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Pubblicato inSintomi

Allergia: cos’è, sintomi, tipi e cure

L’allergia è una reazione anomala e spropositata dell’organismo rispetto a sostanze considerate pericolose. Può manifestarsi come semplice rinite o causare anche shock anafilattici. Risulta quindi fondamentale disporre della giusta terapia.

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L’allergia è una risposta anomala del sistema immunitario, che tratta come pericolose sostanze esterne di per sé innocue, chiamate allergeni.

Al contatto con l’allergene, l’organismo produce anticorpi specifici (le IgE) e rilascia istamina, provocando un’infiammazione che può interessare naso, occhi, bronchi, pelle o l’intero organismo.

Ne soffre circa un italiano su quattro, e le manifestazioni vanno dalla semplice rinite fino, nei casi più gravi, allo shock anafilattico.

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Che cos’è l’allergia

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Il sistema immunitario esiste per difenderci da virus, batteri e altre minacce reali.

Nelle persone allergiche, però, scambia per nemici anche sostanze comuni e innocue (un polline, una proteina alimentare, un metallo) e reagisce in modo sproporzionato, scatenando un’infiammazione che è la vera responsabile dei sintomi.

Perché si diventa allergici

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Il meccanismo si sviluppa in due tempi.

Alla prima esposizione all’allergene il sistema immunitario produce un tipo di anticorpi, le immunoglobuline E (IgE), che si fissano sulla superficie di cellule specializzate: i mastociti nei tessuti e i basofili nel sangue. In questa fase, detta sensibilizzazione, non compare alcun sintomo.

Dalle esposizioni successive, però, l’allergene si lega alle IgE già pronte e fa “esplodere” queste cellule, che liberano istamina e altri mediatori chimici: sono loro a causare gonfiore, prurito, secrezioni e tutti i disturbi tipici della reazione allergica.

La tendenza a sviluppare allergie (atopia) ha una base ereditaria: avere genitori allergici aumenta il rischio, anche se non verso lo stesso allergene.

Sul terreno genetico agisce poi l’ambiente, e le allergie sono in costante aumento nei paesi industrializzati: tra le spiegazioni più accreditate c’è la ridotta esposizione ai microbi nei primi anni di vita, che lascerebbe il sistema immunitario più incline a bersagli sbagliati.

Che differenza c’è tra allergia e intolleranza?

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Si confondono spesso, ma sono cose diverse.

L’allergia coinvolge il sistema immunitario, può scattare anche con quantità minime di allergene e in rari casi mette a rischio la vita.

L’intolleranza – come quella al lattosio – non è una reazione immunitaria ma un problema di “digestione”: dipende in genere dalla carenza di un enzima, dà sintomi proporzionali alla quantità ingerita, quasi sempre digestivi, e non provoca mai shock anafilattico.

Anche i test per diagnosticarle sono diversi: per questo l’autodiagnosi porta spesso fuori strada.

I tipi di allergia

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Le allergie si classificano in base alla via con cui l’allergene entra in contatto con l’organismo:

Categoria Allergeni più comuni Manifestazioni tipiche
Allergie respiratorie (inalanti) Pollini di graminacee, parietaria e alberi, acari della polvere, muffe, peli ed epitelio di animali Rinite, congiuntivite, asma
Allergie alimentari Latte, uova, frutta a guscio, arachidi, pesce, crostacei, soia, grano Sintomi orali, cutanei, digestivi; possibile anafilassi
Allergie da contatto Metalli come il nichel e il cromo, lattice, profumi e conservanti Dermatite nella zona di contatto
Allergie a insetti e farmaci Veleno di api, vespe e calabroni; antibiotici, antinfiammatori e altri medicinali Reazioni locali estese o generali, fino all’anafilassi

Ogni gruppo ha caratteristiche, stagionalità e strategie proprie: chi è allergico ai pollini convive con un calendario, chi è allergico al nichel con gli oggetti e gli alimenti di tutti i giorni.

Negli approfondimenti dedicati all’allergia al polline e all’allergia al nichel trovi sintomi, diagnosi e rimedi specifici di queste due forme, tra le più diffuse.

Quali sono i sintomi dell’allergia

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I sintomi dipendono dall’allergene e dal distretto coinvolto, ma i più comuni sono:

  • naso: starnuti ripetuti, naso chiuso o che cola con muco trasparente, prurito nasale
  • occhi: arrossamento, prurito, lacrimazione, gonfiore delle palpebre (congiuntivite allergica)
  • vie respiratorie: tosse secca, respiro sibilante, fiato corto, fino all’asma
  • pelle: prurito, arrossamento, eruzioni cutanee, orticaria, desquamazione
  • bocca e viso: formicolio del cavo orale, gonfiore di labbra, lingua o gola dopo alcuni alimenti.

Allergia o raffreddore? Come distinguerli

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La rinite allergica e il raffreddore si somigliano, ma alcuni segnali aiutano a non confonderli:

Rinite allergica Raffreddore
Durata Settimane o mesi, finché dura l’esposizione all’allergene In genere 7-10 giorni
Febbre Assente Possibile, con malessere generale
Muco Trasparente e acquoso Da trasparente a denso e giallastro
Prurito Tipico: naso, occhi, palato Raro
Quando compare Ricorrente, negli stessi periodi o nelle stesse situazioni (in casa, con gli animali, all’aperto in primavera) In qualsiasi momento, spesso dopo un contagio

Anafilassi: chiama subito il 112. Se dopo il contatto con un allergene compaiono difficoltà a respirare, gonfiore di gola o lingua, abbassamento della voce, vertigini o svenimento, si tratta di un’emergenza. Chi ha già avuto reazioni gravi e dispone dell’adrenalina autoiniettabile deve usarla subito, ancora prima dei soccorsi: è l’unico farmaco in grado di fermare lo shock anafilattico. Dopo la somministrazione è comunque necessario andare in pronto soccorso.

Le allergie cambiano nel tempo?

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Si può diventare allergici da adulti?

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Sì. Anche se l’esordio più frequente è nell’infanzia, un’allergia può comparire a qualsiasi età, persino verso sostanze tollerate senza problemi per decenni.

Succede soprattutto con gli allergeni respiratori, ad esempio dopo un trasloco che espone a pollini o acari diversi; e, tra gli alimenti, con crostacei e frutta a guscio.

Sintomi allergici comparsi da adulti non vanno quindi liquidati con un “non può essere, non sono mai stato allergico”: meritano gli stessi accertamenti.

L’allergia può passare da sola?

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Dipende dal tipo. Le allergie alimentari della prima infanzia, in particolare a latte e uovo, si risolvono spesso spontaneamente entro l’adolescenza, man mano che il sistema immunitario matura.

Quelle respiratorie, al veleno di insetti e ad arachidi e frutta a guscio tendono invece a persistere, anche se l’intensità dei sintomi può variare negli anni.

Per queste forme l’unico modo di modificare davvero l’allergia – e non solo i suoi sintomi – è l’immunoterapia specifica, di cui parliamo più avanti.

Come capire se si soffre di un’allergia

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Il percorso inizia dal medico di base o dalla visita allergologica: la storia dei sintomi quando compaiono, dove, con che cosa, orienta già metà della diagnosi.

A confermarla sono i test:

  • prick test: una goccia di ciascun allergene viene applicata sulla pelle dell’avambraccio, punta con una lancetta sterile; se entro una ventina di minuti compare un pomfo rosso e pruriginoso, c’è sensibilizzazione. È il test di primo livello per le allergie respiratorie e alimentari
  • dosaggio delle IgE specifiche: un prelievo di sangue misura gli anticorpi diretti contro i singoli allergeni, utile quando il prick test non è eseguibile o va approfondito, anche a livello delle singole proteine allergizzanti
  • patch test: cerotti con gli allergeni da contatto (nichel in testa) applicati sulla schiena per 48-72 ore, per diagnosticare le dermatiti allergiche da contatto
  • prick by prick: variante del prick test che usa direttamente l’alimento fresco sospetto.

Non tutte le riniti e non tutte le dermatiti sono allergiche, anzi: molti disturbi attribuiti alle allergie hanno altre cause.

Il test giusto, scelto dallo specialista, evita diete e restrizioni inutili.

Come si cura l’allergia

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La strategia si muove su tre livelli:

  • evitare l’allergene, quando possibile: è la prima e più efficace forma di prevenzione, dalle misure anti-acaro in camera da letto all’esclusione dell’alimento responsabile
  • farmaci per i sintomi: antistaminici per bloccare l’azione dell’istamina, cortisonici in spray nasale o collirio per l’infiammazione di naso e occhi, broncodilatatori per l’asma allergica. Controllano i disturbi ma non modificano l’allergia
  • immunoterapia specifica (il “vaccino per l’allergia”): l’unico trattamento che agisce sulla causa. Consiste nella somministrazione di dosi crescenti e controllate dell’allergene, per bocca o per iniezione, fino a rieducare il sistema immunitario a tollerarlo. Per funzionare richiede costanza: il ciclo dura in genere dai 3 ai 5 anni, con benefici che persistono dopo la sospensione.

A chi ha già avuto reazioni gravi, lo specialista prescrive l’adrenalina autoiniettabile da portare sempre con sé, insieme a un piano scritto su come usarla.

La terapia va costruita sull’allergene e sulla persona: per questo, se i sintomi si ripresentano o interferiscono con la vita quotidiana, la visita allergologica è il punto di partenza giusto; anche solo per dare un nome preciso a ciò che scatena i disturbi.