Che cos’è la magnetoterapia?
La magnetoterapia è una terapia fisica non invasiva che utilizza campi magnetici pulsati per favorire la guarigione dei tessuti, ridurre dolore e infiammazione in condizioni acute e croniche di muscoli, ossa e articolazioni.
Il principio alla base è la capacità dei campi magnetici di interagire con le cellule del corpo, aiutando a ripristinare il corretto potenziale elettrico della membrana cellulare. Quando le cellule vengono danneggiate da un trauma o da uno stato infiammatorio, questo equilibrio si altera: la magnetoterapia stimola il ripristino della funzione cellulare, accelerando i processi riparativi. Si tratta di una terapia che può essere svolta sia in regime ambulatoriale che a domicilio, e utilizza magneti che possono essere:
- a bassa frequenza: con campi magnetici tra 5 Hz e 100 Hz. È utilizzata per il rafforzamento dell’apparato scheletrico e per lo stimolo della calcificazione ossea
- ad alta frequenza: con campi magnetici compresi tra i 18 Hz e i 900 MHz. È utilizzata per la circolazione sanguigna e con obiettivi antinfiammatori e analgesici.
A cosa serve fare la magnetoterapia?
Questa terapia può essere utilizzata, in contesto ortopedico, reumatologico e traumatologico, per riparare i tessuti attraverso tre principali azioni:
- azione antinfiammatoria
- azione analgesica
- azione antiedematosa.
A queste azioni si si aggiungono ulteriori effetti terapeutici di interesse:
- effetto vasodilatatorio: migliora la microcircolazione sanguigna e favorisce l’ossigenazione dei tessuti
- effetto miorilassante: riduce gli spasmi e le contratture muscolari
- effetto biostimolante: accelera la rigenerazione tissutale e migliora la qualità della cicatrizzazione
- effetto decontratturante: utile in presenza di cervicalgia, lombalgia e rigidità muscolari diffuse.
Cosa si cura con la magnetoterapia?
La magnetoterapia è indicata per un’ampia categoria di patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, in ambito ortopedico, reumatologico e traumatologico:
Quando fare la magnetoterapia?
La magnetoterapia è indicata quando si vuole trattare una condizione muscoloscheletrica acuta o cronica con una terapia non invasiva, da sola o in abbinamento ad altre tecniche riabilitative.
Il medico o il fisiatra la prescrive in presenza di dolore, infiammazione o rallentato recupero tissutale che non richiedono intervento chirurgico ma beneficiano di uno stimolo biologico profondo. È indicata anche nel recupero post-operatorio, ad esempio dopo interventi ortopedici, per favorire il consolidamento osseo e ridurre l’edema.
Un ciclo standard prevede in genere 10-30 sedute, ciascuna della durata di 20-35 minuti, da effettuare con cadenza quotidiana o più volte a settimana, a seconda della patologia.
Cosa fa la magnetoterapia all’anca?
Sull’anca, la magnetoterapia agisce riducendo il dolore e l’infiammazione legati a coxartrosi, osteonecrosi della testa del femore e periartrite, favorendo anche il recupero dopo l'inserimento di protesi.
Grazie all’alta capacità di penetrazione dei campi magnetici a bassa frequenza, la terapia raggiunge le strutture profonde dell’articolazione coxofemorale, stimolando la rigenerazione della cartilagine articolare e migliorando la mobilità. È spesso prescritta in fase riabilitativa per ridurre i tempi di recupero dopo interventi di protesi all’anca.
Come funziona?
Ci sono alcuni meccanismi che permettono alla magnetoterapia di agire in modo efficace:
- ioni di calcio e loro effetti sulla membrana cellulare: i campi magnetici possono influenzare il movimento degli ioni di calcio attraverso la membrana cellulare. Questa azione può produrre effetti sulla funzione delle cellule e sul processo di guarigione, come la migliorata calcificazione ossea nella riparazione delle fratture
- circolazione sanguigna: i campi magnetici possono influenzare la circolazione del sangue, aumentando il flusso sanguigno e quindi la disponibilità di ossigeno e nutrienti ai tessuti danneggiati, accelerandone la guarigione
- azione antinfiammatoria: la magnetoterapia è in grado di ridurre l’infiammazione stimolando la vasodilatazione o agendo sui processi infiammatori a livello cellulare
- azione analgesica: attraverso la corrente elettrica generata all’interno delle fibre nervose, viene bloccato il passaggio della percezione del dolore attraverso il midollo spinale
- riparazione dei tessuti ossei: l’uso dei campi magnetici può anche stimolare l’attività osteoblastica, ovvero delle cellule del tessuto osseo, e la formazione di nuova matrice ossea.
Che cosa si sente mentre si fa la magnetoterapia?
Durante una seduta di magnetoterapia dei magneti collegati a un dispositivo o una console vengono posti sulla zona da trattare. Durante tutta la seduta il paziente non avverte alcuna sensazione se non, in alcuni casi, un leggero calore. Non ci sono quindi effetti indesiderati o effetti collaterali di alcun tipo.
Quanto ci mette a fare effetto la magnetoterapia?
I benefici della magnetoterapia si manifestano in genere tra i 30 e i 60 giorni dall’inizio del trattamento, che deve essere svolto quotidianamente, anche in due sessioni se ritenuto opportuno.
In alcuni casi i primi miglioramenti si percepiscono già dopo 5–10 sedute, in particolare per quanto riguarda la riduzione del dolore acuto. Per condizioni croniche come l’osteoporosi o le fratture con ritardo di consolidazione, è necessaria maggiore costanza nel completamento del ciclo prescritto.
La magnetoterapia può essere pericolosa?
La magnetoterapia è un trattamento sicuro, ci sono tuttavia alcune controindicazioni che riguardano: