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L’indigestione (o dispepsia)


L'indigestione, anche nota come dispepsia, è una sensazione di malessere gastrico o addominale che solitamente insorge dopo l’ingestione di cibo.

Come si manifesta l’indigestione

Una digestione inadeguata o alterata del cibo nel canale alimentare, può essere la causa di sintomi avvertiti soprattutto nel tratto gastroenterico superiore. La cattiva digestione si manifesta dopo aver mangiato, con disturbi quali ad esempio:

·   Dolore e gonfiore addominale

·   Bruciore allo stomaco o pirosi, che si tratta di un bruciore retrosternale di solito dovuto a un reflusso di acido gastrico nell’esofago accompagnato da una sensazione di sapore acido in bocca che si ha quando si accumulano i succhi gastrici

·   Acidità gastrica

·   Meteorismo, causato da una notevole dilatazione della parete addominale prodotta dall’accumulo di gas nella cavità peritoneale o in una porzione del tubo gastroenterico

·   Nausea

Oltre a quelli citati, si possono presentare anche brividi con sensazione di freddo, sudore e mal di testa.

Come si manifesta l’indigestione

Una digestione inadeguata o alterata del cibo nel canale alimentare, può essere la causa di sintomi avvertiti soprattutto nel tratto gastroenterico superiore. La cattiva digestione si manifesta dopo aver mangiato, con disturbi quali ad esempio:

·   Dolore e gonfiore addominale

·   Bruciore allo stomaco o pirosi, che si tratta di un bruciore retrosternale di solito dovuto a un reflusso di acido gastrico nell’esofago accompagnato da una sensazione di sapore acido in bocca che si ha quando si accumulano i succhi gastrici

·   Acidità gastrica

·   Meteorismo, causato da una notevole dilatazione della parete addominale prodotta dall’accumulo di gas nella cavità peritoneale o in una porzione del tubo gastroenterico

·   Nausea

Oltre a quelli citati, si possono presentare anche brividi con sensazione di freddo, sudore e mal di testa.

Cosa fare in caso di cattiva digestione

Se l’indigestione compare occasionalmente è preferibile confrontarsi con un farmacista e assumere farmaci da banco per favorire la digestione e ridurre così l’acidità gastrica e il senso di pesantezza.

Se questo fenomeno diventa invece costante o si ripresenta frequentemente, cioè più di due o tre volte al mese, è necessario consultare il medico per individuare la cura più adatta a ogni singolo paziente.

Considerando che la maggior parte delle indigestioni sono causate da un’alimentazione errata, sarà sufficiente mangiare cibi meno pesanti, in minori quantità, seguire uno stile di vita più sano a tavola e rimanere idratati.

Qualora non si dovesse riscontrare una causa riferibile a questi aspetti, è necessario prendere in considerazione la possibilità di un trattamento psicologico o psico-comportamentale in modo da modificare il proprio stile di vita e affrontare eventuali tensioni che interferiscono con il processo digestivo.

Quanto tempo può durare una indigestione

I primi sintomi di una indigestione possono apparire già un’ora dopo il pasto e in linea di massima persistere per circa due o tre ore, a seconda dei cibi che sono stati consumati, fino a scomparire gradualmente.

Cosa mangiare se non si digerisce bene

È necessario non ingerire ulteriore cibo nel momento in cui si iniziano a percepire i primi sintomi, ma è fondamentale permettere lo svuotamento gastrico in modo tale da non peggiorare ulteriormente i sintomi.

Indigestione durante la gravidanza

Uno dei sintomi più diffusi durante la gravidanza è proprio la dispepsia. Questo accade perché i cambiamenti ormonali e fisici che le donne hanno in questo periodo della loro vita, sono le cause principali di questo disagio. La probabilità di indigestione in una donna incinta aumenta a partire dalla ventisettesima settimana di gestazione e anche la frequenza di tali eventi aumenta con l’avvicinarsi del terzo trimestre.

Questa condizione non è assolutamente pericolosa per il bambino, anche se risulta poco piacevole per la madre.

L’indigestione nei bambini

La dispepsia nella prima infanzia può essere quantitativa (dovuta a ipo- o iperalimentazione) o qualitativa (eccesso di carboidrati o di proteine), primitiva, secondaria o parentale, caratterizzata da arresto o diminuzione del peso, spesso vomito, diarrea verdastra o giallastra (8-10 o più scariche al dì), con muco più o meno abbondante e numerosi grumi biancastri.

Nella prima infanzia, la dispepsia si divide in:

·      Dispepsia acida, è la dispepsia che si ha nel bambino allattato al seno o artificialmente dovuta a prevalenza di processi fermentativi

·      Dispepsia alcalina, è quella dovuta a un eccesso di sostanze proteiche con prevalenza di processi putrefattivi. Possono associarsi febbre modica (38-38,5°C) e addome meteorico o dolente