In occasione delle giornate del Saniday, che si sono svolte dal 5 al 10 maggio 2025 presso le sedi di Santagostino, è stato proposto un ciclo di incontri rivolti a genitori, insegnanti e professionisti dell’età evolutiva. L’obiettivo era creare momenti di approfondimento e confronto su alcune delle sfide più urgenti e complesse che riguardano il mondo degli adolescenti.
Tra i vari appuntamenti, l’evento del 10 maggio presso la sede di Garbatella a Roma si è rivelato
particolarmente ricco e partecipato. In quella giornata, i professionisti dell’équipe adolescenti del
Santagostino hanno dialogato con i genitori su tre temi centrali e profondamente intrecciati: l’ansia
scolastica, il ritiro sociale nell’era digitale e il ruolo trasformativo della famiglia
nell’adolescenza.
Queste tematiche sono state affrontate da alcuni membri dell’equipe adolescenti: la coordinatrice del Servizio specialistico di psicoterapia per adolescenti del Santagostino la dottoressa Alessia Bajoni (psicologa psicoanalitica e gruppo dinamico); la dottoressa Alessia Pedone (psicologa e analista transazionale); il dottor Gianluigi Basile (psicologo specializzato in psicoterapia psicodinamica integrata) e la dottoressa Marzia Cosentino psicologa, psicoterapeuta sistemico relazionale.
Ciò che è emerso è una fotografia sfaccettata ma chiara: l’adolescenza non è solo un passaggio di crescita individuale, ma un’esperienza che coinvolge profondamente anche gli adulti di riferimento.
È proprio a partire da questo presupposto che si è costruito un percorso condiviso di ascolto,
comprensione e rielaborazione, i cui spunti principali vengono raccolti e rilanciati in questo
articolo.
L’ansia scolastica: una sfida quotidiana per i nostri ragazzi
Dopo un’introduzione su come funziona il servizio, svolto dalla dottoressa Bajoni, sono state presentate le diverse tematiche del giorno.
La prima tematica presentata, è stata quella legata all’ansia in ambito scolastico per sensibilizzare i
genitori su questo tema sempre più diffuso. Per attivare una riflessione attiva e partecipe, è stato
fatto vedere uno spezzone della serie “Adolescence” trasmessa su Netflix che ritrae alcune delle
difficoltà presenti nella scuola. Successivamente sono state fornite alcune informazioni relative
all’ansia che sono state sintetizzate per una comunicazione aperta a tutti.
La manifestazione dell’ansia può avvenire in diversi modi, con sintomi sia fisici (tachicardia,
insonnia, sudorazione) che psicologici (irritabilità, difficoltà di concentrazione, isolamento). La scuola, dove i ragazzi trascorrono gran parte del loro tempo, rappresenta un contesto che può
esacerbare questi vissuti.
Perché nasce l’ansia scolastica?
- Pressione per i risultati: il timore di non essere all’altezza delle aspettative di genitori
e insegnanti. - Paura del giudizio: il bisogno di essere accettati dai pari può diventare fonte costante di
stress; - Difficoltà relazionali: la fatica a comunicare con compagni e insegnanti può accentuare
la solitudine. - Perfezionismo: l’autocritica e l’esigenza di eccellere possono rendere ogni errore
insostenibile. - Mancanza di strategie emotive: spesso i ragazzi non dispongono di strumenti per gestire lo
stress.
Quando non viene riconosciuta e affrontata, l’ansia può portare a calo dell’autostima, isolamento, difficoltà scolastiche e disturbi somatici.
Come possiamo intervenire?
- Tecniche di rilassamento e mindfulness
- Educazione emotiva e ascolto attivo
- Supporto psicologico professionale
- Creazione di ambienti scolastici accoglienti e inclusivi
Riconoscere il disagio e intervenire in tempo è fondamentale per prevenire conseguenze più gravi e
per sostenere il benessere degli adolescenti.
Ritiro sociale e iperconnessione: la solitudine nascosta degli adolescenti digitali
Dopo questa riflessione sulla scuola e sul vissuto dei ragazzi, è stato presentato dal dottor Gianluigi
Basile un’altra importante tematica che coinvolge sempre più gli adolescenti : ritiro sociale.
I dati emersi da una recente ricerca del gruppo MUSA del CNR-Irpps parlano chiaro: in soli tre
anni, la percentuale di adolescenti che non incontrano più i propri amici nel tempo libero è quasi
triplicata.
Questi ragazzi, spesso definiti “lupi solitari” sono vittime silenziose di una società iperconnessa
ma sempre più distante. I social media sembrano offrire una soluzione: costruire un’identità
online, trovare simili, sentirsi parte di qualcosa. Ma questa “connessione” può rivelarsi
un’illusione, una maschera che copre un vuoto relazionale profondo.
I rischi dell’iperconnessione
- Confronto continuo con vite idealizzate online.
- Ansia da prestazione sociale e timore del giudizio virtuale.
- Evitamento dei conflitti reali a favore di dinamiche online controllabili.
Isolamento crescente e perdita delle competenze relazionali. In questo scenario, cyberbullismo, vergogna e senso di inadeguatezza bloccano la richiesta d’aiuto. I ragazzi si chiudono, sentendosi “sbagliati” e soli, mentre il silenzio rende ogni intervento
più difficile.
Come intervenire?
Serve un approccio integrato, che includa:
- Educazione all’uso consapevole del digitale.
- Spazi di confronto reale tra pari e adulti.
- Promozione della fiducia, dell’empatia e del coraggio di chiedere aiuto.
L’obiettivo è restituire significato e valore alle relazioni autentiche e sostenere i giovani nella
costruzione della propria identità.
L’adolescenza come cambiamento di sistema: il ruolo della famiglia
A completare il quadro, l’incontro del 10 maggio ha offerto anche uno spazio dedicato al ruolo
della famiglia nel processo adolescenziale. Infatti, non è solo il ragazzo o la ragazza a cambiare: cambia
l’intero sistema familiare.
L’adolescenza innesca una doppia separazione: i figli devono imparare a distaccarsi e
individuarsi, mentre i genitori affrontano il difficile compito di lasciar andare pur restando punti di
riferimento.
Quali sono i cambiamenti di questa fase?
- Ristrutturazione dei ruoli genitoriali
- Riflessione sulla propria “mezza età”
- Conflitti legati alla comunicazione e alla distanza
- Sovraccarichi emotivi e relazionali che possono mettere in crisi la coppia
Durante l’evento, i genitori presenti hanno condiviso esperienze, ricordi, difficoltà. Attraverso
attività simboliche, come la “valigia delle risorse” o l’esplorazione dei bisogni adolescenziali non
compresi, si è creato un clima intimo e rispettoso, in cui sentirsi meno soli e più compresi.
Conclusione: accompagnare gli adolescenti con presenza, ascolto e cura
Le difficoltà legate all’ansia scolastica, al ritiro sociale e alla trasformazione dei legami familiari
sono profondamente interconnesse. Per affrontarle, serve un impegno collettivo: famiglie, scuole e
professionisti devono collaborare per costruire ambienti sicuri – fisici e digitali – dove ogni
adolescente possa crescere, esplorare e affrontare le sfide del proprio tempo sentendosi accolto e
sostenuto.