Titolo SEO: TAC addome inferiore (pelvi): cosa si vede, preparazione e rischi
Metadescrizione: TAC addome inferiore o pelvi: quali organi studia, quali tumori vede, quando serve il contrasto, come prepararsi. Prenota online
Che cos’è la TAC addome inferiore?
La TAC addome inferiore, o TAC pelvi, è un esame che usa i raggi X per studiare gli organi del bacino: vescica, ultimo tratto degli ureteri, colon, retto, prostata, utero e ovaie. Si esegue con o senza mezzo di contrasto iodato, dura dai 10 ai 25 minuti ed è indolore.
TAC addome inferiore, superiore e completo: che differenza c’è?
La differenza sta nella zona esaminata: la TAC addome inferiore studia la pelvi, la superiore gli organi sotto il diaframma, la completa entrambe le regioni. Nello specifico.
- TAC addome superiore, dal diaframma alle creste iliache, interessa: fegato, colecisti, pancreas, milza, reni, stomaco
- TAC addome inferiore, dalle creste iliache al pube, riguarda: vescica, ureteri distali, sigma, retto, prostata, utero, ovaie
- TAC addome completo: dal diaframma al pube, è relativa agli organi di entrambe le regioni.
Cosa comprende l’addome inferiore?
L’addome inferiore comprende gli organi del bacino: vescica, parte finale degli ureteri, colon sigma, retto, organi riproduttivi, vasi e linfonodi pelvici.
Gli organi studiati nell’uomo e nella donna
Alcuni organi della pelvi sono comuni a uomo e donna, altri cambiano in base al sesso:
- in entrambi: vescica, ureteri pelvici, sigma, retto, anse intestinali, vasi iliaci, linfonodi, ossa del bacino
- nell’uomo: prostata e vescicole seminali
- nella donna: utero e ovaie.
Cosa si può vedere con una TAC addome inferiore?
Con una TAC addome inferiore si vedono tumori, infiammazioni, infezioni, ascessi, calcoli ed emorragie degli organi pelvici, oltre allo stato di vasi, linfonodi e ossa del bacino.
Quali tumori si vedono con la TAC addome inferiore?
La TAC addome inferiore può individuare tumori di vescica, colon-retto, prostata, utero e ovaie, e mostrare se la malattia ha raggiunto linfonodi o organi vicini.
In oncologia il suo ruolo principale è la stadiazione, cioè definire l’estensione del tumore. Serve anche per:
- controllare la risposta a chirurgia, chemioterapia o radioterapia
- guidare una biopsia.
Per la diagnosi definitiva serve l’esame istologico.
Infiammazioni, infezioni e ascessi
La TAC addome inferiore è tra gli esami più utili per riconoscere infiammazioni e infezioni della pelvi e le loro complicanze, come ascessi, perforazioni e peritonite. Tra le altre condizioni ci sono:
Calcoli, ostruzioni, traumi ed emorragie
La TAC addome inferiore individua i calcoli di vescica e ureteri, causa frequente di coliche renali, le occlusioni intestinali, le fratture del bacino e le emorragie interne. Per i calcoli si usa di solito l’esame senza contrasto, a basso dosaggio.
La TAC addome inferiore vede i reni?
No: i reni si trovano nella parte alta dell’addome e restano fuori dal campo della TAC addome inferiore, che mostra solo vescica e tratto finale degli ureteri. Per studiare reni e vie urinarie servono la TAC addome completo o l’uro-TC.
Cosa la TAC addome inferiore non vede bene?
Per alcuni problemi pelvici altri esami danno informazioni migliori della TAC:
- polipi intestinali piccoli: si cercano con la colonscopia
- prostata e retto: si studiano nel dettaglio con la risonanza magnetica
- utero e ovaie: il primo esame è l’ecografia transvaginale
- endometriosi: le lesioni piccole sfuggono spesso alla TAC.
Quando viene prescritta la TAC addome inferiore?
Il medico prescrive la TAC addome inferiore quando sintomi o esami precedenti fanno sospettare un problema pelvico che richiede immagini dettagliate, spesso dopo un’ecografia dell’addome inferiore non conclusiva:
Nei casi di dolore addominale intenso e improvviso, febbre o vomito, bisogna andare subito al pronto soccorso.
TAC addome inferiore con o senza mezzo di contrasto: quale serve?
La scelta dipende dal sospetto clinico: senza contrasto per calcoli e fratture, con contrasto per tumori, infiammazioni e vasi sanguigni. Il tipo di esame lo indica il medico prescrittore.
Quando basta l’esame senza contrasto?
L’esame senza contrasto basta per cercare strutture già ben visibili ai raggi X, come calcoli, fratture e calcificazioni. È più rapido e non richiede esami del sangue.
A cosa serve il mezzo di contrasto iodato?
Il mezzo di contrasto iodato, iniettato in vena, rende più evidenti vasi e tessuti e aiuta a distinguere un tessuto sano da uno malato. Per questo è indispensabile per studiare tumori, ascessi e vasi del bacino. La TAC con e senza contrasto prevede due serie di immagini, prima e dopo l’iniezione.
Come prepararsi alla TAC addome inferiore?
Per la TAC addome inferiore con contrasto bisogna stare a digiuno da solidi e liquidi per almeno 6 ore; per l’esame senza contrasto in genere il digiuno non serve, salvo indicazioni diverse alla prenotazione.
Per l’esame con contrasto bisogna inoltre:
- portare gli esami di creatinina e filtrato glomerulare dell’ultimo mese
- bere in abbondanza il giorno prima
- segnalare diabete, insufficienza renale o terapia con metformina
- segnalare allergie gravi o reazioni precedenti al contrasto.
La sera prima è meglio una cena leggera, evitando legumi, latticini, fritti, alcol e bibite gassate, che producono gas e disturbano le immagini. Il giorno dell’esame servono prescrizione, esami precedenti e moduli di consenso compilati. Meglio indossare abiti senza parti metalliche.
Come si svolge la TAC addome inferiore?
Il paziente è sdraiato a pancia in su su un lettino che scorre dentro un anello aperto. Se è previsto il contrasto, viene inserito un ago-cannula in una vena del braccio. Durante l’acquisizione può essere chiesto di trattenere il respiro per pochi secondi. Essendo aperto, l’anello è ben tollerato anche da chi soffre di claustrofobia.
Quanto dura?
La TAC addome inferiore dura dai 10 ai 25 minuti, compreso il posizionamento. L’esame con contrasto è più lungo e prevede un breve periodo di osservazione al termine.
Fa male? Cosa si sente con il mezzo di contrasto
La TAC addome inferiore è indolore: l’unico fastidio è la puntura dell’ago-cannula. Con il contrasto si avvertono spesso un calore diffuso, a volte simile al bisogno di urinare, e un sapore metallico in bocca, che passano in pochi secondi.
Cosa fare dopo l’esame?
Dopo la TAC addome inferiore si riprendono subito le normali attività. Dopo il contrasto è bene bere molta acqua per 24 ore e contattare il medico se compaiono prurito, orticaria o gonfiore.
La TAC addome inferiore è pericolosa? Radiazioni ed effetti collaterali
La TAC addome inferiore è un esame sicuro, e le reazioni gravi al contrasto sono molto rare. Gli effetti del contrasto possono essere:
- lievi: calore, sapore metallico, nausea passeggera
- reazioni allergiche, di solito prurito e orticaria; quelle gravi sono molto rare.
L’esame è controindicato o va valutato con attenzione in caso di:
TAC, risonanza magnetica o ecografia della pelvi: quale scegliere?
La scelta dipende dall’organo da indagare e dal sospetto: l’ecografia è il primo esame, la TAC è rapida e completa, la risonanza magnetica offre più dettaglio sui tessuti molli senza radiazioni.
Domande frequenti
I polipi intestinali si vedono con la TAC?
Con una TAC addome standard i polipi intestinali piccoli di solito non si vedono. L’esame di riferimento è la colonscopia, che permette anche di rimuoverli.
Meglio la TAC addome o la colonscopia?
Dipende dal sospetto: la colonscopia osserva la parete interna dell’intestino ed è l’esame per polipi e screening, la TAC mostra l’intestino e gli organi intorno ed è indicata per ascessi, perforazioni e stadiazione.
Una TAC senza contrasto può vedere un tumore?
Una TAC senza contrasto può mostrare una massa evidente, ma per caratterizzare un tumore e valutarne l’estensione serve quasi sempre il mezzo di contrasto.
Serve la prescrizione medica?
Sì, serve sempre la prescrizione del medico di famiglia o dello specialista. Al Santagostino deve avere al massimo 6 mesi per l’esame senza contrasto e 3 mesi per quello con contrasto.
Si può fare in gravidanza o durante l’allattamento?
In gravidanza la TAC addome inferiore si evita, salvo urgenze, perché le radiazioni raggiungono l’utero. In allattamento si può fare: dopo il contrasto in genere non serve sospendere le poppate, ma è utile parlarne con il radiologo.