Cos'è la Tac al rachide lombosacrale?
La Tac al rachide lombosacrale è un esame diagnostico radiologico che utilizza i raggi X per ottenere immagini dettagliate delle ultime vertebre della colonna (lombari e sacrali) e delle strutture circostanti.
L’esame permette di osservare in modo chiaro sia le componenti ossee sia i tessuti molli, fornendo informazioni essenziali per identificare fratture, malformazioni o patologie degenerative e tumorali.
Questo tipo di Tac è particolarmente indicato quando la risonanza magnetica non è possibile, ad esempio in pazienti con pacemaker o claustrofobia.
A cosa serve la Tac al rachide lombosacrale con e senza contrasto?
La Tac al rachide lombosacrale ha molteplici applicazioni diagnostiche.
- Traumi: fratture vertebrali, lussazioni o frammenti ossei.
- Patologie degenerative: ernie del disco, protrusioni, artrosi vertebrale (spondiloartrosi) e scivolamento vertebrale (spondilolistesi).
- Patologie oncologiche: tumori primari o metastasi ossee.
- Malformazioni e stenosi: alterazioni ossee o restringimenti dei canali vertebrali.
L’esame può essere eseguito con o senza mezzo di contrasto. L’uso del liquido di contrasto per via endovenosa permette di evidenziare meglio alcune strutture e tessuti, facilitando la diagnosi di lesioni più complesse.
Come si svolge l’esame?
Durante la procedura, il paziente viene posizionato supino su un lettino scorrevole che entra all’interno di un anello chiamato gantry. Il macchinario ruota intorno alla schiena emettendo raggi X da diverse angolazioni, mentre un computer elabora le immagini tridimensionali del tratto lombosacrale.
Per garantire risultati nitidi, è fondamentale rimanere immobili durante l’acquisizione delle immagini. Prima dell’esame, viene richiesta la rimozione di oggetti metallici. Se previsto il mezzo di contrasto, viene somministrato per via endovenosa sotto stretto controllo del personale sanitario.
Quanto dura?
L’intera procedura è generalmente rapida: dalla preparazione al termine dell’esame, una Tac al rachide lombosacrale dura in media 10–20 minuti, a seconda della complessità e dell’eventuale uso del contrasto.
Dopo l’esame, il paziente può riprendere immediatamente le normali attività quotidiane, senza tempi di recupero particolari.
Come prepararsi all’esame?
La Tac al rachide lombosacrale è generalmente semplice da eseguire e non richiede preparazioni particolari.
In molti casi, il paziente può presentarsi direttamente all’esame, indossando abiti comodi e rimuovendo eventuali oggetti metallici come cinture, gioielli o fermagli, che potrebbero interferire con la qualità delle immagini.
Se è previsto l’uso del mezzo di contrasto, il personale sanitario fornirà istruzioni specifiche, come eventuale digiuno di alcune ore prima dell’esame, per garantire la sicurezza e l’efficacia della procedura. Il paziente potrebbe dover eseguire anche esami del sangue preliminari per valutare la funzionalità renale e ridurre eventuali rischi.
Entro quando sono disponibili i risultati?
La consegna del referto della Tac avviene entro quattro giorni lavorativi dalla data dell’esame. Ad esempio, un esame eseguito di giovedì avrà il referto pronto entro il mercoledì seguente.
La Tac al rachide lombosacrale è pericolosa?
Questo tipo di esame radiologico comporta l’esposizione a radiazioni ionizzanti, ma il rischio è considerato contenuto quando l’esame è eseguito per motivi clinicamente necessari. La procedura è sicura se effettuata sotto la supervisione di un radiologo e di personale qualificato.
Inoltre, la Tac è indolore e non invasiva: il paziente potrebbe avvertire solo un lieve disagio legato alla permanenza sdraiato sul lettino e, se utilizzato il contrasto, una temporanea sensazione di calore o sapore metallico in bocca.
Ci sono controindicazioni e rischi?
Non tutti possono sottoporsi a una Tac. Le principali controindicazioni includono:
- Gravidanza: l’esame è sconsigliato per evitare rischi al feto.
- Età pediatrica: i bambini molto piccoli (al di sotto dei 3 anni di età) sono generalmente protetti dalla procedura, salvo indicazioni precise.
- Allergie al mezzo di contrasto: in caso di somministrazione endovenosa, il contrasto può provocare reazioni allergiche, anche se rare.