Cos’è la TAC alle ghiandole salivari | Scialo TAC?
La TAC alle ghiandole salivari, detta anche scialo TAC è una tomografia assiale computerizzata alla zona del collo dove le ghiandole salivari sono posizionate. Si tratta di un esame di diagnostica per immagini come radiografia, ecografia e risonanza magnetica, che fa uso del raggi X per generare immagini tridimensionali dell’area da esaminare e che serve per la visualizzazione dello stato di salute delle strutture che in essa si trovano.
Il termine scialo-TAC, o scialo-TC, è usato come sinonimo; in alcuni centri indica invece la TAC associata alla sialografia, cioè con mezzo di contrasto introdotto direttamente nel dotto della ghiandola per studiarne i condotti.
A cosa serve la TAC alle ghiandole salivari | Scialo TAC?
La TAC alle ghiandole salivari serve principalmente a scopo diagnostico e di controllo, in quanto permette di visualizzare lo stato delle ghiandole e determinare eventuali condizioni anomale o patologiche.
In particolare con essa si possono individuare:
Serve anche come detto a scopo di controllo in seguito a terapie prescritte per il trattamento delle condizioni di cui sopra.
La TAC viene anche usata per avere un’immagine precisa del campo operatorio prima di un intervento chirurgico. Nei casi di calcoli salivari la TAC mostra sede e dimensioni e le eventuali ostruzioni dei dotti. Permette inoltre di riconoscere lesioni come il tumore di Warthin, un tumore benigno, e di distinguerle da masse che richiedono ulteriori accertamenti.
Come funziona l’esame?
Il paziente viene fatto adagiare su un lettino che è specifico del macchinario. Collo e gola vengono poi fatti scivolare sotto una struttura ad anello che emette e riceve i raggi X da diverse angolazioni. Il comportamento dei raggi X, diverso a seconda dei tessuti attraversati, viene analizzato da un computer che elabora i dati nelle immagini tridimensionali che serviranno poi per la diagnosi.
La TAC può essere fatta con o senza mezzo di contrasto. Quest’ultimo è un liquido che viene iniettato per via endovenosa e che permette una visualizzazione più chiara di alcune strutture e tessuti molli.
Il contrasto più usato è iodato, per via endovenosa: serve per distinguere meglio vasi, infiammazioni e masse, mentre per studiare i calcoli spesso basta l’esame senza contrasto, che richiede meno tempo. La scelta spetta al radiologo, in base al quesito clinico.
Come ci si prepara alla TAC alle ghiandole salivari?
La preparazione dipende dal tipo di TAC alle ghiandole salivari:
- senza contrasto: di norma non è richiesta alcuna preparazione particolare
- con contrasto: può essere richiesto il digiuno di alcune ore, secondo quanto indicato al momento della prenotazione, e un esame della creatinina recente per la funzionalità renale.
Conviene in ogni caso portare la prescrizione e le immagini precedenti, segnalare allergie e gravidanza e togliere gli oggetti metallici, come orecchini, collane e protesi dentarie removibili, che disturbano le immagini.
L’acquisizione è relativamente rapida: l’intera seduta dura in genere tra 10 e 30 minuti. Il referto del radiologo viene consegnato nei tempi indicati al momento della prenotazione.
Quali sintomi danno le ghiandole salivari?
Si tratta di un esame che viene effettuato solo a seguito di prescrizione medica. Viene solitamente prescritto se il medico sospetta alcune condizioni che non sono diagnosticabili altrimenti e se, a seguito di anamnesi ed esame obiettivo, sono riscontrabili alcuni sintomi come:
Oltre al gonfiore, i problemi delle ghiandole salivari possono dare altri sintomi:
- dolore e gonfiore che aumentano durante i pasti, tipici dei calcoli salivari, sotto la mandibola o davanti all’orecchio
- sapore cattivo o secrezione purulenta in bocca e febbre, nelle infezioni
- difficoltà ad aprire la bocca o ad ingoiare.
Questi sintomi non sono di per sé specifici: la TAC viene richiesta quando la visita e gli altri esami non bastano a chiarire la causa.
Ci sono controindicazioni?
L’esame non presenta controindicazioni ed è poco o per nulla invasivo. Vanno prese precauzioni con l’utilizzo del mezzo di contrasto in caso di allergie, insufficienze renali gravi e donne in gravidanza.
Chi soffre di claustrofobia può segnalarlo: il macchinario è corto e la durata breve.
Cosa succede dopo la TAC alle ghiandole salivari?
Dopo avere svolto questo esame, è possibile riprendere subito le normali attività. In caso di somministrazione del mezzo di contrasto è opportuno assumere molta acqua.
TAC, ecografia o risonanza: quale esame scegliere?
La scelta è vincolata agli obiettivi diagnostici:
- l’ecografia delle ghiandole salivari non usa radiazioni ed è spesso il primo accertamento per calcoli, gonfiori e infiammazioni
- la risonanza magnetica del collo non usa radiazioni ed è indicata per valutare i tessuti molli e le masse
- la TAC è utile quando servono un quadro tridimensionale e una buona visualizzazione di calcoli e ossa, anche con una TAC collo e massiccio facciale se lo studio deve essere più ampio.
Domande frequenti
La TAC alle ghiandole salivari fa male?
No: l’esame è indolore, l’unico fastidio può essere la puntura per il contrasto.
Serve la prescrizione?
Sì, l’esame viene eseguito solo su prescrizione medica.
Si può fare in gravidanza?
In genere no, soprattutto nel primo trimestre: il medico valuta alternative come l’ecografia o la risonanza.