TAC sacro coccigeo (rachide sacrococcigeo): che esame è?
La TAC sacro coccigeo, chiamata anche TAC del rachide sacrococcigeo o TAC al coccige, è una tomografia computerizzata limitata alla parte più bassa della colonna. È l’esame più preciso per studiare le ossa di questa zona: si possono osservare l’osso sacro e il coccige, il tratto finale della colonna vertebrale.
Si richiede soprattutto in caso di traumi, fratture e dolore al coccige persistente. Dura dai 10 ai 25 minuti, è indolore e si esegue con o senza mezzo di contrasto.
Sacro coccigeo o lombosacrale: quale tratto studia la TAC?
La TAC sacro coccigea studia solo sacro e coccige; la TAC del rachide lombosacrale comprende anche le vertebre lombari e i dischi tra di esse. Nelle prescrizioni le due zone compaiono spesso insieme, per esempio come “TAC del rachide lombosacrale e del sacro coccige”. Alcuni centri indicano l’estensione in metameri e spazi, cioè il numero di vertebre e di spazi intervertebrali esaminati.
Osso sacro e coccige sono la stessa cosa?
No: osso sacro e coccige sono due ossa distinte, unite tra loro dall’articolazione sacrococcigea. Il sacro è un osso triangolare formato da cinque vertebre fuse. Si trova sotto l’ultima vertebra lombare e si articola con le ossa del bacino attraverso le articolazioni sacroiliache. Il coccige è più piccolo, sta sotto il sacro ed è formato da tre a cinque piccoli segmenti. Su di esso si scarica parte del peso quando si sta seduti, e per questo è esposto a traumi e dolore.
Per quali problemi si richiede la TAC del sacro e del coccige?
La TAC del sacro e del coccige si richiede per traumi e fratture, dolore persistente al coccige, infiammazioni e infezioni delle ossa, alterazioni degenerative o congenite e lesioni sospette:
- fratture e microfratture dopo una caduta sul sedere, un incidente o il parto
- fratture da fragilità del sacro, tipiche delle persone anziane con osteoporosi, come le altre fratture vertebrali
- coccigodinia, cioè il dolore cronico al coccige
- sacroileite, l’infiammazione delle articolazioni sacroiliache, frequente nella spondilite anchilosante
- osteomielite, un’infezione dell’osso
- artrosi e malformazioni congenite della zona
- lesioni ossee sospette, benigne o maligne.
In caso di fragilità ossea, la MOC aiuta a misurare la densità delle ossa e a prevenire nuove fratture.
Coccige infiammato: i sintomi che portano all’esame
Il coccige infiammato provoca un dolore localizzato alla base della colonna, che peggiora da seduti e quando ci si alza dalla sedia. Nello specifico:
- dolore sordo o acuto sopra la piega tra i glutei
- fastidio che aumenta su superfici dure o stando seduti a lungo
- dolore al tatto e, a volte, durante l’evacuazione o i rapporti
- gonfiore, arrossamento o febbre, segni di una possibile infezione come una cisti pilonidale (fistola sacrococcigea).
Il dolore al coccige va distinto dal mal di schiena e dai dolori lombari, che nascono più in alto. Il medico prescrive la TAC quando c’è stato un trauma, quando il dolore dura da mesi o quando i sintomi fanno sospettare una frattura o una lesione.
Cosa mostra la TAC sacro coccigea e cosa no?
La TAC sacro coccigea mostra con grande precisione le ossa: fratture anche piccole, spostamenti del coccige, erosioni, artrosi e lesioni ossee. È meno adatta a valutare dischi, nervi e tessuti molli.
Per questo, in caso di sciatica o sospetta ernia del disco, il medico preferisce di solito la risonanza magnetica.
TAC, radiografia o risonanza magnetica: quale esame per il coccige?
La scelta dipende dal sospetto: la radiografia è il primo esame, la TAC approfondisce le ossa, la risonanza studia tessuti molli e infiammazioni:
- radiografia: primo controllo dopo un trauma; nella versione dinamica, in piedi e seduti, mostra un coccige troppo mobile
- TAC: fratture sottili, traumi complessi, studio dettagliato di ossa e articolazioni sacroiliache
- risonanza magnetica: infiammazioni iniziali, sacroileite, dischi, nervi e tessuti molli, senza radiazioni.
Mezzo di contrasto: in quali casi serve per il sacro e il coccige?
Per il sacro e il coccige la TAC si esegue di solito senza contrasto, perché le ossa sono già ben visibili ai raggi X. Il contrasto iodato, iniettato in vena, serve quando bisogna valutare tessuti molli e vasi, per esempio in caso di infezioni, ascessi o lesioni sospette.
Come prepararsi all’esame, con e senza contrasto?
Per la TAC sacro coccigea senza contrasto non serve una preparazione particolare; per quella con contrasto bisogna stare a digiuno da solidi e liquidi per 6 ore e portare gli esami di funzionalità renale.
Per l’esame con contrasto al Santagostino servono:
- gli esami di creatinina e filtrato glomerulare dell’ultimo mese
- i moduli compilati in caso di diabete, terapia con metformina o allergie
- una buona idratazione: l’acqua è consentita fino alla mezzanotte del giorno prima
L’esame con contrasto non si esegue nei 3 mesi successivi a un intervento di cataratta. In ogni caso conviene indossare abiti senza parti metalliche, portare gli esami precedenti e arrivare 20 minuti prima.
Lo svolgimento della TAC sacro coccigea e la sua durata
La TAC sacro coccigea dura dai 10 ai 25 minuti, ma la scansione vera e propria richiede pochi secondi.
Il paziente si sdraia a pancia in su, sopra un lettino che scorre dentro un anello aperto e deve restare immobile. Chi ha il coccige molto dolorante può chiedere al tecnico un supporto per stare più comodo. Se è previsto il contrasto, viene inserito un ago-cannula in una vena del braccio: l’iniezione dà un breve calore e un sapore metallico.
Radiazioni, effetti del contrasto e controindicazioni
La TAC sacro coccigea è un esame estremamente sicuro: la dose di radiazioni è contenuta e l’esame si esegue solo quando il medico lo ritiene utile. Il bacino è vicino agli organi riproduttivi, la TAC sacro coccigea non si esegue quindi in gravidanza, accertata o sospetta. Non si esegue nemmeno sotto i 3 anni, e con il contrasto solo dai 16 anni in su.
Il contrasto può dare effetti lievi, come calore e nausea, e più raramente reazioni allergiche. Va valutato con attenzione in caso di allergia nota, insufficienza renale grave o ipertiroidismo.
Domande frequenti
Il dolore al coccige passa da solo?
Spesso sì: con un cuscino a ciambella, meno ore da seduti e le terapie indicate dal medico migliora in qualche settimana. Se dura oltre due mesi o si accompagna a febbre o disturbi intestinali e urinari, serve una visita.
Serve la prescrizione medica?
Sì. Al Santagostino è valida fino a 6 mesi per l’esame senza contrasto e fino a 3 mesi per quello con contrasto.
La TAC al coccige vede anche i dischi della colonna?
Li mostra solo in parte. Per valutare dischi, nervi e midollo l’esame di riferimento è la risonanza magnetica, soprattutto in caso di discopatia.
Dopo l’esame si può guidare e tornare al lavoro?
Sì, si riprendono subito le normali attività. Dopo il contrasto è bene bere molta acqua nelle 24 ore successive.