- Dolore al collo e cervicalgia sono la stessa cosa?
- Le cause del dolore al collo
- Cause muscolari e posturali
- Cause degenerative della colonna cervicale
- Quando il collo fa male per altre ragioni
- I sintomi associati da osservare
- Quando preoccuparsi per il dolore al collo
- Cosa fare: i rimedi per il dolore al collo
- Diagnosi e terapia
Il dolore al collo è un disturbo molto comune, causato nella maggior parte dei casi da tensione muscolare, posture scorrette mantenute a lungo o dall’usura delle vertebre cervicali.
Quasi sempre è benigno e si risolve in giorni o poche settimane con rimedi semplici; più raramente è la spia di condizioni che riguardano altre strutture del collo; o di situazioni che richiedono attenzione immediata.
Capire da dove viene il dolore è il primo passo per trattarlo bene.
Dolore al collo e cervicalgia sono la stessa cosa?
↑ topQuasi. Cervicalgia è il termine medico che indica il dolore di origine muscoloscheletrica del tratto cervicale – muscoli, vertebre, dischi e articolazioni – ed è di gran lunga la causa più frequente di dolore al collo: alla cervicalgia, alle sue forme croniche e agli esercizi per trattarla abbiamo dedicato un approfondimento specifico.
Cervicalgia: sintomi, cause e rimedi per il dolore cervicale
“Dolore al collo” è però un’espressione più ampia: il collo contiene anche faringe ed esofago, trachea e laringe, tiroide, linfonodi, nervi e grossi vasi sanguigni, e ciascuna di queste strutture può far male.
In questa pagina guardiamo al sintomo nel suo insieme: tutte le cause possibili, i segnali che devono preoccupare e cosa fare.
Le cause del dolore al collo
↑ topCause muscolari e posturali
↑ topSono le più comuni, e le più legate alle abitudini quotidiane:
- posture fisse prolungate: ore davanti al computer con lo schermo troppo basso, o a testa china sullo smartphone; il cosiddetto tech neck: più la testa si inclina in avanti, più il suo peso effettivo sulla colonna cervicale si moltiplica
- stress e tensione emotiva, che si scaricano tipicamente su collo, trapezi e spalle con contratture persistenti
- colpi di freddo e movimenti bruschi, all’origine del classico torcicollo: dolore acuto con blocco quasi completo dei movimenti, che si risolve in pochi giorni
- colpo di frusta, il trauma da brusca accelerazione-decelerazione tipico dei tamponamenti
- posizioni scorrette nel sonno, spesso legate a un cuscino inadeguato.
Cause degenerative della colonna cervicale
↑ topCon l’età, dischi e articolazioni del tratto cervicale si usurano: l’artrosi cervicale, le discopatie e le ernie del disco, la stenosi del canale spinale.
Quando queste alterazioni comprimono una radice nervosa si parla di radicolopatia cervicale: il dolore si irradia lungo la spalla e il braccio, con formicolii e a volte perdita di forza.
Più raramente contribuiscono malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide, la fibromialgia o l’osteoporosi con i suoi cedimenti vertebrali.
Quando il collo fa male per altre ragioni
↑ topÈ il capitolo meno noto, e il motivo per cui il dolore al collo non è sempre “cervicale”:
- linfonodi ingrossati, dolenti al tatto, in corso di mal di gola, infezioni dentarie o virali: il dolore è laterale e localizzato, non legato ai movimenti
- tiroiditi: l’infiammazione della tiroide può dare dolore nella parte anteriore del collo, che aumenta alla deglutizione
- dolore riferito: problemi che nascono altrove – dalla spalla, dalla mandibola e dall’articolazione temporo-mandibolare, o in rari casi da cuore e vasi – possono farsi sentire al collo
- molto raramente, infezioni profonde o tumori delle strutture cervicali: sono eccezioni, ma spiegano perché un dolore persistente e atipico va sempre inquadrato dal medico.
I sintomi associati da osservare
↑ topAl dolore possono accompagnarsi rigidità e mobilità ridotta, mal di testa che parte dalla nuca, vertigini e sensazione di instabilità, spasmi muscolari.
Meritano particolare attenzione i sintomi neurologici: formicolii, perdita di sensibilità o di forza a braccia e mani, indicano che è coinvolto un nervo, e cambiano il percorso diagnostico.
Annotare quando il dolore è comparso, cosa lo peggiora e quali sintomi lo accompagnano è il materiale più utile da portare alla visita.
Quando preoccuparsi per il dolore al collo
↑ topNella grande maggioranza dei casi il dolore al collo non nasconde nulla di grave.
Una valutazione medica in tempi brevi è però indicata se il dolore persiste oltre 2-3 settimane nonostante i rimedi, se peggiora progressivamente, se è comparso dopo un trauma, o se si accompagna a formicolii e debolezza a un braccio che non migliorano, febbre, perdita di peso senza spiegazione o dolore notturno che impedisce il sonno.
Chiama il 112 o vai in pronto soccorso se il dolore al collo si presenta con: rigidità della nuca, febbre alta e fastidio alla luce (possibile meningite); oppressione al petto, dolore irradiato a mandibola o braccio, sudorazione fredda (possibile infarto); debolezza improvvisa, difficoltà a parlare o a coordinare i movimenti; oppure dopo un trauma importante come un incidente o una caduta, in quel caso il collo non va mosso in attesa dei soccorsi.
Cosa fare: i rimedi per il dolore al collo
↑ topPer il comune dolore muscolare o posturale, i rimedi più efficaci sono semplici:
- calore: una borsa dell’acqua calda o un cuscino termico sulla zona per 15-20 minuti, più volte al giorno, rilassa la muscolatura contratta
- movimento dolce, non immobilità: salvo trauma, il collo va tenuto in movimento; lente inclinazioni della testa verso una spalla e poi l’altra, e rotazioni delicate, allungano trapezi e muscoli cervicali. Il riposo assoluto e i collari fai-da-te tendono ad allungare i tempi, non ad accorciarli
- ergonomia: schermo all’altezza degli occhi, schiena appoggiata, pause brevi ma frequenti dalla scrivania, smartphone portato verso il viso invece di piegare il collo verso lo schermo
- un cuscino adeguato, che mantenga la testa allineata alla colonna
- se serve, antinfiammatori o antidolorifici da banco per pochi giorni, seguendo le indicazioni del foglietto o del farmacista.
Se dopo alcuni giorni di questi accorgimenti il dolore non accenna a migliorare, è il momento della valutazione specialistica.
Diagnosi e terapia
↑ topLa diagnosi è nella grande maggioranza dei casi clinica: l’anamnesi (quando è comparso il dolore, cosa lo scatena, quali sintomi lo accompagnano) e l’esame obiettivo con i test di movimento bastano di solito a inquadrare il problema.
Gli esami di immagine (radiografia, risonanza magnetica o TAC) si riservano ai casi con segnali d’allarme, sintomi neurologici o dolore che non risponde alle cure: farli “per sicurezza” in un comune dolore muscolare non aggiunge informazioni utili.
La terapia dipende dalla causa. Per le forme muscolari e posturali, la strada più efficace è il percorso con il fisiatra e il fisioterapista: le sedute servono a individuare la struttura che lavora male – spesso il problema di origine è a livello di spalla e scapola, e il collo “compensa” irrigidendosi – e a impostare esercizi di rinforzo e allungamento che prevengono le ricadute.
Quando la causa è un’altra, dalla tiroidite al linfonodo infiammato, il percorso passa dallo specialista corrispondente.