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Le mestruazioni


Le mestruazioni sono delle perdite ematiche provocate dallo sfaldamento del rivestimento interno dell’utero. Rappresentano una fase del ciclo mestruale, il processo fisiologico che regola la fertilità femminile. Ecco tutto quel che c’è da sapere.

Che cosa sono le mestruazioni?

Biologicamente parlando, le mestruazioni sono delle perdite ematiche vaginali derivanti dallo sfaldamento delle pareti interne della cavità uterina. Si tratta di un fenomeno fisiologico caratteristico del sistema riproduttivo della donna in età fertile, che ha inizio con il menarca (prima mestruazione) e si ripresenta ciclicamente fino al raggiungimento della menopausa, il periodo che decreta la fine della fertilità femminile.

Qual è la differenza tra ciclo e mestruazioni?

Molto spesso, nella vita di tutti i giorni, si utilizzano i termini “mestruazioni” e "ciclo mestruale" come se fossero sinonimi. Si tratta tuttavia di una imprecisione: le mestruazioni – o flusso mestruale – rappresentano piuttosto una fase del ciclo mestruale. Quest’ultimo è un processo biologico mediato da una serie di ormoni che le ovaie producono in risposta agli stimoli inviati dall’ipofisi e dall’ipotalamo, e da cui dipende la capacità riproduttiva di una donna.

Quali sono le fasi del ciclo mestruale?

Il ciclo mestruale si sviluppa attraverso tre fasi distinte, ciascuna con un ruolo specifico nella preparazione dell'organismo femminile alla possibilità di una gravidanza.

Fase follicolare

La prima fase, detta fase follicolare o preovulatoria, ha inizio con il primo giorno della mestruazione, nonché primo giorno del ciclo, e termina il giorno precedente all’ovulazione. Nei giorni del flusso, si assiste allo sfaldamento dell’endometrio, ovvero il rivestimento interno dell’utero.

Terminate le mestruazioni, la produzione di ormoni estrogeni da parte delle ovaie aumenta, causando all’interno delle ovaie la crescita dei follicoli ovarici (piccole vescicole che contengono gli ovociti), di cui uno solo arriverà a maturazione, e favorendo l’ispessimento dell’endometrio, che si predispone ad accogliere un’eventuale cellula uovo fecondata da uno spermatozoo.

Fase ovulatoria

La seconda fase del ciclo è detta ovulazione: circa due settimane prima dell'inizio delle mestruazioni successive, si verifica un importante aumento dell'ormone luteinizzante, prodotto dall’ipofisi, che induce il rilascio di un ovocita maturo da parte di uno dei follicoli. Questo processo può riguardare, in modo alternato, l’uno o l’altro ovaio.

L'ovocita viaggia attraverso le tube di Falloppio, dove attende per circa 24 ore la possibilità di essere fecondato da uno spermatozoo. Il follicolo che ha rilasciato l’ovocita si trasforma in corpo luteo, una ghiandola che ha la funzione di secernere progesterone.

La fase luteinica

La terza e ultima fase è definita fase luteinica: dopo l'ovulazione, il progesterone stimola l’ulteriore ispessimento dell'endometrio, per prepararlo all’impianto di un'eventuale cellula uovo fecondata. Se la fecondazione non avviene, il corpo luteo regredisce, abbassando la concentrazione di progesterone e inducendo così lo sfaldamento dell'endometrio e l’arrivo delle mestruazioni. Alla fine del flusso mestruale, ha inizio un nuovo ciclo mestruale.

Cosa succede quando arrivano le mestruazioni?

L’arrivo delle mestruazioni ha delle implicazioni sia fisiche sia psicologico-emotive.

Dal punto di vista fisico, come si è visto, ciascuna donna si trova a gestire delle perdite di sangue e può farlo ricorrendo a diversi dispositivi: assorbenti esterni, tamponi interni, coppette mestruali, slip mestruali.

Ma cosa contiene il sangue mestruale? Le mestruazioni consistono in un misto di sangue, muco cervicale, tessuto endometriale sfaldato e secrezioni vaginali. Il colore delle perdite, in genere, tende al rossastro nei primi giorni per poi virare al marrone o al bruno man mano che ci si avvicina alla fine del flusso mestruale.

I cambiamenti fisici che danno luogo alla mestruazione provocano spesso una serie di altri sintomi, quali:

Quando la mestruazione risulta particolarmente dolorosa, al punto da compromettere le attività quotidiane della donna, si parla di dismenorrea.

Dal punto di vista psicologico, le fluttuazioni ormonali tipiche di questo periodo possono causare irritabilità o instabilità emotiva.

Le manifestazioni fisiche, psichiche e comportamentali che accompagnano la comparsa del flusso mestruale prendono il nome di sindrome premestruale (PMS). Questa condizione può essere più accentuata in alcune donne e non verificarsi affatto in altre.

Quanto dura il ciclo?

Tradizionalmente si è portati a pensare che un ciclo mestruale regolare abbia una durata di 28 giorni: questa indicazione, tuttavia, molto spesso si allontana notevolmente dalla realtà dei fatti. Più realisticamente, la durata media del ciclo mestruale oscilla tra i 24 e i 38 giorni.

La vera normalità è rappresentata dalla costanza interna di ciascuna donna. Un ciclo può essere considerato regolare quando la sua durata è simile ogni mese, indipendentemente dal tempo trascorso tra due mestruazioni successive. Quindi, sia che il ciclo abbia una durata "classica" di 28 giorni sia che abbia una durata inferiore o maggiore, è la regolarità nel tempo il criterio principale da tenere in considerazione.

Mestruazioni in anticipo o in ritardo

Le irregolarità, vale a dire l’anticipo, il ritardo o l’assenza del flusso mestruale (amenorrea), sebbene possano destare preoccupazione, sono spesso una parte normale del ciclo mestruale, specialmente durante le fasi di adolescenza e perimenopausa.

Durante la pubertà, quando il ciclo inizia, e nel periodo precedente alla menopausa, quando si avvicina al termine, le alterazioni delle tempistiche ordinarie possono infatti essere più pronunciate. L'orologio biologico ha bisogno di tempo per sincronizzarsi sia all'avvio che all'arresto.

Un andamento irregolare persistente del ciclo mestruale merita invece un’attenzione diversa, vale a dire una valutazione medica per approfondire le cause scatenanti del fenomeno e per ripristinare una periodicità costante, per esempio ricorrendo a pillole anticoncezionali

In generale, il calcolo mensile dell’arrivo delle mestruazioni è un indicatore prezioso per monitorare la salute di una donna in età fertile. Specialmente quando il ciclo è irregolare o si verificano cambiamenti rispetto alla periodicità abituale, tenere un registro può fornire informazioni utili in vista di un controllo medico.

Quanto durano le mestruazioni?

La durata media delle mestruazioni è di 4-8 giorni. Anche in questo caso, è importante sottolineare che le fluttuazioni nella durata delle mestruazioni possono essere considerate normali. Alcune donne possono avere cicli più brevi, con mestruazioni che durano solo 3 giorni, mentre altre possono sperimentare periodi più lunghi, che si protraggono fino a 7 o 8 giorni. Questa variabilità è spesso influenzata da fattori ormonali e costituzionali.

La durata delle mestruazioni può anche cambiare nel corso della vita di una donna. Ad esempio, molte donne notano che, dopo i 35 anni, la durata del ciclo tende ad accorciarsi. Inoltre, la transizione verso la menopausa porta a cambiamenti significativi nel flusso mestruale, spesso con mestruazioni più irregolari e brevi.

Qual è l'età giusta per avere le mestruazioni?

L'arrivo delle prime mestruazioni segna un capitolo significativo nella vita di ogni ragazza. Non esiste un "momento giusto" universale per questo evento biologico: la comparsa del menarca può variare considerevolmente da persona a persona.

Generalmente, la prima mestruazione fa il suo debutto tra i 10 e i 16 anni di età, con una media che si attesta intorno ai 12 anni. Questo periodo può variare a seconda di diversi fattori, tra cui la storia familiare, lo stato di salute generale e il livello di sviluppo fisico. In alcune ragazze può verificarsi un menarca precoce, mentre in altre un menarca tardivo.

L’assenza di mestruazioni prima dei 16 anni di età prende il nome di amenorrea primaria, e si distingue dall’assenza di mestruazioni per un periodo uguale o superiore a 90 giorni in una paziente che ha già avuti cicli mestruali (amenorrea secondaria).

Quanti litri di sangue si perde con il ciclo?

La quantità di sangue perso può variare notevolmente da donna a donna e da ciclo a ciclo. In media, si stima che si perdano tra i 20 e i 70 millilitri di flusso mestruale durante l'intera durata del ciclo.

Per avere un'idea più chiara, immaginiamo che un assorbente o un tampone standard possa trattenere circa 5-15 ml di fluido. Questo significa che, anche nei giorni di flusso più abbondante, la quantità di sangue perso è relativamente modesta.

Si parla di ipermenorrea o menorragia quando le mestruazioni sono eccessivamente abbondanti e possono contenere coaguli; di ipomenorrea quando invece il flusso mestruale si presenta come più scarso della media.