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La spirale

Tutto quello che c'è da sapere sulla spirale. Come si usa, chi può usarla, come si rimuove e quali controindicazioni ha uno dei metodi contraccettivi più usati

Che cos'è la spirale?

La spirale anticoncezionale, anche detta IUD, è un contraccettivo intrauterino costituito da un piccolo dispositivo di materiale plastico, il polietilene, della grandezza di due o tre centimetri, generalmente a forma di T o di àncora capovolta. Allo stelo centrale è avvolto un filamento di rame o di rame e argento oppure un piccolo serbatoio che libera progesterone una volta inserito all'interno dell'utero.

È stata inventata agli inizi del secolo scorso per prevenire le gravidanze indesiderate, ma il suo utilizzo è cresciuto a partire dagli anni '50, proprio con il diffondersi e l'impiego delle materie plastiche.

Negli anni '70 venne aggiunto il rame, mentre negli anni '90 si è aggiunto il levonorgestrel, lo stesso ormone progestinico contenuto nella pillola anticoncezionale. Tali aggiunte e la riduzione delle dimensioni ne hanno aumentato la sicurezza contraccettiva (vicina al 100%) e la tollerabilità.

Quanto è diffusa la spirale?

La spirale è il contraccettivo più usato al di fuori dell'Europa: l'80% delle utilizzatrici del mondo si trova in Asia, mentre in Europa lo usa dal 30% al 10% delle donne, nelle varie nazioni. Ultimamente, vari ginecologi italiani si oppongono all'inserimento per motivi medico legali.

Uno dei principali ostacoli alla diffusione dello IUD tra le giovani donne, in particolare tra le nullipare, è il timore della compromissione della fertilità futura correlato a un ipotetico aumento di rischio di sviluppare infezioni pelviche: questo timore non è supportato da prove.

Al contrario, proprio nel gruppo delle donne più giovani, nella quali è frequente l'abbandono o l'uso inappropriato della contraccezione orale combinata classica, gli IUD hanno dimostrato elevata efficacia contraccettiva.

Quali tipi di spirale ci sono e qual è il meccanismo d'azione?

Attualmente sono due i tipi di dispositivo intrauterino disponibili:

  • IUD al rame: la sua presenza altera la parete interna dell'utero (endometrio), con la quale è in contatto, rendendola inadatta all'annidamento dell'uovo fecondato. Inoltre esercita azione tossica sugli spermatozoi, riducendo la lora capacità fecondante.

  • IUD al levonorgestrel: ha un'azione sia sull'endometrio che sugli spermatozoi. La presenza di levonorgestrel, che è lo stesso progestinico contenuto nella pillola contraccettiva, riduce il flusso mestruale.

Quanto costa l'inserimento della spirale? 

Il costo degli ultimi IUD al rame non supera i 100 euro. I costi dello IUD al levonorgestrel, invece, possono anche raddoppiare.

Chi può usare e chi non può mettere la spirale?

Secondo le ultime indicazioni contenute nel documento pubblicato dalla Who (2009), tutte le donne, indipendentemente dall'età e dal fatto che abbiano o meno avuto gravidanze in precedenza, possono usare la spirale.

Rispetto ad altri metodi contraccettivi, può essere una soluzione vantaggiosa per la protezione durante i rapporti sessuali anche per le donne nullipare e adolescenti, per l'indubbio vantaggio legato:

  1. all'elevata efficacia
  2. all'uso prolungato nel tempo
  3. al basso costo
  4. alla facilità d'utilizzo dopo l'applicazione.

Può essere l'anticoncezionale di scelta nei casi in cui esistano controindicazioni all'uso della pillola, come il diabete con complicanze vascolari o alterazioni complesse della coagulazione. Può essere applicata durante l'allattamento e al termine di un intervento di interruzione di gravidanza.

Come si inserisce e come si rimuove la spirale?

Prima dell'inserimento della spirale, il ginecologo deve informarsi sulla salute generale e ginecologica della donna. Lo specialista esegue una visita e valuta il pap test più recente fatto dalla paziente. Eventualmente può essere utile fare un tampone vaginale, per escludere la presenza di malattie a trasmissione sessuale

Sempre in ambulatorio, il ginecologo inserisce la spirale all'interno dell'utero, rispettando i canoni di sterilità e sicurezza.

La spirale si inserisce preferibilmente durante i giorni di flusso mestruale per due motivi:

  • per essere certi che la donna non sia incinta
  • perché gli orifizi uterini sono più aperti, specie nelle donne che non hanno avuto figli. In questo modo si esegue il corretto posizionamento della spirale minimizzano anche i rischi di arrecare dolore nell’inserimento nell’utero, che talvolta può causare qualche crampo di lieve intensità.

La spirale può durare fino a 5 anni, ma è opportuno un controllo dopo la prima mestruazione, perché, nel primo mese dall'inserimento, il rischio di un'espulsione spontanea della spirale è più elevato. La spirale può essere rimossa sia durante la fase mestruale che in qualsiasi altro momento. Dopo la rimozione dello IUD, il ritorno alla fertilità è immediato.

Quanto fa male mettere la spirale?

Come anticipato, l'inserimento dello IUD può causare qualche crampo e dolore di lieve intensità. Talvolta il fastidio può essere più marcato, soprattutto nel corso della giornata successiva al suo inserimento.

Ci sono effetti collaterali e controindicazioni con l’uso della spirale?

Effetti collaterali possono verificarsi come alterazioni del flusso mestruale (sanguinamenti tra una mestruazione e l'altra, aumento del flusso mestruale o assenza di mestruazioni se si è inserito uno IUD medicato). Tali alterazioni sono per lo più reversibili e di scarsa importanza clinica.

Il rischio di gravidanza extrauterina non è aumentato dalla presenza della spirale: semplicemente lo IUD non protegge da questo tipo di gravidanze, al contrario della pillola.

Quanto al rischio di malattia infiammatoria pelvica, cioè di infiammazioni importanti di utero, tube e ovaie, i dati degli ultimi 20 anni dimostrano come il rischio sia molto basso dopo l'inserimento dello IUD. Il rischio di malattia infiammatoria pelvica è comunque più alto nel primo mese di inserimento ed è influenzato dalla procedura di applicazione.

Non esistono rischi di dislocazione o di espulsione dovuti all'esecuzione della risonanza magnetica.

Inoltre, ogni donna vive una situazione fisiologica differente, pertanto è necessario che eventuali controindicazioni vadano valutate direttamente con il ginecologo. In base alle linee guida vigenti, le controindicazioni possono essere distinte fra assolute e relative e comprendere alcune condizioni come:

  • Gravidanza in atto  
  • Sospetta neoplasia uterina  
  • Infiammazione pelvica in atto o negli ultimi tre mesi
  • Immunosoppressione cronica  
  • Anomalia uterina nota o sospetta che deforma la cavità, inclusi i fibromi  
  • Grave anemia
  • Allergia al rame
  • Infezioni Sessualmente Trasmesse non trattate
  • Endometriosi
  • Dismenorrea grave
  • Cardiopatie valvolari 

BIBLIOGRAFIA

  • Linee guida italiane sull'efficacia e l'uso appropriato della contraccezione intrauterina. SIGO AOGOI,AOGUI.
  • United Nations Department of Economic and Social Affairs, Population Division. World contraceptive use 2012. 
  • Worlwide use of intrauterine contraception: a review. Contraception 2014;89: 162-73;
  • World Health Organitation, Medical eligibility criteria for contraceptive use, 2010