Cerca nel sito
Chiudi

Le coliche, da quelle renali fino a quelle in gravidanza

Le coliche sono fitte improvvise e acute che vengono spesso precedute da malessere generale, nausea e vomito.
A cura di
Fabio
Leva

Cosa sono le coliche renali

Una colica renale è provocata da un corpo estraneo (in genere un calcolo) che ostruisce la via d'uscita dell'urina dal rene verso la vescica, attraverso un tubicino chiamato uretere. In caso di ostruzione, la pressione a monte aumenta, il rene si dilata e ciò provoca dolore. 

I calcoli sono pietre che si formano a causa dell'aggregazione di sali minerali presenti nell'urina. Ne esistono di diversi tipi a seconda della loro formazione: 

  • ossalato di calcio e fosfato di calcio
  • acido urico
  • calcoli infettivi e cistinici misti

Si manifestano provocando un dolore che si irradia dalla schiena e arriva fino all'inguine. Nelle urine, in condizioni normali, sono presenti delle sostanze che impediscono l'aggregazione di sali ma a volte si formano queste “pietre dure” che variano anche nelle dimensioni. Si possono presentare sia sotto forma di “sabbietta” che con dimensioni anche di qualche centimetro.

Come fare per far passare le coliche

Un buon rimedio temporaneo è quello di applicare una borsa dell'acqua calda sul fianco in modo da contenere il dolore. Quando però si prova un dolore eccessivo, da togliere il fiato, è necessario andare in pronto soccorso. Questo anche nel caso in cui si manifesti febbre, che potrebbe portare a complicanze settiche. 

Normalmente vengono somministrati antidolorifici ed alfa-litici, e se necessario anche antibiotici. Si procede poi con un'ecografia renale che dimostra la dilatazione del rene.

Quali sono le soluzioni per le coliche

Se si tratta di semplice “sabbietta” o di un piccolo calcolo può essere utile bere molta acqua per riuscire ad espellerlo nel giro di qualche giorno. Nel caso in cui questo non porti a risultati, si ricorre al bombardamento del calcolo con le onde d'urto tecnica utilizzata nel 70% dei casi.

Per i calcoli di grosse dimensioni si procede con l'ureteroscopia. Si utilizza una sonda per arrivare dall'uretere al rene e si posiziona uno stent (un tubicino che permette il deflusso dell'urina) e/o si frantumano i calcoli con il laser.

Come prevenire le coliche

Alcuni suggerimenti per prevenire le coliche:

  • Mantenere uno stile di vita sano e attivo
  • La regola fondamentale è quella di bere 2 litri circa di acqua al giorno per evitare la formazione e favorire la pulizia dei reni, meglio se acque poco mineralizzate (con poca percentuale di sodio e calcio)
  • Ridurre alimenti che contengono alte concentrazioni di ossalato come cioccolato, coca cola, tè, spinaci e asparagi (nel caso di calcoli a base di ossalati e fosfati). Attenzione anche a salumi, snack e conserve
  • Variare molto la dieta, le carenze vitaminiche potrebbero favorire la formazione di calcoli
  • Evitare la carne rossa (se i calcoli sono di origine urica)
  • Via libera agli agrumi e al loro utilissimo acido citrico
  • Per chi fa attività fisica attenzione al consumo incontrollato di integratori e all'idratazione. Durante l'allenamento l'acqua non deve mai mancare.

Le coliche in gravidanza

Durante la gravidanza il corpo subisce cambiamenti tali da provocare coliche e dolori addominali. Le coliche possono avere cause scatenanti differenti, ed è per questo che  è sempre utile che ogni donna si confronti con il ginecologo.

Tra le cause di coliche che non devono destare preoccupazione durante la gravidanza, abbiamo:

  • L’impianto dell’embrione, il dolore ha una durata di un paio di giorni ed è simile a quello che si ha durante le mestruazioni. Interessano la parte inferiore dell’addome e si possono ripresentare durante la gravidanza a causa della pressione esercitata sull’utero
  • La stitichezza e gas intestinale
  • Dolori ai legamenti e ai muscoli
  • Contrazioni di Braxton Hicks
  • Rapporti sessuali

Le coliche nel neonato

Le coliche sono un complesso sintomo che si presenta durante la prima infanzia, ed è caratterizzato da crisi di pianto, irritabilità e dolori addominali o intestinali. È possibile che questo disturbo inizi sia dopo le dimissioni ospedaliere della mamma e del neonato sia successivamente fino a proseguire anche per 3 - 4 mesi.

Questi dolori possono portare a periodi prolungati di pianto, dove il neonato andrà a ingoiare aria, che a sua volta provocherà gonfiore addominale e flatulenza.

Tra gli aspetti a cui devono sicuramente prestare attenzione i genitori, ci sono:

  • La variazione della consistenza delle feci
  • Il vomito
  • La temperatura anomala
  • L’eccessiva sonnolenza accompagnata da un mancato interesse del neonato
  • La difficoltà respiratoria
  • Uno scarso aumento di peso

Per i bambini che non presentano particolari segni allarmanti, non sono consigliati esami specifici e anche l’irritabilità sarà destinata a scomparire con il tempo. I genitori possono utilizzare alcune misure rilassanti per il neonato che però risulteranno solo rimedi temporanei.

È quindi più utile incoraggiare il sonno autonomo del neonato e prestare attenzione agli alimenti della dieta materna per capire se sia necessaria eventualmente la sostituzione del latte materno con un latte artificiale.