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Pubblicato inPatologie

Glucosio, cos’è e perché fare l’esame

Il glucosio è un monosaccaride che agisce come esclusiva fonte energetica di cervello e sistema nervoso. Le analisi del glucosio misurano i livelli di zucchero nel sangue.

glucosio

Il glucosio è lo zucchero semplice che l’organismo usa come principale fonte di energia; la glicemia è la sua concentrazione nel sangue. L’esame del glucosio misura proprio questo valore: a digiuno è considerato normale tra 70 e 99 mg/dl, si parla di prediabete tra 100 e 125 mg/dl e di diabete da 126 mg/dl in su, se confermato in due occasioni. In questa scheda trovi cosa misura l’esame, tutti i valori di riferimento a seconda del tipo di test, quando farlo e come prepararsi.

Glucosio e glicemia sono la stessa cosa?

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No, anche se nel linguaggio comune vengono usati come sinonimi. Il glucosio è la molecola, uno zucchero semplice che circola nel sangue; la glicemia è la misura, cioè la quantità di glucosio presente in un determinato volume di sangue, espressa in milligrammi per decilitro (mg/dl). Per questo sul referto delle analisi la voce può comparire come “glucosio” o “glicemia”: indicano lo stesso esame.

Un modo semplice per ricordarlo: il glucosio è ciò che si misura, la glicemia è il risultato della misurazione.

Che cos’è il glucosio?

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Il glucosio, o destrosio, è un tipo di zucchero semplice anche conosciuto come monosaccaride ed è una fonte primaria di energia per molti organismi viventi, compresi gli esseri umani. È una molecola di zucchero fondamentale. È facilmente assorbito dal corpo umano e viene utilizzato come combustibile per produrre energia attraverso processi metabolici nelle cellule.

Questo zucchero semplice appartiene ai cosiddetti macronutrienti, che sono proteine, lipidi e carboidrati. Nello specifico, il glucosio è l’unità di base dei carboidrati: gli enzimi presenti nell’intestino scindono amidi e zuccheri complessi in glucosio, che viene poi assorbito e immesso nel sangue.

Si trova negli alimenti sotto forma di zuccheri semplici (frutta, miele, zucchero da tavola) e di carboidrati complessi (pane, pasta, riso, patate, legumi), che l’organismo trasforma in glucosio durante la digestione.

Le analisi del glucosio nel sangue stabiliscono i livelli ematici degli zuccheri. Gli obiettivi principali di questo esame sono due:

  • monitorare la glicemia del paziente
  • verificare l’eventualità che abbia sviluppato una forma di diabete o prediabete

A cosa serve il glucosio per l’organismo?

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La sua principale funzione è essere una fonte di energia per le cellule del corpo, in particolare il cervello e il sistema nervoso centrale, che dipendono quasi esclusivamente dal glucosio come combustibile. Viene convertito in energia attraverso il processo di glicolisi e il ciclo di Krebs.

Il glucosio svolge inoltre un ruolo essenziale nella regolazione dei livelli di zucchero nel sangue. L’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, permette al glucosio di entrare nelle cellule per essere utilizzato come energia e aiuta a mantenere stabilizzati i livelli di glucosio nel sangue. Quando è necessario, ovvero nei casi in cui i livelli di zucchero nel sangue sono troppo bassi, il fegato può convertire il glicogeno, una forma di zucchero immagazzinata appunto nel fegato, in glucosio per mantenere i livelli ematici di zucchero entro la norma.

Inoltre, il glucosio è coinvolto nella sintesi di altre molecole essenziali per l’organismo, come il glicogeno, depositato nei muscoli e nel fegato per essere utilizzato come una riserva di energia, e il glucosio-6-fosfato, utilizzato nel metabolismo delle cellule.

Quali sono i valori normali del glucosio nel sangue?

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I valori di glucosio nel sangue sono considerati normali nell’intervallo compreso tra i 70 mg/dl e i 99 mg/dl quando il paziente è a digiuno (la cosiddetta glicemia basale). In caso di test da carico di glucosio, sono considerati normali valori che non superino 140 mg/dl dopo 2 ore da quando il paziente ha assunto una soluzione contenente glucosio.

Le soglie cambiano però a seconda del tipo di esame eseguito. La tabella riassume i valori di riferimento adottati dalle principali linee guida internazionali (American Diabetes Association) e italiane (Standard di cura AMD-SID):

Tipo di esame Normale Prediabete Diabete
Glicemia a digiuno (basale) 70–99 mg/dl (3,9–5,5 mmol/L) 100–125 mg/dl (5,6–6,9 mmol/L) – alterata glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dl (≥ 7,0 mmol/L)
Curva da carico (OGTT), 2 ore dopo 75 g di glucosio < 140 mg/dl (< 7,8 mmol/L) 140–199 mg/dl (7,8–11,0 mmol/L) – ridotta tolleranza al glucosio ≥ 200 mg/dl (≥ 11,1 mmol/L)
Glicemia casuale (in qualsiasi momento della giornata) – – ≥ 200 mg/dl in presenza di sintomi tipici
Emoglobina glicata (HbA1c) < 5,7% (< 39 mmol/mol) 5,7–6,4% (39–47 mmol/mol) ≥ 6,5% (≥ 48 mmol/mol)
Curva da carico in gravidanza (OGTT 75 g) digiuno < 92 mg/dl, dopo 1 ora < 180 mg/dl, dopo 2 ore < 153 mg/dl – diabete gestazionale se anche uno solo dei tre valori è pari o superiore alla soglia

Una glicemia inferiore a 70 mg/dl è invece considerata ipoglicemia.

I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. Fai sempre riferimento alle indicazioni riportate sul tuo referto.

Quando è preoccupante?

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Si parla di alterata glicemia a digiuno, quindi prediabete, con valori tra i 100 mg/dl e i 125 mg/dl. Valori pari o superiori a 126 mg/dl sono segno di diabete, a condizione che il risultato venga confermato da un secondo prelievo in un giorno diverso: un singolo valore fuori norma non è sufficiente per la diagnosi.

Meritano attenzione immediata, e non un semplice controllo di routine, due situazioni: una glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl accompagnata da sete intensa, bisogno frequente di urinare e perdita di peso, oppure una glicemia inferiore a 70 mg/dl con tremori, sudorazione e confusione.

Quando rivolgersi subito a un medico. Se un referto mostra un valore a digiuno pari o superiore a 126 mg/dl, o un valore casuale di 200 mg/dl e oltre, è opportuno prenotare una visita diabetologica senza attendere il controllo successivo. In caso di malessere acuto con glicemia molto alta o molto bassa, sonnolenza marcata o perdita di coscienza, è necessario contattare il 112.

Che cosa vuol dire avere il glucosio alto?

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Si parla di glucosio alto, o iperglicemia, quando i livelli di zucchero nel sangue sono superiori alla norma. Questo può essere un segno di diversi problemi, tra cui il diabete mellito tipo 2, il diabete gestazionale o l’insorgenza di una condizione chiamata prediabete.

L’iperglicemia può verificarsi quando il corpo non produce abbastanza insulina, l’ormone che aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue, o quando le cellule del corpo sviluppano insulino resistenza. Ciò può portare all’accumulo di glucosio nel sangue, aumentando i livelli di zucchero nel sangue.

Quali sono i sintomi di chi ha la glicemia alta?

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Livelli elevati di glucosio nel sangue possono causare sintomi come sete eccessiva, aumento della minzione, affaticamento, visione offuscata e aumento dell’appetito. Spesso, però, l’iperglicemia lieve o moderata non dà alcun sintomo per anni: è il motivo per cui l’esame del glucosio è incluso nei controlli di routine anche in chi si sente bene. Cause, complicanze e trattamento sono approfonditi nella scheda dedicata alla glicemia alta.

Quali sono i cibi da evitare per la glicemia alta?

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In caso di valori alterati vanno limitati soprattutto gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati: bevande zuccherate e gassate, dolci industriali, succhi di frutta confezionati, pane e pasta bianchi in porzioni abbondanti, alcolici. Sono da preferire cereali integrali, legumi, verdura, frutta a basso indice glicemico, proteine e grassi buoni come l’olio extravergine d’oliva. Nessuna modifica alimentare, però, sostituisce il confronto con il medico o con un diabetologo.

Che cosa vuol dire avere il glucosio basso?

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Si parla di ipoglicemia quando la glicemia scende sotto i 70 mg/dl. È una condizione frequente soprattutto in chi è in terapia con insulina o farmaci ipoglicemizzanti, ma può presentarsi anche in persone senza diabete dopo un digiuno prolungato, uno sforzo fisico intenso o l’assunzione di alcol a stomaco vuoto. I sintomi tipici sono tremore, sudorazione fredda, fame improvvisa, batticuore e difficoltà di concentrazione. Come riconoscerla e trattarla è spiegato nella scheda sull’ipoglicemia.

Perché fare il test?

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Sono due le ragioni principali per cui normalmente viene effettuato l’esame del glucosio:

  • Monitoraggio del paziente (in caso, ad esempio, di pazienti diabetici che devono tenere sotto controllo la glicemia nell’arco della giornata)
  • Eventuale diagnosi di diabete.

Queste analisi vengono prescritte anche per monitorare i livelli di zucchero nel sangue nel tempo, in caso di:

  • Iperglicemia: quando la concentrazione ematica di glucosio aumenta
  • Ipoglicemia: quando i livelli di zucchero nel sangue si abbassano.

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Quando fare le analisi del glucosio?

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L’esame del glucosio si rende necessario in presenza dei fattori di rischio per lo sviluppo del diabete.

Secondo l’American Diabetes Association i fattori che possono aumentare le probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 e in presenza dei quali andrebbe monitorata la glicemia sono:

In assenza di fattori di rischio, le linee guida consigliano comunque un controllo della glicemia a partire dai 35-45 anni, da ripetere ogni tre anni se il risultato è normale, ogni anno in caso di prediabete.

Anche lo sviluppo di sintomi che possono essere riconducibili a una condizione di iperglicemia o ipoglicemia rappresenta una buona ragione per effettuare l’esame del glucosio.

Nello specifico, i sintomi riconducibili ad una condizione di ipoglicemia sono:

  • Sudorazione
  • Tremore
  • Fame improvvisa
  • Stato di confusione e ansia
  • Vista offuscata

In caso di iperglicemia, invece, i sintomi principali possono essere:

Il campione richiesto

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Il campione diagnostico richiesto per l’esame del glucosio è quello prelevato dal sangue venoso. È importante ricordare che per la formulazione di una diagnosi di diabete non è indicato il campione prelevato tramite pungidito.

Al contrario, per quanto riguarda l’automonitoraggio dei livelli di glicemia, si può procedere al prelievo di una goccia di sangue tramite la puntura del polpastrello.

Come leggere il referto

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Sul referto l’esame compare in genere come “Glucosio S/P” (siero/plasma) oppure “Glicemia”, con il valore espresso in mg/dl e, accanto, l’intervallo di riferimento del laboratorio. Alcuni laboratori usano le millimoli per litro (mmol/L): per convertire, basta moltiplicare il valore in mmol/L per 18.

Un asterisco o un valore evidenziato indica che il risultato è fuori dall’intervallo di riferimento, ma non equivale a una diagnosi: il medico lo interpreta insieme alla storia clinica, ai sintomi e, se necessario, a esami di conferma come la curva da carico o l’emoglobina glicata.

Come ci si prepara all’esame?

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La preparazione agli esami dipende dal tipo di test al quale il soggetto si sottopone. Ecco un elenco dei differenti metodi di analisi della concentrazione ematica del glucosio con le relative procedure:

  • Glicemia a digiuno (o basale), prevede che il soggetto non assuma cibo nelle ore immediatamente precedenti il test (almeno otto, non più di dodici). È consentita solo acqua naturale; caffè, fumo e attività fisica intensa prima del prelievo possono alterare il risultato
  • Test su campione estemporaneo prelevato da pazienti che non hanno osservato digiuno nelle ore che precedono le analisi
  • Curva da carico o test orale di tolleranza al glucosio (OGTT), per cui al paziente viene effettuato un primo prelievo di sangue a digiuno, al quale seguono la somministrazione di una bevanda di glucosio (75 grammi) e un ulteriore prelievo a due ore dalla sua assunzione
  • Curva glicemica in gravidanza per monitorare il rischio di sviluppare diabete gestazionale. Questo esame viene prescritto tra la 24ª e la 28ª settimana di gravidanza (già tra la 16ª e la 18ª in presenza di fattori di rischio elevato, come un precedente diabete gestazionale o un’obesità) e consiste in un primo prelievo a digiuno, seguito dalla somministrazione di un concentrato di glucosio (75 grammi) e da altri due prelievi, a un’ora e a due ore dall’assunzione
  • Emoglobina glicata, prescritto ai pazienti diabetici per monitorare i livelli di concentrazione di glucosio nell’arco del tempo. Non richiede il digiuno, perché riflette la media della glicemia degli ultimi due-tre mesi

Cosa può alterare il risultato

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Alcune condizioni possono far salire la glicemia anche in una persona sana e vanno segnalate al momento del prelievo: uno stress acuto o una malattia in corso (febbre, infezioni), l’assunzione di cortisonici, diuretici tiazidici o alcuni antipsicotici, una notte insonne, un digiuno troppo lungo o troppo breve. In questi casi il medico può chiedere di ripetere l’esame in condizioni standard.

Cosa fare se il valore del glucosio è alterato?

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La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo risultato: la diagnosi di diabete richiede sempre una conferma. Il percorso più comune prevede:

  • ripetere la glicemia a digiuno a distanza di qualche giorno, in condizioni standard
  • affiancare, su indicazione medica, l’emoglobina glicata o la curva da carico, che chiariscono se si tratta di prediabete o di diabete
  • in caso di prediabete, intervenire su alimentazione, attività fisica e peso: una riduzione anche del 5-7% del peso corporeo abbassa in modo significativo il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2
  • in caso di diabete confermato, impostare con il diabetologo terapia e controlli periodici.

In sintesi. Glucosio e glicemia indicano lo stesso esame; il valore normale a digiuno è 70-99 mg/dl; 100-125 mg/dl è prediabete; 126 mg/dl e oltre, confermato due volte, è diabete. Con un valore alterato, il passo successivo è una visita diabetologica.

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