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Pubblicato inPatologie

Ves, che cos’è la velocità di eritrosedimentazione

La velocità di eritrosedimentazione (Ves) è un indicatore ematico che rivela l’eventuale presenza di infiammazione all’interno dell’organismo.

VES velocità eritrosedimentazione, test, a cosa serve

La VES (velocità di eritrosedimentazione) misura quanto velocemente i globuli rossi si depositano sul fondo di una provetta in un’ora: un valore alto è un segnale, generico, di infiammazione in corso. È considerata normale fino a circa 15 mm/h negli uomini e 20 mm/h nelle donne sotto i 50 anni, con limiti più alti dopo i 50; sopra i 50 mm/h merita sempre un approfondimento, sopra i 100 mm/h le cause banali sono rare. Un valore fuori norma, da solo, non è una diagnosi: va letto insieme a PCR, emocromo e sintomi.

La VES è il test che viene richiesto allo scopo di rivelare, in modo indiretto, l’eventuale presenza di una infiammazione all’interno dell’organismo. VES sta per velocità di eritrosedimentazione e indica il tempo che i globuli rossi di un campione ematico impiegano a sedimentare.

Vediamo perché è utile conoscere i valori normali della VES, come si misura e come si interpreta il valore restituito dalle analisi.

Cosa significa VES nelle analisi del sangue?

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La VES indica la velocità di sedimentazione dei globuli rossi presenti nel campione di sangue analizzato. Ciò che viene misurato, in pratica, è il tempo che gli eritrociti (globuli rossi) impiegano a separarsi – da cui il nome eritrosedimentazione – dal plasma, la parte liquida del sangue. La porzione di campione sedimentata si deposita sul fondo della provetta e si vanno a misurare i millimetri di plasma che, dopo un’ora, si trovano nella parte alta della provetta.

Il metodo di riferimento è quello di Westergren, che utilizza una provetta graduata di 200 mm; per questo il risultato è espresso in millimetri all’ora (mm/h). Quando è in corso un’infiammazione, il fegato produce più proteine “di fase acuta” (fibrinogeno e immunoglobuline in particolare): queste fanno aggregare i globuli rossi in pile, che essendo più pesanti scendono più in fretta. È il motivo per cui la VES sale.

Quando e perché viene prescritto questo test?

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La VES viene prescritta tipicamente per diagnosticare l’eventuale presenza di un’infiammazione nell’organismo. Questa può essere provocata da diverse cause quali:

Questo esame può anche fungere da supporto diagnostico per quanto riguarda alcune specifiche malattie come:

Il medico può prescrivere la VES in presenza di alcuni dei sintomi di queste patologie quali:

In presenza di malattie reumatiche, in particolare, valori molto alti di VES possono essere utili nella diagnosi differenziale. La VES viene inoltre usata per monitorare nel tempo una malattia infiammatoria già diagnosticata e la risposta alla terapia: un valore che scende è un buon segno, uno che risale può indicare una riacutizzazione.

Qual è il campione richiesto per l’esame?

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Per misurare la velocità di eritrosedimentazione è necessario un campione di sangue venoso. La VES è quasi sempre richiesta insieme all’emocromo e alla PCR, con un unico prelievo.

Come ci si prepara al prelievo?

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Per avere risultati il più possibile attendibili bisognerebbe osservare un digiuno di almeno tre ore prima del prelievo.

Benché di solito i farmaci non alterino in maniera significativa gli esiti di questo esame del sangue, è sempre opportuno avvisare il medico rispetto alle eventuali terapie che si stanno seguendo. È utile segnalare anche una gravidanza in corso, il ciclo mestruale e un’infezione recente, anche banale: sono tutte condizioni che possono alzare la VES senza che ci sia una malattia da cercare.

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Quanto deve essere la VES?

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I risultati della VES dipendono principalmente da sesso e età delle persone. Per quanto riguarda gli uomini di età compresa tra i 20 e i 50 anni, sono considerati valori normali quelli tra 0 e 13 millimetri di plasma in un’ora, mentre per gli adulti maschi tra i 50 e i 70 anni, la VES non dovrebbe superare i 19 millimetri per ora.

Rispetto agli uomini, tra le donne di età compresa tra 20 e 50 anni, una VES nella norma va da 0 a 21 mm/h. Nella fascia di età dai 50 ai 70 anni, il limite superiore non dovrebbe eccedere i 29 mm/h.

Età e sesso VES normale (mm/h)
Neonati 0–2
Bambini e adolescenti 0–10
Uomini 20–50 anni 0–13
Uomini 50–70 anni 0–19
Donne 20–50 anni 0–21
Donne 50–70 anni 0–29
Oltre i 70 anni fino a 30 (uomini) e 35 (donne), in assenza di malattia

Una regola pratica usata dai medici per gli adulti è la formula di Miller: il limite superiore della norma è circa l’età diviso 2 per gli uomini e l’età più 10, diviso 2, per le donne. Un uomo di 70 anni può quindi avere una VES di 35 mm/h senza che questo indichi necessariamente una malattia; per una donna di 30 anni, il limite è intorno a 20 mm/h.

La VES tende inoltre a essere fisiologicamente più alta in gravidanza (può arrivare a 40–50 mm/h nel terzo trimestre e nelle settimane dopo il parto), durante il ciclo mestruale e in presenza di anemia, anche lieve.

La VES è un indicatore aspecifico di un’infiammazione, in quanto non dice nulla sulla natura della stessa. Per questa ragione i risultati del test vanno incrociati con altri esami di laboratorio. Da solo, un valore della VES anomalo, quindi, non deve indurre preoccupazione.

I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. Fai sempre riferimento alle indicazioni riportate sul tuo referto.

Come leggere il numero sul referto

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Molte persone cercano il proprio valore esatto: “VES a 28”, “VES a 50”. Più che il singolo numero, conta la fascia in cui cade rispetto al limite per età e sesso, e se il valore è stabile o in crescita nel tempo.

Valore Cosa indica di solito Cosa fare
Entro il limite per età e sesso (es. 4, 5, 7 mm/h) Normale. Un valore basso, anche 1–2 mm/h, non ha significato clinico in assenza di sintomi. Nulla, se non c’è altro di alterato.
Poco sopra il limite, fino a circa 30–40 mm/h (es. 28 mm/h) VES leggermente alta. Spesso transitoria: infezione recente anche banale, ciclo, gravidanza, anemia lieve, sovrappeso, età avanzata. Confrontare con la PCR; se la PCR è normale e non ci sono sintomi, ricontrollare dopo 4–6 settimane.
Da circa 40 a 70 mm/h (es. 50 mm/h) VES moderatamente alta. Compatibile con un’infezione in corso, una malattia infiammatoria cronica (artrite reumatoide, malattie intestinali) o autoimmune. Approfondire con il medico: emocromo, PCR, funzionalità epatica e renale, esami mirati ai sintomi.
Da 70 a 100 mm/h VES alta. Le cause benigne diventano meno probabili. Valutazione medica in tempi brevi.
Oltre 100 mm/h VES molto alta: infezioni gravi, vasculiti (in particolare l’arterite a cellule giganti), mieloma multiplo, tumori, malattie autoimmuni in fase attiva. Approfondimento non rinviabile.

Cosa vuol dire una VES alta?

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Una VES elevata è un segnale di infiammazione o alterazione nell’organismo, ma non specifica quale sia la causa. Può aumentare per motivi molto diversi, alcuni dei quali non gravi.

Le cause più comuni sono le infezioni, come quelle respiratorie o urinarie, ma anche le malattie autoimmuni, ad esempio l’artrite reumatoide o il lupus. Anche alcune forme tumorali, soprattutto quelle ematologiche, possono far salire la VES.

In presenza di anemia o durante la gravidanza, è normale osservare un aumento del valore, senza che ci sia una malattia in corso. Anche un’infiammazione cronica di basso grado può alzare la VES, come nel caso dell’artrosi o di alcune patologie intestinali. Ma una VES alta non basta per fare diagnosi: va sempre affiancata da altri esami e dalla valutazione clinica.

Alcuni farmaci possono aumentare la VES: tra questi la pillola anticoncezionale, la vitamina A ad alte dosi e alcuni antiipertensivi come la metildopa. Anche l’obesità e l’insufficienza renale cronica la tengono più alta della norma.

Cosa significa una VES bassa?

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Una VES bassa, di per sé, raramente è motivo di preoccupazione. Spesso non ha un significato clinico rilevante, soprattutto se non ci sono sintomi associati. I valori molto bassi possono essere legati a condizioni che rendono il sangue più denso o rallentano la sedimentazione dei globuli rossi.

Tra le possibili cause ci sono l’insufficienza cardiaca congestizia, la policitemia vera (una condizione in cui ci sono troppi globuli rossi) e alcune anomalie delle proteine plasmatiche, come l’ipofibrinogenemia. Anche l’uso di farmaci come l’aspirina o il cortisone può influire, abbassando il valore della VES.

In genere, una VES molto bassa non richiede ulteriori accertamenti, a meno che non ci siano altri campanelli d’allarme. Di nuovo, è il contesto clinico a guidare la necessità di approfondimenti.

Quando la VES è preoccupante?

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La VES è preoccupante quando raggiunge valori molto alti, come oltre 50 mm/h, e resta elevata nel tempo. Ma non conta solo il numero. I sintomi associati fanno la differenza.

Se una persona con la VES alta presenta anche:

il valore può indicare una patologia infiammatoria seria o un tumore. Per esempio, una VES sopra i 100 mm/h può comparire in presenza di:

Ma non sempre i valori alti devono allarmare: anche una semplice influenza può alzarla temporaneamente. L’interpretazione dipende dal quadro generale.

Quando rivolgersi al medico senza aspettare il controllo successivo. Una VES sopra i 50 mm/h in una persona giovane, qualsiasi valore sopra i 100 mm/h, oppure una VES alta accompagnata da febbre che non passa, dimagrimento involontario, sudorazioni notturne, dolore o rigidità alle spalle e alle anche al mattino, mal di testa nuovo e persistente dopo i 50 anni o disturbi della vista. Quest’ultima combinazione, nell’anziano, può indicare un’arterite a cellule giganti e richiede una valutazione urgente.

Una VES alta va quindi sempre valutata insieme ad altri esami. Ad esempio:

  • PCR
  • emocromo
  • indici di funzionalità epatica o renale.

Solo in questo modo è possibile capire se sono necessari approfondimenti con esami specifici.

Che tipo di infiammazione indica la VES?

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La velocità di eritrosedimentazione segnala la presenza di un’infiammazione, ma non ne identifica l’origine. È un indicatore molto sensibile, ma poco specifico. Può aumentare sia in infiammazioni acute che croniche. Per esempio, in un’infezione batterica importante, come una polmonite, la VES tende a salire rapidamente. Ma lo stesso può accadere in patologie autoimmuni croniche come l’artrite reumatoide.

Anche un’infiammazione a bassa intensità, come quella causata dall’artrosi, può farla aumentare nel tempo. Nei tumori, la VES può essere elevata anche senza sintomi evidenti, rendendola un segnale d’allarme da approfondire.

Non è un esame diagnostico, ma di orientamento, utile per capire se c’è un processo infiammatorio in atto e se monitorarlo nel tempo. Per sapere di che tipo di infiammazione si tratta, servono sempre altri esami e una valutazione medica attenta.

VES e PCR: che differenza c’è?

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VES e proteina C reattiva (PCR) misurano entrambe l’infiammazione, ma in modo diverso, ed è per questo che vengono quasi sempre richieste insieme.

VES PCR
Cosa misura La velocità con cui i globuli rossi sedimentano, influenzata indirettamente dalle proteine dell’infiammazione Direttamente una proteina prodotta dal fegato in risposta all’infiammazione
Quanto è rapida Sale in 24–48 ore e impiega giorni o settimane a tornare normale dopo la guarigione Sale in 6–8 ore e si normalizza in pochi giorni
Da cosa è influenzata Età, sesso, anemia, gravidanza, forma dei globuli rossi, proteine plasmatiche Poco influenzata da età, sesso e anemia
Quando è più utile Malattie infiammatorie croniche e reumatiche, mieloma, monitoraggio nel lungo periodo Infezioni acute, valutazione rapida della risposta alla terapia

Quando VES e PCR sono entrambe alte, l’infiammazione è probabile e attiva. Una VES alta con PCR normale è frequente e spesso legata a cause non infiammatorie (anemia, età, gravidanza) o a un’infiammazione ormai in risoluzione. Una PCR alta con VES normale suggerisce invece un processo acuto molto recente.

Cosa fare se la VES è alta?

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Il percorso più comune, in assenza di sintomi importanti, prevede:

  • leggere il valore insieme a PCR ed emocromo dello stesso prelievo
  • escludere le cause fisiologiche o transitorie: infezione recente, ciclo, gravidanza, anemia, farmaci
  • se il valore è solo lievemente alto e la PCR è normale, ripetere l’esame dopo 4–6 settimane
  • se il valore resta alto, sale o compaiono sintomi, approfondire con esami mirati (elettroforesi delle proteine, autoanticorpi, esame delle urine, imaging) e con una visita specialistica, in genere reumatologica o internistica.

In sintesi. La VES è un termometro dell’infiammazione, non una diagnosi. Il limite normale dipende da età e sesso (in pratica: età/2 per gli uomini, età+10 diviso 2 per le donne); fino a 30–40 mm/h è spesso transitoria, sopra i 50 va approfondita, sopra i 100 non va rimandata. Va sempre letta con PCR ed emocromo.

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