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Pubblicato inPatologie

Enfisema polmonare: sintomi, cause e cure

L’enfisema è una grave malattia polmonare che causa la distruzione degli alveoli, compromettendo la funzionalità respiratoria.

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L’enfisema polmonare è una malattia respiratoria cronica caratterizzata dalla distruzione progressiva degli alveoli, le piccole strutture dei polmoni deputate agli scambi di ossigeno: le loro pareti si rompono, gli spazi aerei si dilatano in modo anomalo e il tessuto polmonare perde elasticità, rendendo difficile soprattutto l’espirazione.

Insieme alla bronchite cronica costituisce la BPCO, la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

La causa principale è il fumo di sigaretta; il danno è in gran parte irreversibile, ma diagnosi precoce, stop al fumo e terapie adeguate possono rallentarne molto la progressione.

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Enfisema polmonare, cosa è, sintomi, cura

Che cos’è l’enfisema polmonare?

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Nei polmoni sani, milioni di alveoli elastici si gonfiano e si sgonfiano a ogni respiro, come minuscoli palloncini, offrendo un’enorme superficie per lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica.

Nell’enfisema le pareti degli alveoli vengono progressivamente distrutte: più alveoli si fondono in sacche più grandi e meno efficienti, la superficie di scambio si riduce e il tessuto perde il suo ritorno elastico.

Il risultato è duplice: meno ossigeno passa nel sangue, e l’aria resta intrappolata nei polmoni, che si iperespandono è il motivo del tipico “torace a botte” delle fasi avanzate e della fatica a espirare.

Enfisema, bronchite cronica e BPCO: che relazione c’è?

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I tre termini si sovrappongono spesso, ma indicano cose diverse. L’enfisema è il danno anatomico agli alveoli appena descritto.

La bronchite cronica è l’infiammazione persistente dei bronchi, con tosse e catarro per mesi.

La BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) è l’etichetta clinica che comprende entrambi: nella maggior parte dei pazienti, quasi sempre fumatori o ex fumatori; le due componenti coesistono in proporzioni diverse, con chi ha un quadro più “enfisematoso” (prevale la mancanza di fiato) e chi più “bronchitico” (prevalgono tosse e catarro).

Nella pratica l’enfisema è una delle due facce della BPCO, e la diagnosi e la terapia seguono in gran parte le stesse regole.

Quanti tipi di enfisema ci sono?

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In base alla porzione di lobulo polmonare danneggiata, si distinguono quattro forme, una classificazione che si vede alla TAC e che interessa soprattutto lo specialista:

  • centrolobulare (o centroacinoso): interessa la parte centrale dei lobuli; è la forma tipicamente provocata dal fumo, prevalente ai lobi superiori
  • panlobulare (o panacinoso): coinvolge il lobulo per intero; è la forma caratteristica del deficit di alfa-1 antitripsina
  • parasettale: colpisce la periferia dei lobuli, sotto la pleura; può formare bolle e predisporre allo pneumotorace
  • irregolare: distribuzione mista, spesso associata a esiti cicatriziali.

I sintomi dell’enfisema polmonare

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I primi segnali sono sfumati e progressivi, ed è il motivo per cui la malattia resta a lungo non riconosciuta o attribuita all’età e alla sedentarietà.

Il sintomo d’esordio più comune è la dispnea da sforzo: il fiato corto salendo le scale o camminando a passo sostenuto, che con gli anni compare per sforzi sempre più lievi, fino al riposo. Si accompagnano affaticamento, ridotta resistenza fisica e tosse cronica, con o senza catarro.

Nelle fasi più avanzate compaiono: difficoltà a fare respiri profondi e respiro sibilante, tachicardia, cianosi di labbra e unghie, torace dilatato “a botte” per l’aria intrappolata, perdita di peso e di massa muscolare.

Con il tempo il cuore destro, costretto a pompare contro polmoni danneggiati, può affaticarsi fino allo scompenso cardiaco destro, il cosiddetto cuore polmonare.

Due situazioni richiedono attenzione immediata. La riacutizzazione: un peggioramento rapido di affanno e tosse, con catarro che aumenta o cambia colore e talvolta febbre — va segnalata subito al medico, perché trattarla presto fa la differenza. E lo pneumotorace: la rottura di una bolla enfisematosa fa collassare parte del polmone, con dolore toracico improvviso a fitta e fame d’aria che peggiora di colpo — in questo caso serve il pronto soccorso.

Cosa può causare l’enfisema polmonare?

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Al primo posto, responsabile di circa il 90% dei casi, c’è il fumo di sigaretta, attivo e passivo: le sue sostanze irritanti innescano un’infiammazione cronica che distrugge le fibre elastiche del polmone.

Seguono l’inquinamento atmosferico (il particolato sottile raggiunge gli alveoli) e le esposizioni professionali prolungate a polveri e fumi: silice, polvere di carbone e di grano, fumi di saldatura e vapori chimici. Contribuiscono anche le infezioni respiratorie ripetute e l’età avanzata.

Il deficit di alfa-1 antitripsina: quando l’enfisema è genetico

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Esiste poi una causa ereditaria: il deficit di alfa-1 antitripsina, una proteina prodotta dal fegato che protegge gli alveoli dall’azione degli enzimi infiammatori. Chi ne produce poca sviluppa l’enfisema anche senza fumare, e se fuma, molto prima e molto peggio.

È una condizione rara ma sotto-diagnosticata, e va sospettata in tre situazioni: enfisema comparso prima dei 45 anni, enfisema in chi non ha mai fumato, familiarità per enfisema precoce o malattie epatiche inspiegate.

La diagnosi è alla portata di tutti: basta il dosaggio della proteina con un esame del sangue, raccomandato almeno una volta nella vita a ogni paziente con BPCO. Riconoscerla conta doppio: esistono terapie sostitutive dedicate, e il riscontro ha implicazioni per i familiari, che possono sottoporsi al test.

Come viene diagnosticato l’enfisema polmonare?

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La diagnosi parte dalla visita pneumologica con l’esame obiettivo, e si completa con:

Esame Descrizione
Spirometria È l’esame chiave: misura la funzionalità polmonare e il grado di ostruzione delle vie aeree, e serve anche per seguire la malattia nel tempo
Test di diffusione del CO (DLCO) Misura quanto efficacemente i gas passano dagli alveoli al sangue: è l’esame che “vede” il danno tipico dell’enfisema e lo distingue dalle altre forme di ostruzione
TAC del torace Ad alta risoluzione, è lo strumento più preciso: visualizza la distruzione alveolare già nelle fasi iniziali, ne definisce tipo e distribuzione e guida le eventuali procedure interventistiche
RX torace Utile negli stadi avanzati (polmoni iperespansi) e per escludere altre patologie
Emogasanalisi arteriosa Un prelievo di sangue arterioso, in genere dal polso, misura ossigeno, anidride carbonica e pH: fotografa la funzionalità respiratoria
Dosaggio dell’alfa-1 antitripsina Esame del sangue che cerca la causa genetica, raccomandato almeno una volta in tutti i pazienti con BPCO
Test del cammino Valuta la tolleranza allo sforzo e monitora l’efficacia della riabilitazione respiratoria

Come si cura l’enfisema polmonare

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Il danno polmonare è in larga parte irreversibile, ma questo non significa che non ci sia nulla da fare: il trattamento riduce i sintomi, previene le riacutizzazioni e rallenta la progressione.

Il primo intervento, il più efficace di tutti, è smettere di fumare: a qualsiasi età e in qualsiasi stadio, ferma il motore della malattia. Su questa base si costruisce la terapia personalizzata:

Trattamento Descrizione
Broncodilatatori inalatori Sono il cardine della terapia: tengono aperte le vie aeree, riducono l’aria intrappolata e alleviano l’affanno
Corticosteroidi inalatori Si aggiungono in pazienti selezionati, soprattutto per prevenire le riacutizzazioni frequenti
Antibiotici Riservati alle riacutizzazioni di origine batterica e alle infezioni come la polmonite
Ossigenoterapia Nei casi avanzati con insufficienza respiratoria, aumenta l’ossigeno nel sangue e nei tessuti e migliora sopravvivenza e qualità di vita
Riabilitazione respiratoria Programma strutturato di esercizio (camminata, cyclette), tecniche di respirazione ed educazione: migliora la resistenza e riduce la dispnea più di quanto ci si aspetti
Valvole endobronchiali Posizionate per via endoscopica, senza tagli, escludono le zone più danneggiate del polmone sgonfiandole, a beneficio del tessuto sano: un’opzione recente per casi selezionati alla TAC
Chirurgia di riduzione polmonare Asporta le porzioni più compromesse per far lavorare meglio il polmone residuo
Trapianto di polmone L’opzione estrema, riservata ai casi più gravi che non rispondono alle altre terapie

Vivere con l’enfisema: i consigli pratici

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Accanto alle terapie, alcune abitudini quotidiane cambiano concretamente la vita con l’enfisema:

  • mantenersi attivi nei limiti delle proprie possibilità (il muscolo allenato consuma meno ossigeno a parità di sforzo),
  • curare l’alimentazione e il peso (sia l’eccesso sia il dimagrimento eccessivo peggiorano il respiro)
  • evitare fumo passivo, smog e aria molto fredda
  • e soprattutto vaccinarsi: antinfluenzale ogni anno, anti-pneumococco e anti-COVID secondo le indicazioni del medico, perché nelle persone con enfisema le infezioni respiratorie sono la prima causa di riacutizzazioni e ricoveri.

La respirazione a labbra socchiuse: è la tecnica più utile da imparare per chi ha l’enfisema, la stessa insegnata nella riabilitazione. Inspira dal naso contando fino a due, poi espira lentamente dalla bocca con le labbra socchiuse – come per soffiare piano su una candela senza spegnerla – contando fino a quattro. La leggera resistenza tiene aperte le vie aeree e aiuta a svuotare l’aria intrappolata: usala durante gli sforzi e nei momenti di affanno per riprendere il controllo del respiro.

Quanto si può vivere con l’enfisema polmonare?

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La speranza di vita con l’enfisema varia in modo significativo da persona a persona. Il criterio principale è la gravità della malattia: quanto più estesa è la distruzione degli alveoli, tanto più la prognosi è severa.

Ma i fattori su cui si può agire pesano moltissimo: smettere di fumare è il singolo intervento più efficace per rallentare la progressione, e l’aderenza continuativa a terapie e riabilitazione migliora qualità e aspettativa di vita. Contano anche le comorbidità – asma, reflusso, malattie cardiovascolari, osteoporosi, ansia e depressione – che vanno riconosciute e trattate insieme alla malattia polmonare. La diagnosi precoce resta il vantaggio più grande: un enfisema intercettato presto, in chi smette di fumare, può restare compatibile con una vita lunga e attiva.