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Pubblicato inPrevenzione e Benessere

La spirometria

La spirometria è il più comune esame della funzione respiratoria. Utile per la diagnosi di diverse condizioni polmonari, vediamo a cosa serve e come si esegue.

spirometria, cos'è, a cosa serve, quando farla

Che cos’è la spirometria?

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La spirometria è un test non invasivo tra i più comuni per valutare la funzionalità polmonare. Facilmente effettuabile, permette di diagnosticare e monitorare patologie dell’apparato respiratorio, rilevando se le vie aeree sono infiammate o ostruite.

Per svolgere l’esame viene utilizzato lo spirometro, strumento che misura i volumi e i flussi d’aria. È l’esame di riferimento per la diagnosi e il monitoraggio di asma e BPCO. Le linee guida GOLD 2025 (Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease) la considerano il gold standard per la diagnosi di BPCO.

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A cosa serve l’esame di spirometria?

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La spirometria misura la quantità di aria inspirata ed espirata e la velocità con cui viene mobilizzata. Rileva i volumi d’aria nelle vie aeree, i volumi statici alveolari e i flussi respiratori. I principali valori di riferimento sono:

  • FEV1 o VEMS: volume di aria emessa in 1 secondo dopo inspirazione massimale.
  • FVC (Capacità vitale forzata): volume totale espulso in un’espirazione forzata.
  • PEF (Flusso di picco espiratorio): il picco massimo di flusso espiratorio, sostenuto per almeno 10 millisecondi.

Il rapporto tra VEMS e FVC distingue un deficit ostruttivo (ostacolo al deflusso dell’aria, come in BPCO, asma, bronchite, fibrosi polmonare) da un deficit restrittivo (ridotta espansione polmonare, come in obesità, pleurite o miopatie).

Quali patologie diagnostica la spirometria?

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Questo esame è utile per la diagnosi e la stadiazione di:

  • asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
  • fibrosi cistica ed enfisema
  • bronchiti e infezioni polmonari
  • danni da fumo e valutazione funzionale in ambito sportivo.

Spirometria: valori normali

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I risultati sono normali quando i parametri chiave rientrano nei valori attesi: il FEV1 deve essere compreso tra l’80% e il 120% del valore medio e il rapporto FEV1/FVC si attesta tra il 75% e l’80%. Valori inferiori indicano un problema ostruttivo o restrittivo che richiede approfondimento.

Nelle malattie ostruttive il FEV1 è diminuito per la maggiore resistenza delle vie aeree al flusso espiratorio. Nelle patologie restrittive è la FVC a ridursi, perché i polmoni non riescono a espandersi pienamente. I valori di riferimento variano in base a età, sesso e altezza del paziente.

Tipi di spirometria

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Esistono diversi tipi di spirometria, a seconda dell’obiettivo diagnostico:

  • spirometria semplice: misura i volumi e i flussi d’aria di base (CVF, FEV1, PEF). è il tipo più comune, adatto allo screening e al monitoraggio ordinario
  • spirometria globale con tecnica pletismografica: misura anche i volumi statici non rilevabili con la spirometria semplice (Capacità Polmonare Totale, Volume Residuo). il paziente viene collocato in una cabina ermetica e respira attraverso un boccaglio collegato allo strumento. indica patologie restrittive ed enfisema
  • test di broncodilatazione: la spirometria semplice viene ripetuta dopo la somministrazione di un farmaco broncodilatatore per via inalatoria, per valutare la reversibilità dell’ostruzione. indicato in caso di sospetta asma o BPCO
  • test della diffusione alveolo capillare (DLCO): valuta la capacità di scambio gassoso tra alveoli e capillari. utile per diagnosticare fibrosi polmonare, enfisema e malattie trombo-emboliche.

Come si fa l’esame di spirometria?

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La procedura si svolge da seduto: dopo la raccolta di peso, altezza e storia clinica, al paziente viene applicato uno stringinaso e si richiede di soffiare almeno 3 volte in un boccaglio collegato allo spirometro, eseguendo manovre respiratorie forzate. Le prove possono essere ripetute fino a otto volte.

Come ci si prepara?

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La preparazione non richiede precauzioni particolari, ma è opportuno seguire alcune semplici norme per non falsare i risultati. Nelle ore precedenti si consiglia di evitare:

  • sforzi fisici intensi nei 30 minuti precedenti la prova
  • fumo (almeno 24 ore prima) e alcool (almeno 4 ore prima)
  • pasti abbondanti nelle 2 ore precedenti l’esame.

I pazienti che assumono farmaci broncodilatatori per patologie respiratorie devono chiedere al medico se sospendere la terapia prima dell’esame. È consigliato indossare abiti comodi che non ostacolino la respirazione.

Chi deve fare la spirometria?

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L’esame è consigliato a chi:

  • ha più di 45 anni ed è fumatore o lavora in ambienti polverosi o con esposizione a fumi e sostanze chimiche
  • presenta tosse persistente o ricorrente, anche senza causa apparente
  • avverte mancanza di fiato (dispnea) a riposo o sotto sforzo
  • riferisce respiro sibilante o senso di costrizione toracica
  • ha già una diagnosi di asma, BPCO o altra patologia respiratoria cronica da monitorare
  • deve sottoporsi a un intervento chirurgico o ottenere il certificato di idoneità sportiva.

Viene raccomandata anche in assenza di sintomi, in ottica preventiva.

Cosa non fare prima della spirometria?

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Esistono controindicazioni che impediscono di eseguire l’esame, tra cui:

  • infezioni polmonari in corso
  • episodi cerebrovascolari recenti (aneurismi)
  • grave ipertensione arteriosa non controllata
  • recenti traumi o interventi chirurgici toracici, addominali o oculari
  • patologie cardiovascolari non stabilizzate (infarto, angina pectoris instabile) o presenza di nausea e vomito.

Cosa succede se la spirometria non va bene?

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Un risultato alterato non è una diagnosi definitiva, ma un segnale che richiede approfondimento. Il referto può essere il punto di partenza per ulteriori indagini: il medico valuta i dati nel contesto clinico completo e, a seconda del quadro, possono essere prescritti:

  • test di broncodilatazione: viene somministrato un broncodilatatore per via inalatoria e l’esame viene ripetuto dopo 15 minuti per verificare la reversibilità dell’ostruzione bronchiale
  • spirometria globale con tecnica pletismografica: per approfondire i volumi statici polmonari (Capacità Polmonare Totale, Volume Residuo)
  • test di diffusione alveolo capillare (DLCO): valuta la capacità di scambio gassoso tra alveoli e capillari. indicato in caso di sospetta fibrosi polmonare, enfisema o malattie trombo-emboliche
  • esami di imaging: radiografia o TC del torace per visualizzare alterazioni strutturali del parenchima polmonare e supportare la diagnosi.

I risultati non devono mai essere valutati isolatamente, ma sempre integrati con la visita specialistica e gli altri accertamenti.

Quanto dura?

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La spirometria semplice dura circa 10 minuti; quella globale con tecnica pletismografica fino a 40 minuti. Al termine dell’esame è possibile riprendere immediatamente le normali attività quotidiane.

L’uso di farmaci broncodilatatori deve essere sospeso almeno 12 ore prima dell’esame, salvo diversa indicazione del medico. Se il test di broncodilatazione è già pianificato, il farmaco viene somministrato direttamente in sede.

Prestazioni e visite con esame spirometrico al Santagostino

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Presso le sedi del Santagostino è possibile svolgere le seguenti prestazioni e visite che prevedono un esame spirometrico:

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Quanto costa fare la spirometria?

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Al Centro Medico Santagostino fare una spirometria semplice costa 54 euro.