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Acne rosacea. Cause e rimedi

A cura di
Silvia
Marchetti

L’acne rosacea, malattia cronica della pelle, si caratterizza per l’arrossamento soprattutto sul volto. In questo articolo la dermatologa del Centro Medico Santagostino fornisce consigli e indicazioni.

Come si fa a capire se è acne rosacea?

L’acne rosacea, chiamata anche solo rosacea oppure couperose, è una dermatosi, ovvero una malattia infiammatoria cronica della pelle. Colpisce in prevalenza la zona centrale del viso: fronte, naso e guance. Può comparire in forma lieve, o anche in forme più importanti, e si sviluppa attraverso quattro stadi.

Si parte dalle teleangectasie, ovvero delle forme di dilatazione dei vasi capillari in superficie. Il secondo stadio è dato dalla couperose, quindi da una dilatazione dei vasi capillari, in maggiore profondità. Nel terzo stadio la pelle del viso risulta arrossata e presenta papule e pustole. Nel quarto stadio, poi, il paziente patisce un ispessimento della pelle, decisamente evidente quando interessa il naso. Si parla allora di rinofima.

Un sottotipo di acne rosacea è quindi la rosacea fimatosa. Si distingue per un aumento di tessuto connettivo e delle ghiandole sebacee. Può interessare il mento, le palpebre, le orecchie e la fronte. In alcune manifestazioni cliniche, la rosacea si associa a dermatite seborroica, con un interessamento di cuoio capelluto e viso, determinando la formazione di squame.

Nei casi più gravi, la rosacea può causare anche manifestazioni oculari, com’è il caso della blefarocongiuntivite, della rosacea oculare, fino a sfociare in cheratite. L’acne rosacea viene differenziata sia per l’età d’insorgenza, sia per l’assenza di comedoni, volgarmente definiti punti neri e presenti nei casi di acne.

Diffusione dell’acne rosacea

Non c’è concordanza sull’incidenza di questo particolare tipo di dermatosi cronica. La prevalenza oscilla infatti tra lo 0,09% e il 20% della popolazione, con una incidenza di 1,65 persone su 1.000. È al contrario evidente una prevalenza femminile e in età da menopausa, laddove gli uomini risultano avere una sintomatologia più severa. È stato notato come spesso all’interno dello stesso nucleo familiare ne siano affetti più componenti.

L’insorgenza dell’acne rosacea viene collocata tra i 20 e i 30 anni, mentre è più raro un esordio nell’età puberale e oppure post puberale. L’incidenza aumenta quando il soggetto è un fumatore o quando ha carnagione e capelli di colore chiaro. Quando la persona affetta da rosacea è una donna, l’età d’esordio può collocarsi intorno ai 50 anni.

Eziologia

Attualmente non si conoscono le cause che determinano l’insorgenza della rosacea. Esistono tuttavia alcune ipotesi. Si considera possibile l’origine vascolare di questa patologia, si fa riferimento a una probabile predisposizione genetica e a potenziali cause di tipo ambientale.

Tra gli altri fattori considerati predisponenti:

  • la tendenza ad arrossire con facilità, specie come conseguenza di fattori emotivi quali ansia, paura, eccitazione
  • fattori esterni quali freddo, caldo, luce solare
  • fattori fisiologici, assunzione di alcolici o cibi piccanti, digestione, vampate dovute alla menopausa
  • assunzione di farmaci specifici (alcuni tipi di antipertensivi e vasodilatatori), che scatenano o peggiorano il quadro clinico.

Infine si può prendere in considerazione un batterio: l’helicobacter pylori. Si trova nella mucosa dello stomaco e attraverso il suo metabolismo produce, tra le altre sostanze, i nitrati. L’ossido nitrico, formato grazie a questi nitrati, risulta essere un forte vasodilatatore.

Come trattare l’acne rosacea?

È bene affermare che non esiste una cura definitiva per la rosacea. Si deve piuttosto parlare di trattamenti che, nel medio e lungo termine, risultano essere efficaci. Tra questi, si indicano i trattamenti farmacologici.

I trattamenti farmacologici prevedono l’assunzione orale di antibiotici quali la tretraciclina e la minociclina. Per le applicazioni topiche, le zone interessate dovrebbero essere trattate con creme a base di metronidazolo, che svolge una funzione antibatterica: toglie di mezzo i microorganismi che sono alla base di infezioni a carico della pelle, dell’apparato digerente e di quello riproduttivo.

L’acido azelaico, presente nell’olio d’oliva, nella segale, nel frumento e nell’orzo, viene adottato come principio per le sue proprietà antinfiammatorie.

I corticosteroidi topici sono al contrario soggetti a controindicazione, soprattutto i fluorurati. Anche se inizialmente sembrano ridurre lo stato infiammatorio, a loro volta possono rivelarsi causa della rosacea. Nel caso di una terapia farmacologica, il miglioramento è visibile intorno alle quattro settimane dall’avvio del trattamento.

Nelle forme più gravi di teleagectasie e di rinofima, qualora non dovessero rispondere positivamente ad alcun trattamento farmacologico, si ricorre alla chirurgia. Gli interventi più idonei sono:

  • la dermoabrasione
  • il laser
  • l’elettrocoagulazione.

Comportamenti da adottare ed evitare

Aldilà dei possibili trattamenti medici in corso, di tipo farmacologico o chirurgico, il soggetto può adottare dei comportamenti che contribuiscono al miglioramento della sintomatologia, evitando comunque il rischio di aggravare il quadro.

Si consiglia l’uso di:

  • creme protettive contro i raggi UV. Nello specifico, il fattore di protezione più indicato dovrebbe essere almeno 15, e la crema scelta dovrebbe essere resistente all’acqua. I filtri più idonei dovrebbero bloccare i raggi UVB e UVA, dal momento che non è ancora chiaro quale tra questi due tipi di raggi sia un fattore scatenante
  • creme idratanti da applicare sulle zone esposte a temperature rigide e al vento
  • prodotti cosmetici che siano privi di profumo
  • make up coprente di colore verde. In questo modo l’aspetto eritematoso della pelle può essere coperto
    acqua tiepida per la detersione della pelle, ricordandosi sempre di evitare lo sfregamento.

Al contrario si sconsigliano prodotti cosmetici che contengano delle sostanze irritanti, almeno in potenza. Sostanze quali mentolo, eucaliptolo, alcool, benzoilperossido e amamelide.

Il ruolo dell’alimentazione nell’acne rosacea

Non è possibile definire una dieta ritagliata su misura per chi soffre di acne rosacea. Esistono in ogni caso delle abitudini alimentari che dovrebbero portare a eliminare alcuni cibi e a integrare nella propria alimentazione alcuni tipi specifici di cibi.

Sarebbe opportuno evitare cibi che potrebbero causare l’arrossamento del viso quali alimenti speziati oppure piccanti e bevande calde. Cioccolato, caffè e dovrebbero essere allontanate dal regime alimentare, così come i fritti, le bevande e i dolci industriali. I cibi lievitati insieme a peperoni, melanzane e pomodori dovrebbero essere sospesi, così come i latticini.

Un’alimentazione consapevole ed equilibrata prevede l’assunzione di alimenti che presentano una buona quantità di vitamine, omega 3, proteine e antiossidanti.

L’acne rosacea è una condizione cronica, che tende dunque alla recidiva. L’adozione di comportamenti di prevenzione, sia nell’igiene che nella cura del corpo, come nell’alimentazione e nella prevenzione, è sempre consigliabile. E il ricorrere ad una visita specialistica è sempre indicato.