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Cos'è una visita per fototerapia?
La visita dermatologica per fototerapia è una visita specialistica attraverso cui il dermatologo valuta l’idoneità di un paziente a sottoporsi a trattamenti di fototerapia.
Si tratta di una valutazione necessaria per stabilire il protocollo terapeutico più appropriato. Serve inoltre a definire la frequenza e la durata delle sedute di fototerapia. Durante questa visita il dermatologo può identificare controindicazioni per l’esposizione ai raggi UV, come l'assunzione di farmaci fotosensibilizzanti, o la presenza di altre condizioni mediche che potrebbero interferire con la terapia.
Cos’è la fototerapia e a cosa serve?
La fototerapia è una tecnica terapeutica che utilizza l’esposizione controllata a specifiche lunghezze d'onda della luce per il trattamento di varie patologie cutanee.
- ridurre l’infiammazione
- modulare la risposta immunitaria
- favorire la guarigione della pelle.
È indicata quando le terapie topiche non sono sufficienti o quando le manifestazioni cutanee sono diffuse. Si svolge in ambulatorio, in cabine dotate di lampade a emissione controllata, con sedute che durano in media 10-15 minuti. Le tipologie principali sono la fototerapia UVB a banda stretta e la PUVA (psoralene più raggi UVA).
Prima di iniziare qualsiasi ciclo, è necessaria una visita dermatologica per valutare idoneità, fototipo ed eventuali controindicazioni. In alcuni casi, la fototerapia è utilizzata anche in ambito psichiatrico per il trattamento del disturbo affettivo stagionale, nel quale la carenza di luce solare altera i ritmi circadiani.
Principali tipologie di fototerapia
Esistono diverse modalità, scelte dal dermatologo in base alla patologia e al fototipo del paziente:
- UVB a banda stretta (NB-UVB, 311 nm): è la forma più diffusa e moderna, utilizza una porzione precisa dello spettro UVB ottenendo la massima efficacia con un rischio ridotto di eritema e bruciature
- PUVA (psoralene + UVA): combina l'assunzione di un farmaco fotosensibilizzante con l'esposizione ai raggi UVA; richiede attenzione farmacologica maggiore
- terapia fotodinamica (PDT): prevede l'applicazione topica (o la somministrazione endovenosa) di un agente fotosensibilizzante, attivato poi da una luce a lunghezza d'onda specifica; usata soprattutto per lesioni precancerose e alcune neoplasie cutanee
- UVB a banda larga: meno utilizzata oggi rispetto alla banda stretta, tende a essere sostituita da protocolli più mirati.
A cosa serve e cosa tratta la fototerapia?
La fototerapia tratta malattie dermatologiche infiammatorie e immunomediate sfruttando l'azione antinfiammatoria e immunomodulante dei raggi ultravioletti UV. È indicata principalmente per le seguenti patologie:
- psoriasi: rallenta la proliferazione dei cheratinociti, riduce le placche e l'infiammazione
- vitiligine: stimola la riproduzione di melanina nelle zone depigmentate tramite raggi UVB a banda stretta
- dermatite atopica: riduce il prurito, controlla le fasi acute e prolunga i periodi di remissione
- eczemi cronici gravi: contenimento dei sintomi persistenti attraverso l'effetto antinfiammatorio
- linfoma cutaneo (micosi fungoide): utilizzata nelle forme iniziali, agisce direttamente sulle cellule patologiche
- lichen planus e dermatite seborroica: possono essere trattati con protocolli specifici
- acne: riduce l'infiammazione e stimola la risposta immunitaria locale.
Usi in psichiatria
La fototerapia è usata anche per il disturbo affettivo stagionale (SAD), una forma di depressione correlata alla riduzione della luce solare che altera i ritmi circadiani e la produzione di serotonina.
In questo contesto non si utilizzano lampade UV ma light box a luce bianca ad alta intensità (10.000 lux), che simulano l'esposizione alla luce solare nelle ore mattutine. Le sedute durano in genere 20-30 minuti e possono essere eseguite quotidianamente nel periodo autunnale-invernale.
Quando fare la fototerapia?
La fototerapia è indicata quando le terapie topiche risultano insufficienti, le lesioni sono diffuse o la malattia dermatologica ha un impatto significativo sulla qualità di vita del paziente.
Il dermatologo valuta caso per caso. In linea generale, alcune patologie rispondono particolarmente bene a questo trattamento: la psoriasi a placche, la vitiligine attiva, la dermatite atopica moderata-grave e gli eczemi cronici resistenti alle terapie standard possono beneficiare in modo rilevante di cicli regolari di esposizione ai raggi ultravioletti.
Come si svolge una seduta di fototerapia?
Una seduta dura in media dai 30 secondi a un minuto fino a circa 10-15 minuti, con dosi crescenti calibrate dal dermatologo in base al fototipo e alla risposta cutanea.
Prima di iniziare il ciclo, il dermatologo svolge l'anamnesi, analizza il fototipo del paziente e valuta l'estensione delle lesioni. Il paziente entra poi in una cabina dotata di lampade a emissione monitorata elettronicamente. Durante la seduta devono essere indossati occhiali protettivi specifici per la protezione degli occhi dai raggi UV. Le sedute sono in genere 2 o 3 a settimana, in giorni non consecutivi. Il numero complessivo di sedute necessarie per ottenere risultati visibili viene stabilito dallo specialista sulla base della patologia, della sua gravità e del fototipo individuale.
Quali sono gli effetti collaterali della fototerapia?
Tra gli effetti collaterali, e del tutto transitori, che possono essere osservati nel breve periodo:
- eritema (arrossamento): la reazione più frequente, simile a una scottatura solare lieve; compare alcune ore dopo la seduta
- prurito e secchezza cutanea: possono insorgere con cicli prolungati
- iperpigmentazione: alcune aree possono scurirsi temporaneamente.
Controindicazioni alla fototerapia
La fototerapia è controindicata in presenza di patologie che aumentano la sensibilità ai raggi ultravioletti o in caso di assunzione di farmaci fotosensibilizzanti. Le principali controindicazioni sono:
- lupus eritematoso sistemico: pazienti con lupus possono presentare reazioni avverse gravi all'esposizione ai raggi UV
- xeroderma pigmentoso e altre patologie genetiche da ipersensibilità alla luce
- assunzione di farmaci fotosensibilizzanti: tetracicline, alcuni diuretici, antifungini. Devono essere segnalati allo specialista prima di iniziare
- storia pregressa di melanoma o carcinomi cutanei multipli
- gravidanza: in particolare per la variante PUVA, che prevede l'uso di psoraleni.
Preparazione alla fototerapia
Prima di iniziare un ciclo, il paziente deve effettuare una visita dermatologica dedicata in cui vengono valutati anamnesi, fototipo, patologie concomitanti e farmaci assunti.
Alcune indicazioni pratiche per la preparazione alle sedute:
- non applicare creme, profumi o lozioni sulla pelle prima della seduta, salvo indicazione medica
- evitare l'esposizione alla luce solare nelle ore successive al trattamento
- sospendere eventuali farmaci fotosensibilizzanti solo su indicazione dello specialista
- indossare sempre gli occhiali protettivi forniti durante ogni seduta.
La fototerapia al Santagostino
Dopo una prima visita di valutazione obbligatoria, al Santagostino possono essere svolte diverse sedute di fototerapia. Allo specialista dermatologo, volta per volta, spetta il compito di indicare il trattamento più adeguato per il paziente.
Prestazioni Fototerapia
Fototerapia 3-4 Lati (seduta Singola): quanto costa?
La prestazione Fototerapia 3-4 Lati (seduta Singola) al Santagostino costa 20 euro . Attenzione: il prezzo minimo indicato può variare in alcune città.
Ambulatori
- Servizio infermieristico