Ozonoterapia, cos’è?
L'ozonoterapia è un trattamento medico minimamente invasivo che sfrutta le proprietà chimiche dell'ozono per esercitare un'azione antinfiammatoria, analgesica e rigenerativa sui tessuti del corpo.
In ambito medico, l'ozonoterapia viene impiegata principalmente nel trattamento del dolore cronico associato a patologie della colonna vertebrale, come l'ernia del disco e le protrusioni discali, e in alcune condizioni specifiche come l'artrosi.
L'ossigeno ozonoterapia non sostituisce i farmaci tradizionali né l'intervento chirurgico, ma può integrarli efficacemente, spesso permettendo di posticipare o evitare soluzioni più invasive. Agisce sui globuli rossi migliorandone la deformabilità, favorisce l'apporto di ossigeno ai tessuti e riduce le citochine pro infiammatorie. Le controindicazioni assolute esistono, ma sono circoscritte, e gli effetti collaterali sono generalmente lievi e transitori.
Cos’è l’ozono medicale? Benefici e vantaggi
L’ozono medicale è un gas prodotto da generatori certificati che trasformano una quota di ossigeno puro in ozono. Il risultato è una miscela con concentrazioni che possono essere regolate dal medico. Le sue proprietà dipendono dalla dose somministrata e dalla via di somministrazione.
L’ozono medicale rispetta standard ben precisi: le concentrazioni devono rispettare le dosi raccomandate, dal momento che quantità troppo elevate possono risultare irritanti o dannose. In ambito sanitario è utilizzato per
- riduzione delle sostanze pro infiammatorie responsabili del dolore cronico
- miglioramento dell'apporto di ossigeno ai tessuti ischemici o ipossici
- aumento della flessibilità dei globuli rossi, con benefici sulla microcircolazione
- stimolazione della produzione di fattori di crescita e rigenerazione tissutale
- effetto analgesico diretto sui recettori del dolore a livello discale e articolare.
A cosa serve l’ozonoterapia?
L’ozonoterapia viene spesso impiegata come terapia complementare nei casi di dolore cronico, disturbi articolari, problematiche vascolari o alterazioni dei tessuti molli. I principali obiettivi per cui viene somministrata sono:
- ridurre infiammazione e dolore
- migliorare l’ossigenazione dei tessuti
- ridurre l’accumulo di radicali liberi
- aiutare il metabolismo cellulare
- favorire un recupero più rapido dopo traumi o sovraccarichi.
In molti casi, gli effetti benefici si osservano già dopo alcuni trattamenti, soprattutto quando la terapia viene integrata a fisioterapia o a protocolli riabilitativi personalizzati.
Quando svolgere l'ozonoterapia?
L'ozonoterapia è indicata quando il dolore muscolo-scheletrico non risponde adeguatamente ai farmaci tradizionali o alla fisioterapia, e si vuole evitare o rimandare un intervento chirurgico.
Il trattamento è poi indicato quando le terapie conservative di primo livello si sono rivelate insufficienti o esistono controindicazioni all'uso prolungato di antinfiammatori. È utile anche nel recupero post-operatorio della colonna vertebrale.
Quali condizioni possono essere trattate?
Può essere integrato nel percorso terapeutico quando sintomi e condizioni specifiche lo richiedono. I casi più comuni di applicazione sono:
- dolori cronici di origine articolare o muscoloscheletrica
- ernia del disco o protrusione con compressione nervosa
- lombalgia o cervicalgia persistente
- artrosi in diverse sedi articolari
- tendinopatie o infiammazioni di tipo periarticolare
- scarsa ossigenazione dei tessuti o rallentamento dei processi di recupero
- ulcere cutanee o difficoltà di cicatrizzazione
- ulcere gastriche in protocolli specifici e sempre sotto stretto controllo medico
- disturbi del microcircolo
- sclerosi multipla, grazie alla sua azione antidolorifica, antinfiammatoria e di supporto all’ossigenazione dei tessuti
- dolore post-operatorio o esiti di interventi chirurgici ortopedici o vertebrali.
L’ozonoterapia viene poi utilizzata quando si desidera un intervento a basso impatto, capace di aiutare la riduzione dell’infiammazione, senza sostituire le terapie fondamentali. Ma coadiuvandole.
Come si svolge una seduta di ozonoterapia?
Una seduta di ozonoterapia si svolge in ambulatorio, dura pochi minuti e non richiede sedazione: la miscela di ossigeno e ozono viene somministrata tramite infiltrazione nella sede anatomica indicata.
L'ozono viene prodotto al momento della seduta da un apposito generatore certificato, a una concentrazione calibrata in base alla patologia da trattare. Il paziente può avvertire una lieve sensazione di bruciore nel momento dell'iniezione, che si risolve in pochi minuti. Al termine è sufficiente restare sdraiati per 5-10 minuti.
Modalità di somministrazione
La miscela di ossigeno e ozono può essere somministrata attraverso diverse vie, scelte dallo specialista in base alla patologia da trattare e alla sede anatomica interessata.
Le principali modalità di somministrazione impiegate in ambito medico sono:
- intramuscolare: la miscela gassosa viene iniettata direttamente nel muscolo paravertebrale, nella sede del segmento doloroso. È la via più utilizzata nelle patologie lombari da ernia del disco e discopatia
- sottocutanea: l'iniezione avviene nel tessuto sottocutaneo lungo il decorso del dolore, con aghi di piccolo calibro. È indicata nelle ernie cervicali, nelle contratture e per trattare il dolore radicolare irradiato agli arti
- autoemotrasfusione (grande autoemoterapia): consiste nel prelievo di una quantità di sangue venoso del paziente, che viene trattato con una miscela di ossigeno e ozono e successivamente reinfuso per via endovenosa.
- intra-articolare: la miscela viene infiltrata direttamente all'interno della cavità articolare. È la via di elezione per le patologie degenerative come l'artrosi di ginocchio, anca e spalla
- rettale: la somministrazione avviene per insufflazione transrettale. È una via sistemica, utilizzata in determinati protocolli per migliorare l'apporto di ossigeno ai tessuti in modo diffuso.
Ogni tecnica ha indicazioni, vantaggi e limiti. L’ozonoterapia deve essere praticata da professionisti formati, perché un impiego scorretto delle concentrazioni può ridurne l’efficacia o causare irritazione.
Quante sedute sono necessarie?
Il numero di sedute varia in genere da 6 a 10, con cadenza settimanale o bisettimanale, e dipende dalla patologia trattata e dalla risposta individuale del paziente.
Nelle discopatie e nelle ernie del disco il ciclo standard prevede circa 8-10 sedute; nelle patologie articolari il numero può essere inferiore. I benefici si manifestano progressivamente: alcuni pazienti migliorano già nelle prime sedute, altri completano l'intero ciclo. Lo specialista può modulare il programma in base alla risposta clinica.
Quali sono i rischi dell'ozonoterapia?
L'ozonoterapia è considerata una procedura sicura se eseguita da personale specializzato con apparecchiature certificate: gli effetti collaterali sono generalmente lievi, localizzati e transitori.
I rischi più comuni segnalati sono:
- lieve dolore o bruciore nella sede dell'infiltrazione, che si risolve spontaneamente
- eritema locale o piccolo ematoma nella zona trattata
- cefalea transitoria, più frequente nelle somministrazioni sistemiche
- riacutizzazione temporanea del dolore nelle prime 24-48 ore dopo la seduta.
Effetti avversi gravi sono rari: il rischio principale è l'embolismo gassoso, evento eccezionale se la procedura è eseguita correttamente da personale formato.
Controindicazioni
Le controindicazioni assolute all'ozonoterapia sono limitate ma devono essere sempre valutate dallo specialista prima di avviare il trattamento: la gravidanza e il favismo rappresentano le principali.
L'ozonoterapia è controindicata nei seguenti casi:
- gravidanza, per assenza di dati di sicurezza sul feto
- favismo (deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi), poiché l'ozono può indurre emolisi
- ipertiroidismo non controllato, nelle somministrazioni sistemiche
- gravi patologie cardiovascolari instabili
- allergia documentata all'ozono, rara
- terapia anticoagulante in corso, che può aumentare il rischio di ematoma nella sede di iniezione.
In tutti gli altri casi il trattamento può essere valutato anche in pazienti anziani, fragili o con patologie croniche concomitanti, purché in un contesto di valutazione specialistica completa.