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Diabete in gravidanza

Il diabete in gravidanza, se non diagnosticato e non trattato, comporta rischi rilevanti per la madre e alterazioni della crescita fetale. Per questo la prevenzione gioca un ruolo fondamentale, anche attraverso il test da carico orale.

Che cos’è il diabete in gravidanza?

Il diabete è una malattia metabolica cronica che provoca un aumento dei valori di glicemia (glucosio nel sangue) rispetto ai livelli normali; coinvolge un italiano su dodici. Vi è però una forma di diabete forse meno conosciuta rispetto a quelle di tipo 1 e 2: il diabete gestazionale (DMG).

Si sviluppa il diabete gestazionale quando, in seguito ai cambiamenti ormonali portati dalla gravidanza, le cellule rispondono meno all’azione dell’insulina, causando un incremento dei livelli di glicemia.

Il DMG può essere presente nel 18% delle donne in stato di gravidanza.

Cosa comporta il diabete in gravidanza?

Il DMG, anche nelle sue forme lievi, se non diagnosticato e quindi non trattato, comporta rischi rilevanti per la madre e alterazioni della crescita fetale come:

  • Crescita eccessiva del feto, che può causare il ricorso a un parto cesareo o indotto
  • Polidramniosi (eccessiva quantità di liquido amniotico attorno al feto), che può portare a problemi durante il parto o a un travaglio precoce
  • Nascita prematura
  • Ipertensione
  • Ipoglicemia o ittero nel neonato dopo la nascita
  • Aborto

È quindi importante per le donne in gravidanza il controllo della glicemia: molto spesso, grazie a questo semplice test, non solo si può identificare subito il rischio di DMG, ma si può addirittura far venire allo scoperto una pregressa situazione di diabete di cui non si era a conoscenza.

La necessità dello screening per il DMG si basa sulla valutazione dei fattori di rischio specifici e si svolge generalmente fra la ventiquattresima e la ventottesima settimana di gestazione.

Diabete in gravidanza: sintomi e fattori di rischio

I sintomi del diabete gestazionale sono spesso poco evidenti o assenti. Talvolta possono presentarsi nella donna gravida manifestazioni tipiche della glicemia alta, quali:

  • Sete ricorrente
  • Necessità di urinare frequentemente
  • Nausea e vomito
  • Bocca asciutta
  • Stanchezza
  • Infezioni urinarie
  • Offuscamento della vista

Tra i fattori di rischio principali, vi sono:

  • Presenza di familiari di primo grado affetti da diabete
  • Macrosomia fetale in gravidanze pregresse
  • Precedente diagnosi di DMG
  • Obesità o sovrappeso
  • Età uguale o superiore ai 35 anni
  • Appartenenza ad etnie ad alto rischio (Medio Oriente, Asia meridionale, Caraibi)

Vista l’alta probabilità di sviluppare la malattia in forma asintomatica o con una sintomatologia poco accentuata, il modo più indicato per accertare la presenza del diabete in gravidanza è quella di effettuare un controllo diagnostico.

Quando e come si effettua il test?

Il test di screening utilizzato per la diagnosi del diabete gestazionale prevede l'esecuzione di una curva da carico di glucosio, che consiste nella somministrazione di una soluzione formata da 75g di glucosio sciolti in 300 cc di acqua. Viene misurata poi la glicemia ad intervalli di tempo differenti e se questa supera determinati valori (vedi tabella) si pone la diagnosi di DMG.

Tempi                 Glicemia su plasma venoso (mg/dl)
0 min.                  92
1 ora                    180
2 ore                    153
 

In alcuni casi questo test viene prescritto in una fase più precoce della gravidanza, cioè fra la sedicesima e la diciottesima settimana: devono sottoporsi al test in questo periodo le donne con alti fattori di rischio (come una precedente diagnosi di DMG). Il test dovrà comunque essere ripetuto alla ventiquattresima/ventottesima settimana di gravidanza.

Come si cura il diabete gestazionale?

In caso di DMG, l'uso domiciliare di un glucometro permetterà di controllare le glicemie con regolarità.

Una volta posta la diagnosi di DMG, sarà la specialista a impostare il follow-up più adeguato.                      

Il primo passo è quello dell'attenzione all'alimentazione durante la gravidanza. Meglio escludere quindi zuccheri semplici come miele, dolci e marmellate. La frutta, il riso, il pane e la pasta si possono consumare, ma le dosi vanno strettamente regolamentate. Sono particolarmente indicati cibi a basso tasso glicemico, come cereali integrali e legumi, e alimenti ricchi di proteine. 

Altro punto fondamentale per contrastare i picchi glicemici è il movimento. Può bastare una semplice passeggiata di 20-30 minuti o, in alternativa, dell’attività fisica di intensità moderata o il nuoto. 

Purtroppo vi sono casi in cui dieta e movimento non bastano a risolvere la situazione e bisogna ricorrere all’assunzione di metformina in compresse o a una terapia insulinica. Gli schemi di somministrazione vengono personalizzati a seconda della situazione della paziente nei diversi momenti della giornata.

Dopo il parto?

È importante prevedere un follow-up tramite la ripetizione della curva anche al termine della gravidanza, dopo circa sei-otto settimane dal parto, che purtroppo viene eseguita solamente dal 30-40% delle pazienti.

Questo rappresenta un'opportunità sprecata per la prevenzione del diabete tipo 2, della sindrome metabolica e delle complicanze cardiovascolari.

Quando anche i valori di glucosio si mantengono normali, è importante ripetere il test con cadenza annuale, con particolare attenzione qualora si stia cercando una seconda gravidanza. Il rischio di sviluppare il diabete gestazionale nel corso di una nuova gravidanza è infatti molto elevato, pari a circa il 90%. 

Prevenzione del diabete gestazionale

L'aumentata prevalenza del DMG in tutte le nazioni del mondo ha posto l'accento sull'importanza della prevenzione.

Un numero crescente di donne inizia la gravidanza in condizione di obesità o in età avanzata contribuendo al significativo incremento della prevalenza di DMG: è stato dimostrato come la dieta, uno stile di vita sano e l'utilizzo di supplementi nutrizionali possano dare grandi benefici e contribuire alla riduzione del rischio di diabete gestazionale.