Cerca nel sito
Chiudi

Sinusite

La sinusite è un’infiammazione, acuta o cronica, della mucosa che riveste i seni paranasali. In questa scheda sono trattati sintomi, cause e possibili cure
A cura di
Francesca
Caterini

Che cos’è la sinusite?

Il termine sinusite indica una specifica condizione: lo stato infiammatorio acuto, oppure cronico, della mucosa che riveste i seni paranasali. Con la sinusite si osserva un aumento nella produzione di muco unita ad un restringimento degli osti. Gli osti sono i piccoli orifizi che collegano i seni paranasali alla cavità nasale.

Questa condizione può ostacolare il normale drenaggio del muco verso la cavità nasale. Il ristagno del muco nei seni paranasali può a sua volta favorire lo sviluppo di microrganismi patogeni e, di conseguenza, l’insorgere di una infezione.

Dove si sviluppa la sinusite?

A seguito di questa infezione può svilupparsi una vera e propria infiammazione, che ha origine proprio nei seni paranasali, le quattro coppie di cavità piene di aria inserite nello spessore delle ossa craniche all’altezza della radice del naso, al di sotto e al di sopra delle sopracciglia.

Queste cavità sono in comunicazione con le fosse nasali grazie a dei piccoli condotti che prendono il nome di osti. Si tratta di condotti che consentono il passaggio, verso il naso, del muco prodotto dalla mucosa che riveste i seni.

Sintomi della sinusite, quali sono?

La sinusite non deve essere confusa con un raffreddore, che si distingue per sintomi quali starnuti, una produzione importante di muco, oltre al mal di testa e ad una generale sensazione di stanchezza.

Nello specifico, i sintomi che maggiormente indicano al paziente di essere di fronte a un caso di sinusite sono:

  • Dolore al volto, che può interessare in modo diffuso la fronte, le zone sopra e sotto gli occhi, e la mascella. Questi dolori possono accentuarsi quando si effettuano dei movimenti del capo, oppure quando si esercita una pressione sul viso
  • Febbre, che può essere o meno associata a cefalea (ovvero mal di testa), ostruzione nasale e conseguente difficoltà respiratoria, una fastidiosa tosse con catarro
  • La riduzione di gusto e olfatto è un altro segnale importante
  • Rinorrea purulenta, che ha come sintomi la produzione di una secrezione giallo-verdastra che contiene pus. All’interno di questa secrezione, che dalla sede dell’infezione scende nel naso o direttamente nella gola, è presente del pus.

Tipi di sinusite

Col variare dei sintomi e della durata della infiammazione, è possibile parlare di diversi tipi di sinusite:

  • Acuta, quando l’infiammazione ai seni paranasali dura tra le 2 e le 3 settimane. È il tipo di infiammazione più diffusa nella popolazione
  • Subacuta, la cui durata può arrivare fino ai 3 mesi
  • Cronica, quando si ha una durata che va oltre i 3 mesi. Spesso questo tipo di infiammazione deriva da infezioni precedenti che non hanno avuto una cura opportuna
  • Ricorrente, perché si verifica in 2 o 3 episodi importanti nell’arco di un anno.

Non si deve comunque dimenticare che quando si ha il naso chiuso, soprattutto nei casi di un soggetto è senza raffreddore, ci sono buone possibilità di avere un caso di rinite allergica. In questo caso si parla di rinosinusite, una condizione tra l’altro sempre più diffusa.

Quali fattori possono causare questa infiammazione?

Questo tipo di infiammazione può comparire per una serie di cause anche molto diverse tra loro. L’eziologia dunque, ovvero lo studio delle cause, ha un valore diagnostico di estremo rilievo.

Le principali cause possono comunque essere:

  • Infezioni nella cavità nasale di natura batterica, virale o micotica, dovuta quindi all’azione di funghi. Non bisogna poi trascurare le infezioni dentarie, per le quali è buona norma una sana prevenzione, che interessano l’arcata superiore. In questo secondo caso si parla di sinusite mascellare
  • Eventi traumatici che hanno determinato la frattura delle ossa che delimitano i seni paranasali
  • Difetti anatomici quali una deviazione del setto nasale
  • Immunodeficienza, ovvero un abbassamento delle difese immunitarie
  • Condizioni mediche di particolare importanza e dal ventaglio molto ampio. Si va dai polipi nasali all’asma, oppure la fibrosi cistica e il riflusso gastroesofageo.

Quali sono le complicanze della infiammazione dei seni?

Anche nel caso di forme con sintomi leggeri, come accade nelle sinusiti senza muco, è importante un trattamento adeguato al fine di evitare l’insorgere di complicazioni leggere, come la produzione di muco di colore giallo, e denso, dal naso o dalla gola, oppure stanchezza e un generale senso di nausea. In altre circostanze, le complicanze possono essere più severe.

Quando si ha a che vedere con i casi più importanti, le complicanze più frequenti di una sinusite possono coinvolgere l’occhio. In questo caso è necessario un intervento chirurgico per evitare danni irreversibili alle strutture dell’orbita, che possono portare alla cecità. Al riguardo, si parla di interessamento oculo-orbitario.

Possono verificarsi poi complicanze craniche e endocraniche, che interessano le superfici e le zone interne del cranio. Tra queste complicanze si ricordano le meningiti e gli ascessi celebrali. Inutile dire che ai primi sintomi di mal di testa, nel caso di sinusite persistente nel tempo, rivolgersi tempestivamente al medico sarebbe buona pratica. Un otorinolaringoiatra è la figura più indicata.

In ultima istanza, anche le orecchie possono essere interessate, poiché i tromboni di Eustachio, il condotto che collega naso a orecchio medio, possono risentire della infiammazione in corso.

Come si cura la sinusite?

La sinusite non deve essere mai trascurata perché non guarisce da sola. È necessario pertanto un trattamento adeguato. Il medico dispone di diverse terapie farmacologiche per risolvere questa infiammazione.

In assenza di particolari complicazioni, l’infiammazione dei seni può essere risolta attraverso la prescrizione e l’assunzione di antibiotici specifici quali l’amoxicillina/clavulanato o la doxiciclina, per una durata che può arrivare a un massimo di 7 giorni.

La cosiddetta flogosi, ovvero il processo di infiammazione, richiede da parte del soggetto l’assunzione di antinfiammatori dai princìpi attivi quali paracetamolo o ibuprofene. Si ricordi sempre che la somministrazione degli antinfiammatori ha una durata limitata nel tempo, per evitare effetti collaterali.

Non viene poi esclusa l’adozione di decongestionanti nasali, soprattutto nei casi di sinusite con muco. Sono farmaci da banco che possono contenere, per fare degli esempi, pseudoefedrina oppure oximetazolina. Nel caso, infine, di fattori allergici, l’assunzione di antistaminici dovrebbe rappresentare la prima scelta.