- Cos’è l’Helicobacter pylori
- Come si trasmette l’Helicobacter pylori
- Sintomi: quando sospettare l’infezione
- A che età fare il test e chi dovrebbe farlo
- Come si diagnostica: i test disponibili
- Cura e terapia
- Il controllo post-terapia
- Cosa mangiare e cosa evitare
- Prevenzione
- Domande frequenti
- L’Helicobacter pylori si trasmette con un bacio?
- Quanto dura la cura per l’Helicobacter pylori?
- Quanto costa il Breath Test per l’Helicobacter pylori?
- L’Helicobacter pylori provoca davvero il tumore allo stomaco?
- Si può guarire dall’Helicobacter pylori in modo naturale?
- Dopo la cura ci si può reinfettare?
- Riferimenti
A cura di Cristina Ogliari e Chiara Carrisi
In breve. L’Helicobacter pylori è un batterio che vive nello stomaco e infetta circa metà della popolazione mondiale. Nella maggior parte dei casi è asintomatico, ma può causare gastrite, ulcera peptica e, nel lungo periodo, aumentare il rischio di tumore gastrico. Si diagnostica con il Breath Test (accuratezza ~98%) e si cura con una terapia di antibiotici e inibitori di pompa protonica di 10-14 giorni, efficace nel 90% dei casi. Eradicare il batterio riduce di circa il 36% il rischio di sviluppare tumore allo stomaco.
Cos’è l’Helicobacter pylori
↑ topL’Helicobacter pylori è un batterio in grado di sopravvivere nell’ambiente acido dello stomaco, dove può colonizzare la mucosa gastrica e instaurare uno stato di infiammazione cronica. È uno dei batteri più diffusi al mondo: si stima che infetti circa metà della popolazione globale, con prevalenza più alta nei Paesi in via di sviluppo.
Nella maggior parte dei casi nei soggetti di origine italiana l’H. pylori vive da saprofita e non è pericoloso. Il suo riscontro è spesso occasionale, attraverso esami di controllo o indagini avviate per un’infezione presente in altri familiari. In altre situazioni, però, l’infezione cronica può evolvere e provocare patologie gastriche di diversa gravità, dalla gastrite all’ulcera fino al tumore dello stomaco. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha riconosciuto l’H. pylori come il principale fattore di rischio prevenibile per il tumore gastrico.
Come si trasmette l’Helicobacter pylori
↑ topLa trasmissione del batterio avviene principalmente per via orale, attraverso:
- saliva: ad esempio tramite baci, condivisione di cibo o posate, contatto con la saliva di un bambino infetto
- vomito
- feci, per contatto diretto
- acqua e cibo contaminati: il batterio può sopravvivere in acqua non potabile o contaminata da feci umane o animali. Anche frutta, verdura o carne crude o poco cotte possono essere veicolo di contagio se entrate in contatto con acqua o feci contaminate.
Il contagio tende a verificarsi soprattutto in età pediatrica, in ambito familiare, e l’infezione, se non trattata, può persistere per tutta la vita.
Sintomi: quando sospettare l’infezione
↑ topNella maggior parte dei casi l’infezione da H. pylori è asintomatica. Quando invece compaiono disturbi, possono manifestarsi a livello gastrico o, più raramente, anche al di fuori dell’apparato digerente.
Sintomi gastrici più frequenti
↑ top- bruciore o dolore in corrispondenza della parte alta dello stomaco, spesso a stomaco vuoto o dopo i pasti
- difficoltà nella digestione (dispepsia), con eruttazioni frequenti
- gonfiore addominale e senso di pienezza precoce
- nausea e, in alcuni casi, vomito
- inappetenza
- stanchezza cronica legata alle difficoltà digestive
Segnali indiretti
↑ topAnche in assenza di disturbi gastrici evidenti, alcune condizioni dovrebbero far sospettare la presenza dell’H. pylori:
- anemia da carenza di ferro senza causa apparente
- porpora trombocitopenica idiopatica negli adulti
- familiarità per tumore gastrico o ulcera peptica
- manifestazioni cutanee: orticaria cronica, rosacea, dermatite facciale cronica
L’infezione può inoltre causare ulcere duodenali: l’eventuale sanguinamento, a lungo andare, può a sua volta determinare anemia.
Possibili complicanze
↑ topQuando l’infezione cronica non viene trattata, può favorire lo sviluppo di:
- gastrite cronica e ulcera peptica
- adenocarcinoma gastrico, il tumore dello stomaco più frequente
- linfoma MALT, un raro tumore che interessa il tessuto linfoide della parete dello stomaco
Per questo motivo, in presenza di sintomi persistenti, è importante arrivare tempestivamente alla diagnosi e trattare l’infezione, così da prevenire l’evoluzione verso patologie più gravi.
Prenota l’esame del Breath Test
A che età fare il test e chi dovrebbe farlo
↑ topNon esiste un’età standard a cui sottoporsi al test: la scelta dipende dalla storia clinica del paziente e dalla presenza di sintomi o fattori di rischio.
In presenza di sintomi
↑ topAnche se lievi, se i disturbi gastrici (bruciore, dispepsia, gonfiore, nausea) persistono nel tempo, il test è raccomandato a qualsiasi età.
In assenza di sintomi
↑ topIl test va valutato in presenza di fattori di rischio specifici:
- familiari di primo grado con tumore gastrico
- storia personale di ulcera peptica
- terapia con FANS (antinfiammatori non steroidei) a lungo termine
- anemia da carenza di ferro senza causa apparente
Il ruolo dell’età
↑ top- Sotto i 50-55 anni, in assenza di segnali d’allarme (perdita di peso non spiegata, sanguinamento, vomito persistente, sensazione di arresto del cibo durante la deglutizione), si preferiscono test non invasivi come il Breath Test.
Sopra i 55 anni o in presenza di segnali d’allarme, lo specialista può indicare direttamente una gastroscopia, che consente di osservare la mucosa, eseguire biopsie e ricercare il batterio.
Gli esami del sangue più importanti
Come si diagnostica: i test disponibili
↑ topPer individuare la presenza dell’infezione esistono quattro principali metodiche diagnostiche, ciascuna con vantaggi e limiti specifici.
| Test | Accuratezza | Invasività | Note |
|---|---|---|---|
| Urea Breath Test | ≈ 98% | Non invasivo | Gold standard per la diagnosi e per il controllo post-terapia. Semplice e rapido. |
| Antigene fecale | Media-alta | Non invasivo | Valida alternativa al Breath Test, richiede la raccolta di un campione di feci. |
| Esame del sangue | Media | Non invasivo | Rileva gli anticorpi: non distingue un’infezione attuale da una passata. Non indicato per il controllo dopo la terapia. |
| Gastroscopia con biopsia | Massima | Invasiva | Indicata sopra i 55 anni o in presenza di segnali d’allarme: permette di valutare i danni alla mucosa. |
Il Breath Test in pratica
↑ topIl Breath Test all’urea è considerato il gold standard della diagnosi non invasiva. Il paziente assume una soluzione contenente urea marcata: in presenza dell’H. pylori, il batterio scinde l’urea producendo anidride carbonica marcata, che viene poi rilevata in un campione di aria espirata. L’esame è rapido, indolore e non richiede prelievi né endoscopia.
Il test richiede una preparazione specifica (digiuno, sospensione di inibitori di pompa protonica e antibiotici nei giorni precedenti, regime alimentare nelle 24 ore precedenti). Tutte le indicazioni dettagliate sono disponibili nella pagina dedicata alla prestazione.
Cura e terapia
↑ topQuando l’infezione da H. pylori provoca un’ulcera o quando il paziente deve assumere antinfiammatori non steroidei a lungo termine, è necessario eradicare il batterio. La terapia prevede una combinazione di antibiotici e inibitori di pompa protonica (IPP), farmaci che riducono l’acidità gastrica, da assumere per 10-14 giorni. Se seguita correttamente, la cura è efficace nel 90% dei casi.
Negli ultimi anni l’aumento della resistenza antibiotica ha portato all’adozione di protocolli più articolati. Tra questi, la quadrupla terapia con bismuto, che combina un IPP, due antibiotici e un sale di bismuto, si è dimostrata efficace anche contro i ceppi batterici resistenti ai trattamenti tradizionali. La scelta del protocollo va sempre concordata con lo specialista, sulla base della storia clinica e dei precedenti tentativi di eradicazione.
Negli ultimi anni è emersa anche una possibile connessione tra l’eradicazione dell’H. pylori e un modesto aumento di peso. La rimozione del batterio potrebbe alterare i livelli di leptina, l’ormone che regola appetito e sazietà, favorendo un incremento dell’appetito. Si tratta di un effetto secondario di entità contenuta, che non controindica il trattamento quando questo è clinicamente necessario.
Il controllo post-terapia
↑ topConcludere la terapia non significa avere la certezza dell’eradicazione: per questo è fondamentale verificare l’avvenuta eliminazione del batterio con un test di controllo.
- Quale test eseguire: il Breath Test all’urea è il riferimento. In alternativa si può ricorrere alla ricerca dell’antigene fecale. Il test sierologico non è indicato in questa fase, perché gli anticorpi possono restare positivi a lungo anche dopo l’eradicazione.
- Quando eseguirlo: almeno 4 settimane dopo la fine della terapia antibiotica, dopo aver sospeso eventuali inibitori di pompa protonica per evitare falsi negativi.
In caso di persistenza dell’infezione, lo specialista valuterà un secondo ciclo terapeutico con un protocollo diverso, scelto in base alle resistenze più probabili.
Cosa mangiare e cosa evitare
↑ topPoiché l’H. pylori può infiammare la mucosa gastrica, un’alimentazione adeguata aiuta a ridurre i sintomi e a favorire la guarigione.
Cosa evitare
↑ top- Alimenti che aumentano la secrezione gastrica e irritano la mucosa: caffè (anche decaffeinato), tè, alcol, bevande gassate, spezie piccanti, cibi fritti, alimenti molto grassi o zuccherini, cibi in scatola, insaccati, formaggi stagionati, cibi affumicati.
- Pasti abbondanti: è preferibile suddividere l’alimentazione in pasti piccoli e frequenti, per ridurre il lavoro dello stomaco e prevenire il reflusso.
Cosa mangiare
↑ top- Frutta e verdura: aiutano a neutralizzare l’acidità e apportano vitamine, minerali e fibre.
- Legumi: fonte di proteine, fibre e ferro, importanti per la riparazione dei tessuti.
- Acidi grassi polinsaturi (omega-3 e omega-6): contenuti in pesce azzurro, frutta secca e semi oleosi, hanno proprietà antinfiammatorie.
- Alimenti ricchi di vitamina C e zinco: agrumi, kiwi, peperoni, carne magra e legumi, utili alla riparazione dei tessuti e al sostegno del sistema immunitario.
È utile inoltre masticare lentamente per facilitare la digestione, bere acqua a sufficienza durante la giornata ed evitare il fumo, che irrita la mucosa gastrica e può peggiorare i sintomi.
Prevenzione
↑ topIdentificare e trattare l’H. pylori rappresenta una delle strategie di prevenzione più efficaci nei confronti del tumore gastrico. Secondo l’IARC, l’eradicazione del batterio nelle popolazioni a rischio riduce di circa il 36% l’incidenza del cancro allo stomaco.
Sul piano quotidiano, le principali misure preventive riguardano l’igiene e l’alimentazione:
- igiene delle mani accurata e costante, soprattutto prima della preparazione dei pasti e dopo l’uso dei servizi igienici
- attenzione alla preparazione dei cibi: una dieta attenta prevede di lavare bene frutta e verdura e cuocere adeguatamente carne e pesce
- uso di acqua potabile, soprattutto durante viaggi in Paesi in via di sviluppo
- evitare la condivisione di posate, bicchieri e spazzolini all’interno del nucleo familiare, soprattutto in presenza di un soggetto infetto
Domande frequenti
↑ topL’Helicobacter pylori si trasmette con un bacio?
↑ topSì, il batterio può trasmettersi attraverso la saliva, anche con un bacio. La trasmissione resta però più frequente in ambito familiare e in età pediatrica, attraverso il contatto ravvicinato e prolungato.
Quanto dura la cura per l’Helicobacter pylori?
↑ topLa terapia standard dura 10-14 giorni e combina antibiotici e inibitori di pompa protonica. L’efficacia, se la terapia viene seguita correttamente, è di circa il 90%.
Quanto costa il Breath Test per l’Helicobacter pylori?
↑ topAl Santagostino il Breath Test all’urea per la diagnosi dell’Helicobacter pylori ha un costo a partire da 60 euro. Il prezzo minimo indicato può variare in alcune città. È possibile consultare il listino aggiornato e prenotare l’esame online.
L’Helicobacter pylori provoca davvero il tumore allo stomaco?
↑ topL’H. pylori è classificato dall’IARC come agente cancerogeno di classe 1 ed è il principale fattore di rischio prevenibile per l’adenocarcinoma gastrico e per il linfoma MALT. Questo non significa che chi è infetto svilupperà un tumore: il rischio dipende da molti fattori (durata dell’infezione, ceppo batterico, alimentazione, fumo, predisposizione genetica). Eradicare il batterio riduce significativamente il rischio.
Si può guarire dall’Helicobacter pylori in modo naturale?
↑ topNo. Non esistono evidenze scientifiche che dimostrino l’eradicazione dell’H. pylori con rimedi naturali, integratori o cambiamenti alimentari. L’unico trattamento efficace è quello farmacologico, basato su antibiotici e inibitori di pompa protonica. Una corretta alimentazione può aiutare a contenere i sintomi, ma non sostituisce la terapia.
Dopo la cura ci si può reinfettare?
↑ topSì, ma è raro nei Paesi a basso rischio come l’Italia. La probabilità di reinfezione nell’adulto si stima inferiore all’1-2% all’anno. Restano valide le buone pratiche igieniche di prevenzione.
Riferimenti
↑ top- International Agency for Research on Cancer (IARC, WHO), Population-based Helicobacter pylori screen-and-treat strategies for gastric cancer prevention, 2025.
- Malfertheiner P. et al., Management of Helicobacter pylori infection: the Maastricht VI/Florence Consensus Report, Gut, 2022.