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Pubblicato inPatologie

Urea, tutto quello che c’è da sapere sul test dell’azotemia

Scopri tutto quello che c’è da sapere sull’esame dell’urea: quando e perché viene prescritto dal medico, come interpretare i risultati e altre informazioni utili

urea

L’urea è il prodotto di scarto del metabolismo delle proteine: l’esame che ne misura la concentrazione nel sangue si chiama anche azotemia e serve soprattutto a valutare come lavorano i reni. I valori normali dell’urea nell’adulto sono indicativamente 15–55 mg/dl; se il referto riporta invece l’azoto ureico (BUN), l’intervallo è più basso, circa 7–25 mg/dl, perché si misura solo la quota di azoto. Un valore alto non indica automaticamente una malattia renale: disidratazione e dieta ricca di proteine sono cause frequenti e reversibili.

L’urea è il prodotto delle reazioni metaboliche delle proteine e costituisce il mezzo con il quale il nostro organismo si libera dell’azoto in eccesso. Una componente dell’urea è, infatti, proprio l’azoto che, per questo, viene definito azoto ureico.

L’urea viene solitamente smaltita a livello renale. Di conseguenza le analisi per misurarne la concentrazione ematica servono principalmente a verificare le funzionalità di questi organi. Vediamo di seguito tutti i casi in cui questo test viene prescritto e perché e come interpretare i risultati delle analisi.

Cosa vuol dire urea?

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L’urea viene prodotta nel fegato dalla trasformazione dello ione ammonio, risultato della degradazione degli amminoacidi, molto tossico per il nostro organismo.

L’urea è presente nel sangue e viene successivamente filtrata ed eliminata a livello renale con le urine. Per questo, la misurazione ematica della sua concentrazione è spesso legata al monitoraggio della funzionalità renale.

Siccome l’azoto è una componente dell’urea, l’esame per misurarne il livello nel sangue è anche detto azotemia.

Urea e azotemia sono la stessa cosa?

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Nell’uso comune sì: quando il medico prescrive “l’azotemia” sta chiedendo il dosaggio dell’urea nel sangue. Sul referto, però, il risultato può comparire in due modi diversi, ed è la causa più frequente di confusione.

Voce sul referto Cosa misura Valori normali indicativi nell’adulto
Urea (o azotemia) La molecola intera 15–55 mg/dl
Azoto ureico o BUN (blood urea nitrogen) Solo la quota di azoto contenuta nell’urea 7–25 mg/dl

I due numeri descrivono la stessa cosa su scale diverse: per passare dall’azoto ureico all’urea si moltiplica per 2,14; per fare il percorso inverso si divide per 2,14. Un BUN di 20 mg/dl corrisponde a un’urea di circa 43 mg/dl. È il motivo per cui referti di laboratori diversi possono sembrare incoerenti pur descrivendo una funzione renale identica: prima di confrontare due esami, conviene sempre verificare quale delle due voci è stata riportata.

Quando e perché si fanno le analisi dell’urea?

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Le analisi dell’urea vengono prescritte dal medico principalmente per tre ragioni:

  • Studio della funzionalità renale
  • Eventuale presenza di malattie renali o di un danno renale da nefropatia
  • Monitoraggio dell’andamento di trattamenti come la dialisi o altre terapie per patologie o danni ai reni

L’esame dell’azotemia fa parte dei test di routine prescritti nell’ambito del pannello metabolico, un insieme di analisi effettuate per valutare le condizioni di salute generali del paziente.

Nello specifico, il medico può richiedere il test dell’urea nel caso in cui il paziente presenti un quadro di insufficienza renale.

Tra i principali segnali e sintomi di una disfunzionalità renale ci sono:

  • Ipertensione
  • Dolori nell’area in cui sono situati i reni
  • Disturbi del sonno
  • Scarso appetito
  • Problemi di concentrazione e affaticamento
  • Problemi alla minzione

Il test dell’urea nel sangue può essere prescritto anche insieme ai marcatori della funzionalità dei reni o alla creatinina. Viene inoltre ripetuto periodicamente in chi assume farmaci che possono affaticare i reni (diuretici, antinfiammatori, alcuni antibiotici) e in chi convive con malattie renali, diabete o ipertensione.

Qual è il campione richiesto per il test?

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Il campione di sangue richiesto per le analisi dell’azotemia è quello venoso. In alcuni casi il medico associa il dosaggio dell’urea su un campione di urine, random o delle 24 ore, insieme all’esame delle urine completo.

Come ci si prepara all’esame dell’urea?

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Non ci sono particolari indicazioni nella preparazione al test dell’urea, se non il suggerimento di osservare il digiuno nelle ore che precedono il prelievo di sangue.

È utile però evitare pasti particolarmente ricchi di proteine nelle 24 ore precedenti e presentarsi normalmente idratati: entrambi i fattori possono spostare il risultato in modo apprezzabile, come spiegato più avanti.

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Cosa sappiamo con questo esame?

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Nella maggior parte dei casi i risultati dell’esame dell’urea vengono associati a quelli della creatinina o di altri marcatori della funzionalità dei reni per verificare che tutto sia nella norma.

I valori di riferimento di una persona sana, per quanto riguarda la concentrazione ematica di urea, dovrebbero essere compresi tra i 15 e i 55 milligrammi per decilitro.

Valori fuori dalla norma dell’urea e della concentrazione di creatinina nel sangue potrebbero indicare una disfunzionalità dei reni.

Tra le patologie e le condizioni associate a livelli alti di creatinina e urea ci possono essere:

  • Calcoli renali o altri disturbi che comportino un’ostruzione delle vie urinarie
  • Riduzione dell’apporto di sangue ai reni dovuto ad uno shock (emorragie, infarti, insufficienza cardiaca)
  • Patologie renali

Anche una dieta ad alto contenuto di proteine o un metabolismo proteico particolarmente elevato potrebbero comportare livelli alti di urea e creatinina nel sangue.

Il livello di idratazione di ciascun individuo impatta particolarmente sull’azotemia in quanto:

  • Un livello alto di idratazione favorisce l’eliminazione dell’urea e comporta, di conseguenza, un decremento della sua concentrazione ematica
  • Un livello basso di idratazione, viceversa, comporta un incremento dell’azotemia

I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. Fai sempre riferimento alle indicazioni riportate sul tuo referto.

Cosa significa avere l’azotemia alta?

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Un’urea sopra la norma non equivale a una diagnosi di malattia renale. Le cause si dividono in tre gruppi, e riconoscerli è quello che guida gli accertamenti successivi.

Tipo di causa Cosa succede Esempi
Pre-renale (prima del rene) Ai reni arriva meno sangue, oppure si produce più urea del normale. I reni sono sani. Disidratazione, febbre, vomito o diarrea prolungati, dieta molto ricca di proteine, sanguinamento gastrointestinale, scompenso cardiaco, cortisonici
Renale (nel rene) Il rene filtra meno per un danno del tessuto renale. Insufficienza renale acuta o cronica, glomerulonefriti, nefropatia diabetica o ipertensiva, farmaci nefrotossici
Post-renale (dopo il rene) L’urina non riesce a defluire e si accumula a monte. Calcoli, ipertrofia prostatica, tumori o restringimenti delle vie urinarie

Nelle cause pre-renali il valore si normalizza quando si corregge la causa: bere a sufficienza o sospendere un eccesso di proteine può riportare l’azotemia nella norma nel giro di pochi giorni.

E se l’azotemia è bassa?

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Un’urea sotto la norma raramente è motivo di preoccupazione e spesso non richiede accertamenti. Le cause più comuni sono:

  • dieta povera di proteine o malnutrizione
  • abbondante assunzione di liquidi o iperidratazione
  • gravidanza: l’aumento del volume di sangue e della filtrazione renale fa scendere fisiologicamente l’urea, soprattutto nel secondo e terzo trimestre
  • patologie del fegato importanti, che riducono la produzione di urea

Solo in quest’ultimo caso il valore basso ha un significato clinico rilevante, e si accompagna ad altre alterazioni degli esami epatici.

Altre informazioni utili da sapere

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Un indicatore utilizzato spesso per approfondire la situazione clinica del paziente è il rapporto tra l’urea e la creatinina. Nel caso in cui i livelli di creatinina siano nella norma, ad esempio, l’aumento di questo rapporto potrebbe essere dovuto a cause che non derivano da problemi ai reni (disidratazione, incremento delle proteine).

Urea e creatinina aumentano entrambe in caso di scompenso cardiaco o diminuzione dell’apporto di sangue ai reni.

Il rapporto urea/creatinina, infine, può diminuire in caso di patologie del fegato (che comportano una diminuzione della produzione di urea) o malnutrizione.

Quadro Urea Creatinina Interpretazione più probabile
Urea alta, creatinina normale ↑ = Causa pre-renale: disidratazione, dieta iperproteica, sanguinamento digestivo
Urea e creatinina entrambe alte ↑ ↑ Riduzione della funzione renale o ridotto afflusso di sangue ai reni
Urea bassa, creatinina normale ↓ = Dieta povera di proteine, iperidratazione, gravidanza, epatopatia

Cosa fare se l’azotemia è alta?

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Il percorso abituale, in assenza di sintomi importanti, è questo:

  • leggere l’urea insieme a creatinina e filtrato glomerulare stimato (eGFR) dello stesso prelievo: è quest’ultimo, non l’urea da sola, a definire la funzione renale
  • correggere le cause reversibili: idratazione adeguata, moderazione delle proteine, revisione dei farmaci con il medico
  • ripetere l’esame dopo alcune settimane
  • se i valori restano alti o l’eGFR è ridotto, approfondire con esame delle urine, ecografia renale e visita nefrologica.

Nessuna modifica importante della dieta, in particolare la riduzione delle proteine, va intrapresa da soli: in chi ha una malattia renale il livello di restrizione proteica viene stabilito dallo specialista, e una restrizione fai-da-te espone al rischio di malnutrizione.

Quando rivolgersi al medico senza aspettare. Un’azotemia molto elevata associata a riduzione o assenza della produzione di urina, gonfiore a gambe e viso, nausea e vomito persistenti, confusione mentale o affanno richiede una valutazione medica immediata. Un rialzo isolato dell’urea, senza sintomi e con creatinina normale, non è invece un’urgenza.

In sintesi. Urea e azotemia sono lo stesso esame; l’azoto ureico (BUN) è la stessa misura su una scala diversa (urea = BUN × 2,14). I valori normali dell’urea nell’adulto sono 15–55 mg/dl. Un valore alto va sempre letto insieme a creatinina ed eGFR: da solo, molto spesso, racconta soltanto quanto si è bevuto e quante proteine si sono mangiate.

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