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Beta hcg, come funziona il test di gravidanza

La beta hcg è una proteina tipicamente associata all’attività ormonale in gravidanza e il test per rilevarla viene utilizzato per escludere o confermare la gravidanza stessa

La beta hcg è una proteina tipicamente associata all’attività ormonale in gravidanza. Il test per rilevarla nel sangue o nelle urine viene utilizzato per confermare o escludere la gravidanza stessa.

Vediamo in che cosa consiste l’esame, quando e perché viene prescritto e come interpretare i risultati.

Che cos’è la beta hgc?

La beta hcg è una frazione della gonadotropina corionica umana, l’ormone prodotto dalla placenta per garantire un ambiente idoneo allo sviluppo embrionale in gravidanza. Il test per rilevarla nelle urine o nel sangue serve a confermare o escludere l’avvenuto concepimento. La quantità di questa proteina, infatti, in una donna incinta, raddoppia ogni due giorni circa fino a stabilizzarsi verso la fine del primo trimestre di gravidanza.

Il test della beta hcg è particolarmente utile in quanto questa molecola è rilevabile molto precocemente nell’organismo, già a partire dall’impianto nell’utero dell’ovulo che è stato fecondato da uno spermatozoo. Solitamente i valori di beta hcg sono rilevabili tra i dieci giorni e le due settimane di distanza dal concepimento.

Quando e perché fare il test?

Lo scopo principale del test delle beta hcg è quello di confermare o escludere una gravidanza. Solitamente l’esame del sangue per rilevare questo ormone è più sensibile rispetto a quello effettuato su campioni di urine

L’esame può essere richiesto per identificare una eventuale gravidanza ectopica, nota anche come gravidanza extrauterina. 

Il clinico prescrive queste analisi per monitorare le condizioni di una donna che abbia sofferto di un aborto spontaneo, ma anche nell’ambito di screening per l’identificazioni di possibili anomalie che riguardano il feto, tra i quali:

  • screening dei primi tre mesi di gravidanza
  • screening del secondo trimestre di gravidanza

Il test può essere richiesto anche prima di sottoporsi a determinati trattamenti farmacologici nel caso si sospetti una gravidanza o, ancora, prima di interventi o procedure mediche che potrebbero danneggiare il feto

Qual è il campione richiesto?

Il campione di sangue necessario per effettuare il test della beta hcg è quello venoso. In alternativa, l’esame può essere condotto anche su un campione della prima urina del mattino

Come ci si prepara all'esame?

Per quanto riguarda il test condotto su un campione di sangue, non è necessaria una preparazione specifica prima del prelievo. Diverso è il discorso nel caso dell’esame delle urine, in quanto un campione eccessivamente diluito potrebbe portare a risultati falsamente negativi. Per questa ragione, bisognerebbe evitare di assumere una quantità eccessiva di liquidi prima del test.

Come si leggono le analisi della beta?

Il test hcg può essere di due tipologie, una qualitativa che dà un risultato positivo o negativo e una quantitativa, che misura i livelli ematici di questa molecola. 

L’esame qualitativo può essere effettuato in laboratorio o a casa con test di gravidanza per uso domestico. Nella maggior parte dei casi viene utilizzata una striscia reattiva che, esposta al getto di urina della donna, cambia colore in presenza di hcg. Nell’eventualità di esito positivo, sarebbe opportuno ripetere il test a distanza di qualche giorno.

Per quanto riguarda il test quantitativo, il beta hcg per l’appunto, l’esame misura la quantità ematica di hcg e viene prescritto per confermare una gravidanza, identificare una eventuale gravidanza extrauterina, per il monitoraggio di una gravidanza a rischio o, ancora, in seguito ad un aborto spontaneo.

Il test quantitativo viene considerato negativo in presenza di valori ematici di beta inferiore alle 5 milliunità internazionali per millilitro (mUI/ml). Al contrario, la gravidanza risulta certa in donne che abbiamo livelli di b hcg superiori a 25 mUI/ml. Siccome, però, ciascun laboratorio può adottare modalità differenti, è sempre importante controllare quali siano i valori di riferimento di ciascun centro di analisi.

Un test effettuato troppo precocemente potrebbe dare luogo a risultati falsamente negativi, quando la concentrazione di hcg non ha raggiunto livelli rilevabili. Per tale ragione, anche in questo caso e, soprattutto, nell’eventualità ci sia il forte sospetto di una gravidanza, è utile ripetere l’esame a distanza di alcuni giorni dal precedente test.

Risultati falsamente positivi, invece, potrebbero essere dovuti alle conseguenze di una terapia ormonale o, ancora, potrebbero essere riscontrati nelle donne in post menopausa.

Quando le beta hcg aumentano con un ritmo inferiore alla norma, si potrebbe essere in presenza di gravidanze problematiche. I livelli di questo ormone nel sangue crollano in caso di aborto spontaneo.

Cosa significa quando la beta è molto alta?

Il test quantitativo misura i livelli di beta hcg nel sangue e può quindi consentire di seguire l’evoluzione della gravidanza nelle sue fasi iniziali. Le diverse settimane di gravidanza, infatti, corrispondono a diversi livelli ematici di ormone. In particolare:

  • Valori compresi tra le 9 e le 20 mila mIU/ml possono essere riscontrati nelle prime sei settimane di gravidanza
  • Valori tra 4000 e 289 mila mIU/ml possono essere riscontrati tra le sei e dodici settimane

Quando la gravidanza entra nel secondo trimestre, i valori di b hcg smettono di crescere e tendono a stabilizzarsi. In corrispondenza di livelli beta superiori alle diecimila milliunità per millilitro dovrebbe essere riscontrabile l’embrione e il battito cardiaco attraverso l’esame ecografico

Come sono le beta in una gravidanza extrauterina?

L’eventualità di gravidanze problematiche può essere ipotizzata in presenza di un aumento più lento del normale dei livelli di hcg. Si tratta, ad esempio, del caso di una gravidanza ectopica. In una gravidanza normale, il tempo di raddoppio di hcg è di 48-72 ore nelle prime quattro settimane, che può arrivare  a circa 96 ore nella fase successiva della gravidanza.

La gravidanza ectopica, nota anche come gravidanza extrauterina, si verifica quando l’ovulo non viene fecondato nell’utero ma in zone diverse. Nella maggior parte dei casi, le gravidanze ectopiche generano una condizione clinica che è conosciuta come gravidanza tubarica. Queste forme anomale di gravidanza, infatti, si verificano nelle tube di Falloppio e necessitano di un trattamento specifico per evitare complicanze serie.

Tempi di crescita dei livelli di hcg inferiori alla norma sono uno degli indicatori di una gravidanza di questo tipo. Tra gli altri sintomi e segnali di una gravidanza extrauterina ci sono:

  • Sanguinamento anomalo della vagina, nonostante una donna in gravidanza non abbia ciclo mestruale
  • Dolore alla schiena
  • Crampi e dolore nella zona del basso ventre o su un lato del bacino 

La sintomatologia, se non trattata in modo tempestivo, può ulteriormente peggiorare e aggravarsi in sintomi quali:

  • Sensazione di svenimento o veri e propri svenimenti
  • Debolezza
  • Vertigini
  • Pressione bassa
  • Dolori alle spalle
  • Sintomi simil influenzali
  • Febbre
  • Dolore acuto e improvviso nella zona pelvica
  • Vomito 

Nei casi più gravi, quando il sanguinamento viene trascurato e non trattato, la gravidanza ectopica può portare anche all’arresto cardiaco e al decesso.

Quando il clinico sospetta una gravidanza extrauterina, potrebbe prescrivere anche il test dei livelli di progesterone. Questo ormone, coinvolto nella preparazione alla gravidanza dell’organismo femminile, dovrebbe essere presente in quantità minori in una gravidanza ectopica rispetta ad una non ectopica. 

I livelli di hcg vanno monitorati periodicamente in seguito ai trattamenti terapeutici per la gravidanza ectopica. Il controllo va effettuato fino a quando i valori di questo ormone non sono più rilevabili. 

Il fatto che nel sangue siano ancora riscontrabili beta hcg potrebbe voler dire che il tessuto ectopico non è stato ancora completamente rimosso. In questo caso, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico o, in alternativa, una terapia farmacologica a base di metotrexato, che aiuta l’organismo ad assorbire il tessuto ectopico residuale.