende dal quesito clinico, come vale sempre per radiografie, risonanze e TAC. In sintesi:
- l’ecografia dell’apparato urinario non usa radiazioni ed è spesso il primo accertamento, ma è meno dettagliata per ureteri e piccoli calcoli
- la risonanza magnetica dell’addome non usa radiazioni ed è indicata in casi specifici, per esempio per caratterizzare alcune lesioni
- la TAC resta l’esame di riferimento quando servono rapidità e un quadro dettagliato di calcoli, vasi e vie urinarie.
Domande frequenti
La TAC ai reni fa male?
No: l’unico fastidio può essere la puntura per il contrasto, poi si resta sdraiati per pochi minuti.
Serve la prescrizione?
Sì, la TAC viene prescritta dal medico dopo la valutazione dei sintomi.
Si può mangiare prima di una TAC senza contrasto?
In genere sì, ma conviene seguire le indicazioni ricevute alla prenotazione.