Che cos’è il vaccino HPV?
Il vaccino HPV è un preparato biologico studiato per prevenire le infezioni da papilloma virus umano. Agisce stimolando la risposta immunitaria dell’organismo senza causare la malattia, poiché non contiene virus vivi ma particelle innocue che ne imitano la struttura.
L’HPV è responsabile di lesioni benigne, come i condilomi, e di tumori, tra cui quello della cervice uterina, dell’ano, del pene, della vagina, della vulva e del cavo orale. L’obiettivo del vaccino è ridurre il rischio di contrarre ceppi di HPV ad alto rischio oncogeno, così da prevenire patologie gravi e favorire la diagnosi precoce.
Ogni anno l’HPV è infatti causa, in Italia, di migliaia di nuovi casi di tumore della cervice uterina: secondo le stime AIRC, nei prossimi 12 mesi sono attesi circa 2.420 nuovi casi, a fronte di una tendenza in calo grazie a screening e vaccinazione. A livello globale, circa 8 donne sessualmente attive su 10 contraggono nel corso della vita un’infezione da HPV, nella maggior parte dei casi transitoria e asintomatica.
Tipologie di vaccino per l’HPV
Esistono diverse tipologie di vaccino anti HPV, ciascuna pensata per proteggere contro determinati ceppi del virus. Le formulazioni attualmente disponibili coprono i tipi di HPV più diffusi e pericolosi, con un’attenzione particolare a quelli ad alto rischio. Attualmente i vaccini più utilizzati sono:
- bivalente: protegge contro HPV 16 e 18, responsabili di circa il 70% dei tumori cervicali
- quadrivalente: protegge contro HPV 6, 11, 16 e 18, e include anche i ceppi a basso rischio che causano condilomi
- nonavalente: copre nove tipi di HPV (6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52, 58) e offre la protezione più ampia.
Queste tipologie di vaccino vengono scelte in base all’età, alla disponibilità e alle linee guida del Ministero della Salute. La durata della protezione varia in base alla formulazione: almeno 12 anni per il bivalente e il quadrivalente, per almeno 6 anni per il nonavalente. L’eventuale necessità di richiami futuri è ancora oggetto di studio.
Quando si deve fare il vaccino per il papilloma virus?
Se il vaccino viene somministrato prima della esposizione al virus, ovvero prima di iniziare ad avere rapporti sessuali, è più efficace. In Italia, il ministero della Salute raccomanda la vaccinazione gratuita a ragazze e ragazzi intorno ai 12 anni di età. Questa fascia di età è considerata ottimale poiché garantisce una risposta immunitaria più alta e la massima efficacia preventiva
La gratuità non si ferma alla fascia raccomandata, molte regioni la estendono ad altre età e categorie, tra cui:
- donne fino a 26-30 anni, a seconda della regione di residenza
- uomini fino a 18-26 anni in diverse regioni
- persone con infezione da HIV o altre condizioni di immunodeficienza
- donne con lesioni precancerose della cervice uterina già diagnosticate
- categorie a rischio individuate dai servizi di prevenzione regionali.
Quante volte va fatto il vaccino HPV?
Il numero di dosi del vaccino HPV dipende dall’età a cui si inizia la vaccinazione.
- fino a 14 anni: 2 dosi, la seconda a distanza di 5-13 mesi dalla prima
- dai 15 anni in poi: 3 dosi, la seconda dopo 1-2 mesi e la terza a 6 mesi dalla prima dose.
Il ciclo vaccinale va completato entro l’anno dall’inizio. Solo al termine delle dosi previste si raggiunge la protezione completa contro i ceppi coperti dal vaccino.
Cosa fa il vaccino HPV?
Il vaccino HPV stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici contro i ceppi di HPV contenuti nella formulazione. In questo modo, se la persona vaccinata entra in contatto con il virus, il corpo è già pronto a neutralizzarlo prima che possa infettare le cellule.
Il vaccino previene le infezioni future da HPV. Sull’infezione eventualmente già in corso non ha alcun effetto curativo. Questa prevenzione si traduce in una riduzione significativa di lesioni precancerose e tumori correlati all’HPV, soprattutto se associata a programmi di screening e alla diagnosi precoce.
Il preservativo riduce il rischio di contagio, che resta comunque presente perché il virus può infettare anche le mucose non coperte durante il rapporto. Per questo la vaccinazione resta la forma di prevenzione primaria più efficace, anche per chi utilizza regolarmente precauzioni.
A chi è raccomandato il vaccino anti HPV?
Il vaccino HPV è raccomandato principalmente a preadolescenti e adolescenti, ma può essere utile anche per adulti fino a 45 anni.
Il ministero della Salute indica che può essere somministrato sia a ragazze sia a ragazzi. Per ridurre la diffusione del virus e proteggere entrambi i sessi dai tumori HPV-correlati.
È consigliato a persone con fattori di rischio specifici, come un numero elevato di partner sessuali o condizioni di immunodeficienza. Anche chi ha già contratto un ceppo di HPV può trarre beneficio dalla vaccinazione. Potrebbe infatti non essere stato esposto agli altri tipi di virus coperti dal vaccino.
Come funziona il vaccino HPV?
Il vaccino HPV funziona introducendo nell’organismo particelle sintetiche identiche nella forma al virus reale, chiamate VLP (virus-like particles), che addestrano il sistema immunitario a riconoscere e neutralizzare l’HPV prima che possa infettare le cellule.
Le VLP sono ottenute in laboratorio a partire dalla proteina L1, il principale componente del rivestimento esterno del virus. Assemblata artificialmente, questa proteina si richiude su se stessa formando un involucro cavo, privo di DNA virale: è però incapace di causare infezione o di replicarsi. Il vaccino contiene:
- proteina L1 ricombinante, prodotta in laboratorio in lieviti o in cellule di insetto, a seconda della formulazione
- nessun materiale genetico virale: le VLP non possono replicarsi né causare la malattia
- un adiuvante, in genere a base di alluminio, che potenzia la risposta immunitaria stimolata dal vaccino.
Una volta iniettato per via intramuscolare, generalmente nel muscolo deltoide del braccio, il vaccino attiva i linfociti B, le cellule responsabili della produzione di anticorpi. Gli anticorpi neutralizzanti così prodotti restano in circolo insieme a cellule della memoria immunitaria, in grado di riattivare rapidamente la risposta a un futuro contatto con il virus. Il ciclo completo di dosi produce livelli di anticorpi più alti e duraturi rispetto a quelli generati da un’infezione naturale da HPV.
Alla successiva esposizione al virus, gli anticorpi presenti nel sangue e nelle mucose intercettano le particelle di HPV e ne bloccano il legame con le cellule della cute e delle mucose. Il vaccino è più efficace se somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale: agisce impedendo che l’infezione si stabilisca. Non è invece in grado di eliminare un’infezione da HPV già presente nelle cellule.
Quali sono gli effetti collaterali del vaccino contro l'HPV?
Il vaccino HPV ha un profilo di sicurezza elevato, come confermato da numerosi studi internazionali. Gli effetti collaterali più comuni sono lievi e temporanei, come dolore, rossore o gonfiore nel punto di iniezione, febbricola e mal di testa.
In rari casi possono verificarsi reazioni allergiche, ma il rapporto rischio-beneficio resta nettamente favorevole. Oltre un miliardo di dosi sono state somministrate nel mondo dal 2006. Le revisioni sistematiche condotte finora non hanno confermato associazioni significative con patologie neurologiche o autoimmuni.
È importante ricordare che la vaccinazione non sostituisce lo screening. La prevenzione più efficace combina il vaccino con controlli periodici, per intercettare eventuali lesioni precoci e intervenire per tempo.
Domande frequenti
Chi si deve vaccinare per l’HPV?
Il vaccino è raccomandato a ragazze e ragazzi intorno ai 12 anni, ma resta utile anche in età adulta fino a 45 anni, soprattutto per chi ha un numero elevato di partner sessuali, condizioni di immunodeficienza o ha già contratto un ceppo di HPV.
Quante volte va fatto il vaccino HPV?
Fino a 14 anni sono sufficienti 2 dosi, a distanza di 5-13 mesi. Dai 15 anni in poi sono necessarie 3 dosi, distribuite nell’arco di un anno.
Quali sono i rischi del vaccino contro l’HPV?
I rischi principali sono reazioni locali lievi e temporanee, come dolore, rossore, febbricola e mal di testa. Le reazioni allergiche gravi sono rare. Il vaccino va evitato solo in caso di allergia ai componenti, durante malattie acute in corso o, temporaneamente, in gravidanza.